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Per i 30 anni della Lucky Red Jasmine Trinca parla di Ilaria Cucchi e la Cortellesi della Befana

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La distribuzione di Adrea Occhipinti presenta 5 film che produrrà.

Per i 30 anni della Lucky Red Jasmine Trinca parla di Ilaria Cucchi e la Cortellesi della Befana

In questo 2017 la Lucky Red di Andrea Occhipinti festeggia i suoi primi trent'anni di attività e per l'occasione la prima distribuzione italiana indipendente (che ha all’attivo circa 400 film portati nelle sale) ha voluto riunire la stampa non soltanto per ricordare i grandi successi ottenuti nel tempo, ma anche per presentare alcuni proggetti di cui curerà la produzione, nella speranza di diventare una società "integrata" che segua tutta la "filiera" di un film e sempre più coinvolta in "operazioni" internazionali.

La Lucky Red ha cominciato la sua attività di produzione nel 1995 (con L’amore molesto) e da allora non si è più fermata. Adesso le sue energie sono tutte per cinque film: Gli stradiati (per la regia di Francesca Archibugi e con Claudio Bisio), Ride (diretto da Jacopo Rondinelli con la supervisione di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro), il nuovo lungomeraggio di Gabriele Mainetti (ancora avvolto nel mistero), La Befana vien di notte (di Michele Soavi e con Paola Cortellesi nei panni della vecchina che a cavallo di una scopa porta doni) e Sulla mia pelle (che racconta la tragica vicenda di Stefano Cucchi e si affida al talento di Alessandro Borghi e di Jasmine Trinca).

Abbiamo incontrato, insieme a Occhipinti, alcuni dei protagonisti di questi progetti che sono ancora a uno stadio piuttosto embrionale.

De Gli sdraiati, tratto dall’omonimo romanzo di Michele Serra, Francesco Piccolo ci ha spiegato: "E’ stato un film anomalo da scrivere, perché quando abbiamo cominciato a lavorare tutti insieme, ci siamo accorti di avere un totale di 12 scene, che erano certamente troppo poche per un film. Abbiamo dovuto quindi costruire qualcosa di più articolato, cercando sì di lasciare quelle 12 scene, altrimenti Michele ci avrebbe menato, ma aggiungendo elementi che tuttavia fossero in linea con lo stile e lo spirito dell’opera. Speriamo di esserci riusciti".

"Io non smetterò mai di credere alla Befana" - ci ha detto invece Paola Cortellesi -"che a Roma è un’istituzione più di Babbo Natale. Ricordo che da piccola aspettavo con trepidazione il 6 gennaio, per i regali e per capire se la Befana avesse bevuto il latte che le avevo lasciato durante la notte. Mi hanno proprosto questo film che mi è piaciuto perché è un fantasy, genere che mi interessa perchè da noi è poco frequentato. Il film uscirà fra due anni quindi è ancora presto per parlare di come sarà esattamente il mio personaggio. Lo stiamo ancora costruendo. Per adesso posso dirvi solo che si tratta di una bella storia che mi offre la possibilità di interpretare un doppio ruolo. Sono una maestra di giorno e di notte divento la famosa strega buona, una supereroina immortale".

Ben altra sfida terrà impegnata Jasmine Trinca in Sulla mia pelle: impersonare Ilaria Cucchi: "La storia di Stefano e di Ilaria Cucchi la si può raccontare solo con un grande rispetto e ponendosi in maniera completamente nuda, integra e generosa. Almeno è quello che cercherò di fare io. Qui la prova d’attrice non c’entra nulla, c’è solo il tentativo di restituire qualcosa a una donna che ha dato molto, perché la battaglia di Ilaria Cucchi secondo me è una battaglia per tutti noi. Sono convinta che il cinema possa essere una forma di testimonianza, un modo per non far cadere una memoria, se ci pensate l’oblio è la peggiore delle pene e per queste persone dev’essere ancora fatta giustizia. Io sono una donna molto emotiva e il fatto di incontrare Ilaria mi ha commossso profondamente. Manterremo l’emozione nel film e vorrei che, guardando questo esempio di cinema politico che racconta veramente i fatti, Ilaria Cucchi tirasse per una volta il fiato".

Gabriele Mainetti non si è sbottonato sul film che dirigerà dopo Lo chiamavano Jeeg Robot, anche se ammette una certa preoccupazione: "Mi sento un po’ impaurito, perchè la gente si aspetta molto da me, se avessi scelto di fare il sequel di Jeeg Robot o una storia simile, non sarei stato onesto con me stesso e con il pubblico, a cui voglio sempre provare a dare qualcosa che valga la pena di essere visto. Il mio nuovo film è originale, è una storia che mi emoziona, che mi tocca nel profondo e che riflette il contemporaneo. Mi muovo all’interno del genere. Come ambientazione ho scelto ancora una volta Roma, una Roma raccontata attraverso il fantastico che spero possa risultare autentica".

Quanto a Ride, è un film di genere che tenta di fondere il linguaggio del thriller-horror con l’estetica dei filmati di sport estremi. Si tratta di un’opera complessa, almeno tecnicamente, che è girata interamente con una Go-Pro.

Ogoglioso della felice vita della sua creatura, Occhipinti ha concluso il nostro giro di interviste ammettendo di essere ancora incredulo di fronte a tanta (meritata) fortuna: "Siamo cresciuti passo dopo passo, film bello dopo film bello, e attraverso film sconosciuti che sono diventati popolari. Ho sempre scelto i film che mi trasmettevano forti emozioni e perchè individuavo una strada per trasmettere queste emozioni al pubblico. Ho deciso di produrre dei film italiani perché penso che il cinema italiano possa fare la differenza. La strada degli americani più o meno è quella, se c’è una proposta differenziata di cinema italiano, crediamo che al pubblico possa venire voglia e curiosità di vederlo".

Ecco le nostre interviste video:





  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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