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Piccole Donne: sei candidature all'Oscar 2020 per il film di Greta Gerwig e la vera sorpresa è Florence Pugh

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Il nuovo adattamento del libro della Alcott ha ottenuto nomination sia per categorie tecniche che per grossi premi, tra cui l'Oscar per il miglior film.

Piccole Donne: sei candidature all'Oscar 2020 per il film di Greta Gerwig e la vera sorpresa è Florence Pugh

Piccole Donne ha appena ottenuto sei candidature agli Oscar 2020 e Greta Gerwig e le sue girls dovranno aspettare il 9 febbraio per scoprire se il film avrà riportato una, due, tre o addirittura sei vittorie. Il numero di nomination ai premi più importanti del cinema USA sta a significare che l'Academy of Motion Pictures Arts and Sciences ha gradito la nuova trasposizione del libro della Alcott più della stampa estera di Hollywood? Nonostante i Golden Globe non includano le categorie tecniche, la risposta è sì.

Piccole Donne ha avuto infatti la nomination a categorie molto importanti nelle quali l'HFPA non l'aveva incluso, a cominciare da quella per il miglior film, nella quale Greta Gerwig è l'unica donna a combattere contro 8 uomini. Non era automatico che Piccole Donne rientrasse in questo fortunato gruppo, in cui per esempio poteva essere incluso Rocketman. E se piuttosto scontata ci appare la scelta di collocare Saoirse Ronan nella cinquina delle migliori attrici protagoniste grazie alla sua strabiliante interpretazione di Jo March, la vera e gradita sorpresa è la candidatura di Florence Pugh come miglior attrice non protagonista. L'avevamo scritto nell'articolo Florence Pugh e la riabilitazione di Amy reginetta dei social e lo ripetiamo: l'attrice, che ricordiamo per esempio nell'horror Midsommar, ha stregato la critica, e sui social, in particolare su Twitter, si è parlato a lungo delle sua performance, e in termini notevolmente lusinghieri.

Se la Gerwig non appartiene all'eletta schiera dei cinque possibili migliori registi, l'Academy ha voluto comunque premiare le sue doti di scrittrice con la nomination per la migliore sceneggiatura non originale. Greta non ha tradito lo spirito del romanzo di partenza, è semplicemente andata avanti e indietro nel tempo, e laddove ha apportato delle modifiche, mettendo per esempio qualcosa della vita della Alcott, lo ha fatto per portare avanti il suo sacrosanto discorso femminista, o meglio pro-women, non realizzando un film destinato solamente al pubblico femminile, sia chiaro, ma per tutti. Benché attuali, i dialoghi, che hanno imposto alle ragazze March di parlare l'una sopra l'altra o di interrompersi fra loro in continuazione come di solito si fa tra sorelle, sono plausibili per l'epoca in cui la vicenda è ambientata e sono una perfetta chiave d'accesso agli animi dei personaggi.

Passando alle categorie tecniche, la candidatura per i migliori costumi era abbastanza scontata. Jacqueline Durran, che ha vinto l'Oscarper Anna Karenina ed ha ottenuto la nomination per Espiazione e Orgoglio e Pregiudizio, ha svolto un lavoro meticoloso, rispettando il desiderio della Gerwig di vestire i protagonisti del film con abiti che avessero a che fare con il loro non sempre facile quotidiano. La costumista non aveva mai visto le altre versioni di Piccole Donne ma adorava il libro, e con la regista ha studiato le fotografie dell'era vittoriana, in particolare quelle di Juliet Margaret Cameron, che immortalava spesso famiglie e bambini. Ha poi osservato attentamente i quadri degli Impressionisti e del pittore americano Winslow Homer, e ha accostato a ogni sorella March una o più tonalità: il rosso per Jo, il lilla e il verde per Meg, il rosa per Beth, il celeste per Amy. Laddove, a nostro giudizio, la Durran ha dato il meglio di sé è stato nei costumi indossati dalle March dentro casa, in particolare nei loro spettacoli teatrali dal sapore bohemien.

La quinta candidatura agli Academy Award Piccole Donne l’ha ottenuta grazie alle musiche di Alexander Desplat. Il compositore francese, che di statuette dorate ne ha 2 (una per Grand Budapest Hotel e l'altra per La forma dell'acqua), ha obbedito a Greta Gerwig, che gli ha chiesto una colonna sonora classica ma nello stesso tempo "fresca" e "lussureggiante". Il musicista ha accompagnato con le sue note soprattutto l'infanzia e adolescenza delle sorelle March, diradando l'accompagnamento nelle scene in cui sono adulte.

E’ impossibile fare previsioni su ciò che accadrà il 9 febbraio. Al momento Renée Zellweger e Laura Dern sono le superfavorite come miglior attrice protagonista e miglior attrice non protagonista, ma chissà che la Pugh non sbalordisca tutti risultando vincitrice. Sul premio per la migliore sceneggiatura non originale siamo abbastanza fiduciosi, come sull'Oscar per i migliori costumi, anche se Joker dice certamente la sua. E la colonna sonora? Anche qui è lotta dura.

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