News Cinema

Petrolio, crimine e solitudine: su Prime Video arriva Governance - Il prezzo del potere

20

Massimo Popolizio e Vinicio Marchioni sono i protagonisti di Governance - Il prezzo del potere, thriller "shakespeariano" diretto dall'italo-francese Michael Zampino. Il film è disponibile in streaming sulla piattaforma di Amazon dal 12 aprile: ecco come lo hanno presentato regista e interpreti.

Petrolio, crimine e solitudine: su Prime Video arriva Governance - Il prezzo del potere

Renzo Petrucci è un top manager di un colosso dell'energia, un'azienda alla ENI, tanto per capirsi. Renzo è in auto con l'amico Michele Zampino, un meccanico spiantato con cui condivide le umili origini, e che sogna di essere sistemato da Renzo e poter gestire una stazione di servizio sulla Pontina, nel quadrante sud della Capitale. A un certo punto affianca un'altra automobile, guidata da una giovane donna: una collega di Renzo, che l'uomo è convinto sia la responsabile di una manovra che lo sta costringendo a lasciare il suo lavoro e l'azienda.
Una specie d'inseguimento, una brusca sterzata, un incidente che causa la morte della donna. Come si è arrivati fino a quel punto? E cosa succederà dopo?
È questo che racconta Governance - Il prezzo del potere, il thriller diretto dall'italo-francese Michael Zampino che vede protagonisti Massimo Popolizio nei panni di Renzo, e Vinicio Marchioni in quelli di Michele, e che è disponibile in streaming su Prime Video a partire dal 12 aprile.

Governance - Il prezzo del potere: il trailer del film

Guarda Governance - Il prezzo del potere su Prime Video

Petrolio e potere

Governance è l'opera seconda di Zampino, che nel 2011 aveva esordito con un noir intitolato L'erede, di cui era protagonista Alessandro Roia, e che con questo nuovo film aveva in comune un tema centrale: quello del potere. "Non avevo fatto caso alla continuità di questo tema da L'erede a questo Governance: una continuità che nasce forse dal fatto che nella ricerca del potere c'è sempre un aspetto maledetto, qualcosa che riguarda il dramma e la solitudine, che è molto stimolante per cui vuole raccontare una storia," commenta Zampino, che qui ha lavorato alla sceneggiatura del film assieme a Heidrun Schleef e Giampaolo Rugo, facendosi forte di un'esperienza diretta nel mondo delle aziende del settore energetico, all'interno del quale ha lavorato prima di dedicarsi al cinema. "Qui il mondo del petrolio è un retroscena, uno sfondo" commenta il regista. "Noi seguiamo i personaggi, e così facendo raccontiamo anche un habitat e un contesto, ma Governance non ambisce a sostenere alcuna tesi su questo mondo che racconta. Al centro di tutto non c'è quello specifico ambiente, ma l'attrazione fatale del potere, che crea tanta solitudine."
E però, al tempo stesso, Zampino non nega di aver provato "un gran piacere nello scrivere di personaggi che ho conosciuto". Quello di Renzo, spiega, "è il collage di varie figure che ho incontrato, e scrivere a partire da questa esperienza diretta di aiuta perché è più facile rendere vivo un personaggio che hai visto all'opera, di cui conosci i movimenti, e il comporamento, specie in certe situazioni di conflitto."

Shakespeare e formiche

"Il copione dava tanta cicciam quello di Renzo è per me un personaggio shakespeariano," dice Massimo Popolizio. "Questo non è un film solo su una società tipo ENI, perché quella società diventa per noi metafora di tradimento, amicizie che non lo sono più, lotte per il potere. La sceneggiatura andava declinata avendo sempre presente che, in ogni scena, Renzo ha un obiettivo. Renzo è uno che ha sempre qualcosa da portarsi a casa, e la successione dei suoi obiettivi componevano il personaggio, anche quando sbaglia obiettivo e fa qualcosa che non deve fare. Tra i personaggi di Shakespeare ci sono i biliosi," aggiunge l'attore, facendo riferimento alla sua lunga esperienza teatrale, "quelli che hanno un furore interno, e qui ho fatto appello a quel tipo di conoscenza, perché Renzo ha lo stesso furore, la stessa bile, lo stesso motore interno. Renzo è un cattivo, come molti personaggi che interpreto al cinema, ma dobbiamo ricordarci che il mondo è popolato da cattivi, è difficile trovare un vero buono. L'importante è stare fuori dallo stereotipo del buono e del cattivo, e mi impegno sempre molto per questo."
"Michele l'ho sempre visto come una formichina," dice invece Vinicio Marchioni, "uno che persegue i suoi obiettivi un pezzettino alla volta. Ma per lui è centrale il rapporto con Renzo, uno che vede come un punto di riferimento per riuscire a ottenere una vita migliore per sé e la famiglia, ma anche per i comportamenti che ha, perché lui il potere l'ha già raggiunto, mentre Michele no. E allora succede che Renzo, lungo la storia del film, insegna a Michele qualcosa, ma Michele gli succhia anche il cinismo, l'arrivismo, l'opportunismo per realizzare ciò che desidera."

La fame di successo e le sue conseguenze

Petrolio o non petrolio, insomma, quello raccontato da Governance è un mondo amorale e opportunista, pronto a nascondere crimini propri e altrui per il mantenimento di uno status quo paralizzante e inquietante, confermato da un finale sospeso, dove gli eventi possono tanto rimanere immobili quanto mutare radicalmente. "La macchia ti rimane però dentro per sempre, se lungo la strada per il successo fai qualcosa di terribile," commenta Marchioni.
Non a caso il sottotitolo del film di Zampino è appunto "Il prezzo del potere".
"Uno dei prezzi pagati da Renzo per il suo successo è quello di non sapere come dimostrare il suo affetto," dice Popolizio. "Se ti prefiggi di diventare qualcuno a ogni costo, se pensi solo ai profitti, ti succederà sicuramente qualcosa di non bello. E bisogna fare attenzione, perché squali ci si può nascere, ma ci si diventa anche: Renzo è uno che viene dal basso, è questo che lo accomuna a Michele, e questa sua fame di scalata sociale è rispecchiata anche dal modo in cui mangia, sul quale abbiamo lavorato molto." "Avrei voluto addirittura far ingrassare di quindici chili Massimo per la parte," aggiunge Zampino, "perché volevo fare di Renzo un orco, un primordiale, un personaggio alla James Gandolfini. Ma poi abbiamo capito che non era necessario, e che questi suoi aspetti potevano essere comunicati dai suoi gesti e dalle sue azioni."

Ecologia e tragedia

Nato da una co-produzione italo-francese ("le difficoltà più grandi sono state quelle di trovare un partner in Italia," dice Zampino), Governance sfiora anche la tematica della sbandierata nuova consapevolezza ambientale su cui si basano i modelli di comunicazione delle grandi aziende del settore petrolifero, e che il regista definisce "una necessità industriale e non solo di comunicazione," considerati la transizione verso nuove forme energetiche e gli obiettivi futuri di abbandono dei combustibili fossili. "Renzo in questo è un manager della vecchia guardia, formatosi in tempi in cui le tematiche ambientali non esistevano: il mondo del 2020, quindi, non è più il suo, e questo fa parte del suo aspetto tragico," dice Zampino. Che, parlando poi di certe commistioni illecite tra affari e politica, ricorda il caso della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, assassinata nel 2017 in seguito alle sue inchieste sulla corruzione nel suo paese: "La verità in quel caso è venuta fuori, ma a quale prezzo? E ancora oggi non conosciamo il mandante di quell'omicidio."

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming