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Penelope Cruz: 1 metro e 68 centimetri di sensualità, intelligenza e carisma

Festeggiamo i primi 40 anni dell'attrice spagnola con un breve viaggio attraverso la sua carriera


Penélope Cruz festeggia oggi i suoi primi quarant'anni e, oltre a soffiare sulle candeline, siamo certi che brinderà alla salute del prossimo Bond Movie, in cui con buona probabilità interpreterà un ruolo.

Nata vicino a Madrid e sposata con il collega Javier Bardem, la Cruz ha cominciato a lavorare nel 1992 e da allora non si è più fermata, girando quasi cinquanta film tra Spagna, Stati Uniti, Francia e Italia.
Folgorata da Billy Wilder e Audrey Hepburn, ha capito subito quale carriera tentare e, dal giorno in cui i suoi genitori la iscrissero a un corso di danza per contenere la sua inesauribile energia, ne ha fatta davvero tanta di strada questa brunetta alta 1 metro e 68, arrivando fino alla conquista dell'Oscar.

Nella vastità della sua filmografia in quattro lingue diverse, abbiamo individuato le sue collaborazioni più importanti, i suoi ruoli più belli e perfino i suoi amori, nati quasi tutti fra un ciak e l'altro.

Il mentore Pedro

Anche se il regista spagnolo che la lancia è Bigas Luna con PROSCIUTTO, PROSCIUTTO , è in Pedro Almodovar, castigliano come lei, che Penélope Cruz trova il suo grande maestro, l'artista che riesce a guardarle dentro e a tirare fuori la sua grinta.
Lui la nota proprio in PROSCIUTTO, PROSCIUTTO , mentre lei lo conosce già da tempo ed è proprio grazie a Legami! che ha deciso di voler diventare attrice.
Dopo una piccola parte in Carne Tremula, Pedro le affida il ruolo della suora malata di AIDS di Tutto su mia madre. “Penélope ha qualcosa di materno” - dirà in seguito il regista.

Sempre a proposito di madri, il personaggio di Raimunda che Almodovar fa interpretare a Penélope in Volver è ispirato proprio a sua mamma.
Il film, che è un magnifico melò, porta l'attrice dritta al Goya e al premio per la migliore interpretazione femminile a Cannes: il mondo la saluta come la nuova Sophia Loren e si strugge sentendola cantare la canzone che dà il titolo al film.

Pedro e Penélope tornano a lavorare insieme ne Gli Abbracci spezzati , mentre l'apparizione dell'attrice ne Gli amanti passeggeri è solo un divertente cameo.

Woody Allen

Il primo incontro lavorativo fra Penélope Cruz e Woody Allen dura 30 secondi. Lui l'ha appena vista in Volver e si fida ciecamente delle sue capacità attoriali. Le dice che la parte è sua e i due si ritrovano, mesi dopo, sul set di Vicky Cristina Barcelona .
La Cruz si rivela strepitosa nel ruolo della pittrice pazza María Elena e, nonostante abbia meno scene rispetto a Scarlett Johansson, ruba spesso la scena alla collega hollywoodiana.
La sceneggiatura che Woody dà a Penélope e a Javier Bardem (che si fidanzano per la seconda volta a 16 anni da PROSCIUTTO, PROSCIUTTO ) è scritta in inglese e il compito di tradurla in spagnolo spetta esclusivamente a loro.
A fine lavorazione il regista si dichiara soddisfatto, anche se confessa di non aver capito nemmeno una battuta di dialogo.

Penélope Cruz ritrova Woody Allen sul set di To Rome with Love, in cui è una procace escort non troppo dissimile, nella fisicità, dalla Carla Albanese che Rob Marshall le fa interpretare nel musical Nine.

Hollywood e dintorni

Parlare di Nine ci ha fatto venire in mente che a Hollywood Penélope Cruz non ha trovato sempre bei ruoli e ottime occasioni.
Ciò non toglie che le grosse produzioni americane abbiano alimentato la sua fama, soprattutto il quinto capitolo della saga dei Pirati dei Caraibi, in cui è la vecchia fiamma di Jack Sparrow Angelica Teach.

Aldilà dell'esperienza nel mega franchise targato Jerry Bruckheimer, tra i popcorn movies a cui la Cruz ha legato il suo nome non emergono titoli memorabili.
La cosa curiosa, però, è che in alcuni di questi film Penélope trova l'amore, incantando con la sua ispanica sensualità divi dal cuore a stelle e strisce.
In Passione ribelle l'attrice ha un flirt con Matt Damon, ne Il mandolino del Capitano Corelli fa innamorare Nicolas Cage, mentre in Sahara comincia una relazione con Matthew McConaughey destinata a prolungarsi oltre la fine delle riprese.

Nel 2001 arriva Vanilla Sky , che segna il principio della love story fra Penélope Cruz e un Tom Cruise in pieno furore da Scientology.
Ora, questo film di Cameron Crowe non rientra esattamente nella definizione di family movie, ma la presenza di numerose star gli toglie quel sapore indipendente che ci saremmo aspettati da un'opera del regista di Quasi famosi. Penelope conosce bene il ruolo che le è stato assegnato, visto che l'ha interpretato in quell'Apri gli occhi di Alejandro Amenábar di cui il film americano è un remake.

Dove invece Penélope Cruz trova una libertà di visione e un imput per una recitazione diversa dal solito, insieme a un regista che le fa superare la sfida di un ruolo estremo e di un personaggio realmente esistente, è in Blow, in cui è la moglie del trafficante di droga George Jung.
Memorabile una scena in cui sniffa cocaina in macchina litigando con Johnny Depp. Dirige Ted Demme.

Il ruolo più bello

Un capitolo e a parte meriterebbe l'esperienza europea (extra almodovariana) di Penélope Cruz, ma, oltre a citare la sua partecipazione a The Hi-Lo Country di Stephen Frears, vogliamo soffermarci su un piccolo film, passato quasi totalmente inosservato, in cui l'attrice ci regala forse la sua migliore interpretazione.
Diretta dalla catalana Isabel Coixet, in Lezioni d'amore la Cruz è una studentessa di nome Consuela che s'innamora del suo professore di letteratura prima di ammalarsi di cancro al seno. Il romanzo di Philip Roth da cui la storia prende spunto si intitola "L'animale morente" ed è fra i libri preferiti della Cruz, che si avvicina con rispetto a un personaggio imprevedibile, onesto, complesso, old fashion e nello stesso tempo straordinariamente moderno.

La famiglia Castellitto

Insieme a Woody Allen e a Pedro Almodovar, il terzo grande maestro di Penélope è Sergio Castellitto.
Quando comincia a circolare in Italia la voce che l'attore trasformerà in un film il romanzo di Margaret Mazzantini "Non ti muovere", la Cruz inizia a corteggiare la coppia, anzi la “lavora ai fianchi”: la disgraziata Italia vuole interpretarla lei, anche a costo di imparare velocemente l'italiano e di imbruttirsi.
Castellitto sul set resta folgorato e la “chimica” fra i due attori è incredibile, tanto che i maligni parlano di amore inconfessato. La Cruz vince il David di Donatello.

Otto anni dopo, i coniugi Castellitto devono scegliere a quale attrice far interpretare la Gemma della trasposizione di "Venuto al mondo".
Nonostante la Mazzantini abbia in mente un'attrice con una fisicità diversa da quella di Penélope, la Cruz viene nuovamente accolta in famiglia, una famiglia che la vizia perfino con la pasta alla puttanesca.
L'attrice vince pure questa scommessa, accogliendo l'egoismo e la sgradevolezza di una donna che finisce per essere autodistruttiva.

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  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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