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Peter Jackson alla WETA ci parla di La desolazione di Smaug

Il regista in un evento speciale ha discusso dello Hobbit e del suo lavoro

Peter Jackson alla WETA ci parla di La desolazione di Smaug

Nel corso di un evento online al quale abbiamo avuto la fortuna di essere presenti, il regista Peter Jackson nel suo regno personale della WETA ci ha mostrato bozzetti e una scena esclusiva da Lo Hobbit : La desolazione di Smaug, secondo atto della sua saga tolkeniana. Peter era in compagnia dell'attore Jed Brophy, che nella saga interpreta il nano Nori


Cominciamo con una visita al teatro di posa dove due mimi stanno registrando movimenti di motion-capture: ultime aggiunte alle riprese del film. Ogni loro azione viene tradotta in tempo reale sui modelli 3D dei personaggi.  Nel dipartimento di previsualizzazione invece gli artisti lavorano al computer sui possibili aspetti che prenderà il drago Smaug, uno dei principali motori narrativi dello "Hobbit" di Tolkien. Ci sono tanti modi di immaginare un drago!
Per arrivare alle sale di montaggio, Peter passa sempre anche per i corridoi tappezzati di manifesti originali dei suoi film preferiti. Gli è particolarmente caro il poster di I guastatori delle dighe di Michael Anderson , film bellico inglese del 1955, ma James Bond non è meno rappresentato, nella magia delle locandine di una volta, disegnate e dipinte a mano.  

Il grosso dell'attività di Jackson in questi giorni si svolge in sala di montaggio, dove con il montatore Jabez Olssen assembla i capitoli della saga. Chi conosce il mondo del cinema si stupisce di vedere qui un megaschermo, quando di solito le vecchie moviole o i moderni sistemi Avid usano schermi molto piccoli o normali monitor. Jackson però ritiene che un grande televisore al montaggio sia indispensabile per valutare il ritmo di una sequenza destinata al grande schermo di una sala.
La tecnica di montaggio di Jackson è quella classica, con il vantaggio ecnomico di usufruire di uno svariato numero di inquadrature e versioni diverse per la stessa sequenza. Vediamo sul megaschermo Martin Freeman alias Bilbo sfogarsi con i suoi compagni di viaggio in un "master", cioè un'inquadratura larga che comprende tutti gli elementi principali, ambiente e personaggi. Su questa Peter e Jabez cominciano ad aggiungere inserti, primi piani, dettagli e altre angolazioni che si concentrano sulle reazioni degli altri personaggi. 

Armati dei loro telefonini e tablet, tanti amici attori si divertono a rivolgere domande al loro boss Peter. Con molta ironia intervengono Orlando Bloom, Stephen Fry e Luke Evans: nel film interpretano rispettivamente Legolas (stesso personaggio della trilogia del Signore degli Anelli), il corrotto politico umano Maestro di Laketown, e infine Bard l'arciere, che comincia ad avere un ruolo corposo proprio da La desolazione di Smaug . Non mancano nemmeno domande da attori della vecchia trilogia, rimasti comunque legati a Peter, come Billy Boyd e Dominic Monaghan, rispettivamente Pipino e Merry. I rimanenti quesiti sono posti via YouTube e Twitter dai fan selezionati. 

Come si affronta un capitolo di mezzo della trilogia? Non è in fondo il più sospeso? Peter pensa che una chiave utile sia raccontare più storie contemporaneamente, proprio come fece con Le due torri. D'altronde La desolazione di Smaug comincia a dare più importanza non solo ai citati Master di Laketown, Legolas e Bard, ma anche all'elfa di Mirkwood, Tauriel, il personaggio interpretato da Evangeline Lilly creato apposta per il film. A parte Tauriel, altri personaggi non apparsi nell'originale "Hobbit" di Tolkien provengono in realtà da altri lavori dell'autore, sempre dedicati alla Terra di Mezzo. 
E' difficile rispettare la tabella di marcia durante la lavorazione di un film così? Per Jackson non è mai un problema, a volte decide le inquadrature la mattina stessa quando arriva sul set, e a seconda della loro complessità può girarne da sei a quattordici al giorno. I guai cominciano se il tempo atmosferico dà problemi durante le riprese in esterni: è capitato di dover accelerare un'esterna, levando le tende due giorni prima, per un rischio d'inondazione! 

Gossip sul buon Peter? "Come mai monti sempre a piedi nudi?" "Io sarei anche sul set a piedi nudi, ma me lo impediscono per questioni di sicurezza e assicurazione!" "Qual è la voce più assurda che hai letto sul tuo conto?" "Quella secondo cui mi sarei trasferito con la mia famiglia su una nave al largo per non pagare le tasse. Soffro anche terribilmente di mal di mare!" 

In chiusura Jackson ha rivelato bozzetti su una delle terre che caratterizzerà maggiormente le future avventure, il cupo Bosco Atro (Mirkwood), una meraviglia da creare in post-produzione e che Evangeline Lilly rimpiange di non aver vissuto sul set, quasi tutto ovviamente costituito da green screen. La chicca (che purtroppo non possiamo mostrarvi) è una sequenza parzialmente montata che Peter ci ha esibito, proveniente proprio da La desolazione di Smaug, dal contenuto non presente nel romanzo. In essa Gandalf esplora la tomba del re stregone di Angmar, incontrando Radagast, interpretato da Sylvester McCoy . Sapremo solo a Natale cosa vi scoprirà. 

Il primo capitolo, Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato, sarà disponibile in Blu-ray e dvd dal 9 aprile.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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