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Peter Jackson realizzerà un documentario sulle sessioni di registrazione di Let It Be dei Beatles

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Nel giorno dell'anniversario del concerto dei Fab 4 sul tetto della Apple, annunciato questo entusiasmante progetto che potrà contare su 55 ore di girato inedito dell'epoca.

Peter Jackson realizzerà un documentario sulle sessioni di registrazione di Let It Be dei Beatles

Non poteva esserci annuncio più bello per tutti gli amanti dei Beatles: Peter Jackson, autore del recente e bellissimo documentario sulla seconda guerra mondiale They Shall Not Grow Old, utilizzerà le stesse tecniche di restauro sviluppate per quel film per un altro, entusiasmante progetto, annunciato a sorpresa proprio nel giorno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario dell'ultimo, storico concerto improvvisato dai Beatles sul tetto degli uffici londinesi della Apple a Savile Row.

Jackson realizzerà un lungometraggio documentario sulla base di 55 ore di riprese inedite sulle lunghissime sessioni di registrazione dell'album Let It Be, nel 1969. Il film, coprodotto dalla WingNut Films di Jackson e dalla Apple Corps, ha l'appoggio e la collaborazione di Sir Paul McCartney, sir Ringo Starr, Yoko Ono Lennon e Olivia Harrison.

 Uscito nel maggio del 1970, quando la band più famosa del pianeta si era da tempo sciolta, Let It Be venne registrato durante una serie di sessioni piene di tensione, come dimostra il film omonimo che ne trasse il regista Michael Lindsay-Hogg e che avrebbe dovuto essere inizialmente uno speciale televisivo. Ma non c'è solo questo nel materiale inedito, che Jackson ha già visionato: "Dopo aver rivisto il girato e l'audio che Michael Linday-Hogg girò un anno e mezzo prima che si sciogliessero, si tratta semplicemente di uno straordinario tesoro storico. Certo, ci sono momenti drammatici, ma niente della discordia con cui questo progetto è stato a lungo associato. Vedere John, Paul, George e Ringo lavorare insieme, creare da zero canzoni oggi classiche, non è solo affascinante, ma è anche divertente, edificante e sorprendentemente intimo".

"Questo film - ha concluso Jackson - sarà la massima esperienza immersiva possibile che i fan dei Beatles sognano da tanto tempo. È come se una macchina del tempo ci riportasse nel 1969, e ci trovassimo seduti nello studio a guardare questi quattro amici che fanno una fantastica musica insieme".

Condividiamo l'entusiasmo di Peter Jackson, da beatlesiani e da ammiratori del suo lavoro. Tra parentesi, il regista si è così innamorato di queste nuove tecniche di restauro digitale che ha deciso di applicarle ai suoi primi quattro film, da tempo virtualmente introvabili: Bad Taste, Meet The Feebles, Brain Dead e Creature del cielo.

Ed è la seconda volta che un regista premio Oscar realizza un documentario sui Fab 4, dove il tributo di Ron Howard The Beatles: Eight Days A Week, che ci ha permesso di rivivere l'epoca dei concerti negli stadi dei Beatles, tocca adesso a un altro grande filmmaker il compito di onorare e restaurare la memoria di una band immortale.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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