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Permette? Alberto Sordi: l'Albertone che non conoscete, dai 18 ai 34 anni

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Tutto quello che c'è da sapere sul film di Luca Manfredi interpretato da uno straordinario Edoardo Pesce.

Permette? Alberto Sordi: l'Albertone che non conoscete, dai 18 ai 34 anni

Nell'anno in cui ricorre il centenario della nascita di Alberto Sordi, che venne alla luce il 15 giugno del 1920, Luca Manfredi ha realizzato un suo personalissimo omaggio al grande mattatore romano nonché per lui caro amico di famiglia.
Permette? Alberto Sordi è certamente un tributo a uno dei migliori attori di tutti i tempi, ma nello stesso tempo ci permette di compiere un viaggio in uno dei periodi meno noti e forse più difficoltosi della sua esistenza: gli inizi di una carriera che stentava a decollare. Con l'idea di far conoscere ai più giovani, abituati alle superstar hollywoodiane e ai cinecomic, una parte preziosa della nostra storia del cinema, il regista ha mescolato i propri ricordi con la cronaca e i racconti di altri e ha voluto insistere, insieme allo sceneggiatore Dido Castelli, sulla tenerezza di Sordi, qualità quasi sempre oscurata da una grande riservatezza e da un cinismo un po’ cattivo tipicamente romano. Permette? Alberto Sordi è una co-produzione Rai Fiction - Ocean Production e vede protagonista un immenso Edoardo Pesce.

Permette? Alberto Sordi: la trama e il trailer

Nel film di Luca Manfredi incontriamo Alberto Sordi che non se la passa troppo bene a Milano. Per guadagnarsi da vivere lavora in un hotel frequentato da Vittorio De Sica, che Alberto conosce benissimo e tormenta di domande. Sordi ha diciotto anni e un unico desiderio: fare l'attore. Purtroppo, l’insegnante che lo segue all'Accademia di Recitazione dei Filodrammatici non lo tollera e lo caccia via, dicendogli: "Non perda tempo, perché lei non diventerà mai un vero attore! Gesticola troppo, pronuncia scorrettamente le parole e, cosa molto più grave, non si esprime in italiano". Così Alberto Sordi torna dai genitori, dal fratello e dalle sorelle, e con ostinazione comincia a bussare a tutte le porte. Il colpo di fortuna arriva quando diventa la voce italiana di Oliver Hardy (Ollio). Seguono serate al varietà, la radio e due incontri fondamentali: uno con il giovane Federico Fellini, da poco arrivato da Rimini, l'altro con la bella attrice e doppiatrice Andreina Pagnani, che sarà il suo primo vero grande amore. Permette? Alberto Sordi è la cronaca di quasi 20 anni di vita, cinema, cadute e trionfi. Ecco il trailer del film

Edoardo Pesce: come si diventa Alberto Sordi

Per tutti, o quasi tutti, Edoardo Pesce è il perfido e folle Simoncino di Dogman, il tipaccio su cui un esasperato Marcello Fonte si trova a infierire. Ma non c'è solo il capolavoro di Matteo Garrone nella filmografia dell'attore, che qualcuno ricorda, nel 2010, in 20 sigarette. Dopo averlo visto sul grande schermo in Viva l'Italia, Se Dio vuole e Il Ministro, abbiamo incontrato per la prima volta Pesce dal vivo sul set de La verità, vi spiego sull'amore, una commedia del compianto Max Croci. Era luglio e faceva un caldo terribile, ed Edoardo girava, fra gli oggetti di scena, in pigiama e sandali di gomma. Il look era quello del suo personaggio, un babysitter dal cuore d'oro che faceva innamorare Carolina Crescentini. Era buffo in tenuta da casa l'attore, e aveva l'aria da buono, e mai e poi mai avremmo potuto immaginarlo nei panni del perfido e violento marito della protagonista femminile di Fortunata. Nel film di Castellitto, il suo Franco conservava tuttavia una parvenza di umanità (come sarebbe stato, più tardi, per l'ex pugile di Dogman) ed era espressione di quella periferia reale e "sporca" di cui fa parte anche il Lele di Cuori Puri, fannullone simpatico e balordo. Dopo Dogman, Edoardo Pesce ha recitato in Io non sono un Assassino, dov’era un avvocato fallito e depresso, e ne Il colpo del Cane, dove sfoggiava lunghi capelli scuri.
Nell'avvicinarsi a un mostro sacro come Alberto Sordi, Edoardo Pesce non ha cercato la strada della pedissequa imitazione, e perciò non ha studiato ossessivamente film e programmi tv alla ricerca del più piccolo dettaglio da copiare. Come il suo modello, l'attore è romano e viene da quel centro storico in cui si parlava un romanesco borghese, quasi colto, lo stesso che usavano Anna Magnani e Aldo Fabrizi. Ha dunque attinto un po’ dal proprio vissuto Edoardo, ma ha dovuto per forza imparare il famoso saltello di Sordi, per poi lavorare sulla voce. Si è riconosciuto in quella dolcezza che il nostro Albertone nazionale raramente tirava fuori, che poi è un tutt’uno con la fragilità che sembra appartenere alla maggior parte degli artisti. Prima di cominciare la lavorazione di Permette? Alberto Sordi, Pesce è andato a trovare Sordi al cimitero: "Signor Sordi" - ha detto - "mi aiuti, lei di brutte figure non ne ha fatte mai".

Gli altri personaggi famosi di Permette? Alberto Sordi

La vita di Alberto Sordi, che ci ha lasciato nel 2003, ha incrociato le esistenze e le vicissitudini di molti attori, registi e produttori celebri. Il film di Luca Manfredi ce ne racconta alcuni, che poi sono gli artisti che hanno segnato di più anche la vita privata di Sordi.

Andreina Pagnani

Nel film Andreina Pagnani (Pia Lanciotti) va a vedere Alberto Sordi al varietà e se ne invaghisce, trovandolo irresistibilmente simpatico. Sordi non era ancora famoso ed era di 14 anni più giovane, cosa che in tempi non di cougar e toy boy stupiva i più. L’amore non durò a lungo e cominciò a sfiorire non appena arrivarono per l'attore i primi riconoscimenti.

Federico Fellini

Come per Aldo Fabrizi e Vittorio De Sica, non abbiamo bisogno in questa sede di raccontarvi chi fosse e cosa abbia fatto nella vita e per il cinema Federico Fellini. In Permette? Alberto Sordi, Fellini e Alberto si incontrano in un piccolo bar-latteria e condividono le loro difficoltà nell’ingranare. Fanno un percorso parallelo, anche se Fellini, essendo in trasferta, non ha una spaziosa casa alto-borghese in cui vivere. In una bellissima scena del film i due attraversano il centro di Roma e parlano di sogni futuri.
Federico Fellini (Alberto Paradossi) e Giulietta Masina (Martina Galletta) sono stati fra gli amici più cari di Alberto Sordi, che li ha sempre annoverati fra i pochi che invitava a cena nella sua Villa a Via dell'Amba Aradam. Fellini diresse Sordi in due film: Lo sceicco bianco e I vitelloni. Il primo, che uscì nel 1952 e fu l’esordio di Federico (se non si conta Luci del varietà, diretto insieme ad Alberto Lattuada), vede Sordi nei panni del vanesio attore Fernando Rivoli che seduce una neo-sposina innamorata del personaggio dello Sceicco Bianco che l'uomo interpreta in un fotoromanzo. I vitelloni uscì nel 1953 e la sceneggiatura era, oltre che di Fellini, di Tullio Pinelli ed Ennio Flaiano. Nel film di Luca Manfredi vediamo l'anteprima del film a Roma e sentiamo, da dietro le porta della sala, la famosa battuta "Lavoratori!?" accompagnata dal gesto dell'ombrello e dalla pernacchia.

Aldo Fabrizi

Facciamo conoscenza dell’indimenticabile Aldo Fabrizi nella cucina della sua casa, mentre spiega a un Sordi giovane in cerca di preziosi consigli la maniera migliore per cucinare la pasta alla carbonara. Sordi e Fabrizi si trovarono a condividere svariati film, tra cui Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo, Mi permette babbo!, Accadde al penitenziario. In Permette? Alberto Sordi, la parte di Aldo Fabrizi è stata affidata a Lillo, che è piccolino di statura. Siccome Edoardo Pesce è molto alto, il collega di Greg ha dovuto indossare zatteroni alti 20 centimetri.

Vittorio De Sica

Quando Alberto Sordi era bambino, l'attore che ammirava di più era Vittorio De Sica, e mai poteva immaginare che un giorno avrebbe condiviso un set con lui. Nel momento in cui Sordi divenne famoso in radio, fra i principali ammiratori del suo personaggio Mario Pio c'era proprio il regista di Ladri di Biciclette, che lo volle portare al cinema. Così i due scrissero una sceneggiatura insieme a Cesare Zavattini e crearono una casa di produzione. Il film era Mamma mia, che impressione! e non fu esattamente un successo, come ci racconta anche Permette? Alberto Sordi. De Sica diresse Sordi ne Il giudizio universale, dove l'attore doveva immatricolare un gruppo di bambini che partivano per l'America in nave. La scelta del ruolo non fu casuale, perché Sordi era davvero uno spasso quando faceva il maestro o comunque quando interagiva con i più piccoli, mostrandosi spesso severo. Sordi e De Sica recitarono insieme, ad esempio, ne Il vigile e ne Il conte Max, remake del film del 1937 Il Signor Max nel quale il protagonista era proprio Vittorio De Sica.

Maccarone, m'hai provocato e io ti distruggo adesso!

Permette? Alberto Sordi si conclude nel 1954, anno del film di Steno Un americano a Roma, che trasformò l’attore in una star, o meglio in colui con il quale quasi ogni regista italiano avrebbe voluto lavorare. Il Sordi del dopo Nando Moriconi è una figura che conosciamo in molti, e quindi Permette? Alberto Sordi, come già detto, colma una lacuna e poi si ferma. Il film di Luca Manfredi ci mostra una scena di Un americano a Roma, che poi è la più famosa.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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