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Parasite: ecco perché i critici sono impazziti, e dovreste impazzire anche voi

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Da giovedì 7 novembre al cinema il capolavoro di Bong Joon-Ho (anche nominato Film della Critica dal SNCCI). L'arrivo del film nelle sale è stato anticipato da recensioni entusiaste, e da un tam tam social davvero lusinghiero.

Parasite: ecco perché i critici sono impazziti, e dovreste impazzire anche voi

Esce finalmente giovedì 7 novembre 2019 nei cinema italiani Parasite, il film del regista coreano Bong Joon-ho che ha vinto la Palma d'oro al Festival di Cannes 2019, e che ha fatto impazzire critici e spettatori di tutto il mondo.
Le recensioni da Cannes così come quelle uscite in questi giorni su quotidiani e riviste parlano in maniera sostanzialmente unanime di un film capolavoro, o comunque di qualcosa che al capolavoro si avvicina molto.
Nella recensione per Comingsoon.it, Federico Gironi parla della "magica abilità" di Bong "di fare giocoleria coi generi, alternando commedia e dramma, grottesco e (quasi) splatter, sfiorando il melodramma, come niente fosse." E sostiene che "Non c’è [...] facile ideologia, nella scrittura di Bong, così come non ci sono scelte ovvie nell’eleganza della sua forma, capace di mutare a seconda dei contesti e degli stati d’animo dei suoi personaggi.
Emiliano Morreale su La Repubblica ha scritto che è il film in cui Bong "raggiunge la piena maturità", dotato di "una sceneggiatura impeccabile ma anche di una regia che riesce a trasmettere tensione [...] senza bravate né compiacimento."
Da Cannes, Paolo Mereghetti sul Corriere della Sera ne parlò come di "un'amara riflessione sulle differenze di classe e di cultura nella Corea del Sud, svolta però con un sarcasmo e una carica farsesca sorprendenti."
Giulio Sangiorgio, su FilmTv, lo definisce "Il Teorema che ci meritiamo, 51 anni dopo"; "un (grande) film popolare sul presente"; "Burning sotto acido, Noi in Corea del Sud."
Parasite è stato inoltre nominato Film della Critica da parte dell'apposita commissione del Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici Italiani, di cui fanno parte, tra gli altri proprio Mereghetti, Sangiorgio e Gironi.
Questa la motivazione:

Mescolando la forza dello storytelling con la riflessione sociologica e una buona dose di sarcasmo, il film, Palma d'oro a Cannes, inizia come una commedia degli equivoci per trasformarsi nella sorprendente metafora di un Paese che nasconde nelle proprie "viscere" quella parte di sé che non vorrebbe vedere. E l’avventura di chi è disposto a tutto pur di trovare un lavoro, si chiude con un’amara (e sanguinosa) riflessione sulle differenze di classe e di cultura nella Corea di oggi.

Negli ultimi giorni anche sui social, tra gli appassionati di cinema che hanno avuto occasione di partecipare a qualche anteprima, è partito un tam tam entusiastico.
Sarà interessante vedere se la qualità innegabile di un film che riesce a essere intelligente, complesso e profondo senza per questo mettere mai da parte le esigenze del divertimento e dell'intrattenimento, sarà finalmente in grado di far vincere al pubblico italiano remore riguardanti il cinema orientale che, fino a questo momento, sembravano piuttosto inamovibili. Noi speriamo sia così. Per il bene del pubblico e quello del cinema.



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