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Persécution, la recensione del film di Patrice Chéreau in concorso al Festival di Venezia 2009

Quello diretto da Patrice Chéreau è un particolare thriller dell’anima e dei sentimenti, che vede un bravo Roman Duris nei panni di un uomo che attraverso il rapporto con uno stalker che lo perseguita fa i conti con i problemi legati alla sua (an)affettività figlia di timori e paure.

Persécution, la recensione del film di Patrice Chéreau in concorso al Festival di Venezia 2009

Persécution, la recensione del film di Patrice Chéreau in concorso al Festival di Venezia 2009

Daniel è un ragazzo spigoloso e solitario. Vive ristrutturando appartamenti praticamente da solo, ha un migliore amico e una ragazza, e con entrambi vive un rapporto conflittuale dettato sia dalla sua incapacità di esprimere l’amore e l’affetto che prova, sia da quella di sentire davvero quelli che loro danno a lui. Sarà l’incontro non voluto con uno stalker che si professa innamorato di lui e con cui Daniel stringe un bizzarro legame a spingerlo verso un’autoanalisi tanto impietosa quanto necessaria.

Chéreau gira un film che applica ai drammi e alle difficoltà dell’anima e dei sentimenti uno stile da thriller secco, teso e opprimente: Persécution è una spietata disamina sullo stallo esistenziale e sentimentale di un uomo che porta all’estremo quelle contraddizioni pressoché universali che contrappongono necessità e desideri dettati da un non sempre negativo egoismo a quelli invece che nascono dal bisogno d’amore, vicinanza ed altruismo. Contraddizioni spesso figlie della paura di esporsi, di rendersi e rendere vulnerabili, della mancanza di coraggio nell’accettare in pieno la propria natura per timore di un rifiuto.

È solo quando qualcuno penetra con violenza nella sua esistenza, quando un uomo ossessionato lo perseguita con tanta costanza e passione da bucare la sua corazza protettiva, che Daniel è capace di guardarsi dentro lo squarcio che si è creato, e di iniziare, timidamente e con dolore, a riflettere su sé stesso e la sua vita. E di confrontarsi con la sua ragazza Sandra, con tanta sofferenza e tanta intensità da riuscire anche ad affrontare lo spettro di una resa dei conti che potrebbe tradursi in una (inevitabile) separazione.

Grande spessore tematico, quindi, in Persécution, che lavora dentro soprattutto sulla distanza, nel post visione, per quanto il film non si neghi alcuni appesantimenti autoriali dove, per eccesso di prossimità o di ostentata intelligenza si rischia un parziale distacco.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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