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ParaNorman in Blu-ray: intervista in esclusiva al doppiatore Kodi Smit-McPhee

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Le dichiarazioni del giovane attore in occasione dell'uscita in home video del film d'animazione della 20062

ParaNorman in Blu-ray: intervista in esclusiva al doppiatore Kodi Smit-McPhee

In occasione dell'uscita il 6 febbraio in dvd e Blu-ray (normale e 3D) del divertente lungometraggio in stop-motion Paranorman , vi offriamo in esclusiva un'intervista all'emergente Kodi Smit-McPhee, voce originale del protagonista di questa umoristica avventura horror targata Laika, lo studio di Coraline e la porta magica.

Come sei stato coinvolto nel progetto di ParaNorman?
Ho fatto il provino in Australia. Ero in visita da amici e familiari e mi hanno chiesto di leggere qualcosa. Non ne sapevo molto del progetto, sono andato e ho fatto il provino. Qualche mese dopo me ne ero quasi dimenticato quando mi hanno chiamato per dirmi che avevo ottenuto la parte. Ne ero già entusiasta, ma quando mi hanno parlato meglio del progetto ero letteralmente al settimo cielo.

Fare un film d’animazione era uno dei tuoi sogni d’infanzia?
Avevo già preso parte a un progetto d’animazione prima di questo: era stato fantastico, anche se era solo un piccolo ruolo, ma mi aveva convinto a voler fare qualcosa di più in questo settore, perché è un mondo unico. Il film si intitolava The adventures of Charlotte and Henry: era un film australiano per la Tv. È stata un’esperienza diversa e ne avevo ricevuto sensazioni positive. Poi ho iniziato a fare molti più casting per progetti d’animazione e ParaNorman è stato uno dei primi. Ora che ho finito con questo film, non vedo l’ora di iniziarne altri.

Com’è trovarsi in una cabina di doppiaggio?
Da un certo punto di vista è una cosa molto semplice. Vai lì dentro e fai quello che devi fare in modo rilassato – è un lavoro molto divertente. L’aspetto più impegnativo è che devi comunicare il personaggio ed esprimere le tue emozioni solo attraverso la voce. Fai le stesse cose che faresti su un qualsiasi set, ma in una stanza nera – però sono uguali le emozioni, i gesti, tutto. Vieni ripreso sul serio durante il doppiaggio e poi riportano sul personaggio parte dei tuoi movimenti, della tua recitazione fisica. È un processo molto interessante.

 

È vero che la tua voce è cambiata durante le riprese?
Sì, è stata una cosa non semplice. Quando ho iniziato a registrare avevo quindici anni e la mia voce ha iniziato ad abbassarsi di tono ed è diventata più rauca. Pensavamo: “Sappiamo cosa sta succedendo, dobbiamo solo lavorare più velocemente”. Certe volte leggevamo tutto il copione durante ogni sessione di registrazione. Se fai attenzione, nel film la voce di Norman in effetti si abbassa, ma ha un senso perché diventa più bassa nel corso del film, quindi è come se il personaggio diventasse più forte. Nell’ultimissima sessione di doppiaggio non potevo più fare la voce di Norman perché la mia era cambiata troppo.

Sei un grande fan dell’animazione?
Sì, amo l’animazione. È divertente già come spettatore, e quando hai l’opportunità di partecipare al dietro le quinte, di vedere cosa c’è dietro ogni scena, è ancora più bello. Da bambino, e anche oggi, guardo spesso Adventure time, la mia serie preferita su Cartoon Network. Ora guardo anche I Griffin e quando ero più piccolo mi piacevano I Simpson. Adoro l’animazione, è un mondo completamente a parte.

In cosa assomigli a Norman ed in cosa sei diverso da lui?
Io e Norman abbiamo in comune il fatto di essere tipi tranquilli, e poi anche fisicamente ci assomigliamo abbastanza. Sento che il personaggio di Norman è molto vicino a me per la sua personalità. Però, certo, non sono proprio del tutto simile a lui: sai, Norman vede i fantasmi! Dal punto di vista fisico, i disegni originali erano già molto simili al personaggio attuale, ma poi quando sono andato lì mi hanno registrato mentre leggevo le battute. Hanno copiato alcuni dei miei movimenti, le mie espressioni, e le hanno usate per il personaggio. Quindi mi rivedo un po’ in Norman, ma in un modo diverso: è come se la mia personalità avesse preso forma in lui.

 

Quando hai iniziato a doppiare avevi già un’idea di come sarebbe stato il film una volta completato?
Solo un’idea, perché ci vuole così tanto tempo per girarlo! Ci vogliono due settimane di animazione per realizzare una scena di tre secondi; venivano da me con questi piccoli estratti di quello che avevano realizzato. È emozionante vedere quei tre secondi, anche se sono pochissimi. Ma poi quando tutto è finito e vengono aggiunte la musica, le luci, tutto quanto insieme – ti senti sopraffatto!

Hai avuto anche l’opportunità di improvvisare?
La sceneggiatura era definita con gran precisione, ma a un certo punto con Tucker Albrizzi, che dà la voce a Neil, abbiamo fatto delle improvvisazioni che sono state inserite nel film. Quando i due ragazzi vanno in giardino con il cane, quando parlano di lanciare il bastone etc, è tutto improvvisato.

Sei riuscito anche a visitare gli studios?
L’ho fatto, si trovano in Oregon. Sono andato lì per due giorni per porter visitare il set. È stato bellissimo vedere la quantità di lavoro svolta lì – pazzesco. Non me l’aspettavo proprio. Uno si immagina di arrivare e vedere un piccolo set di persone che lavorano su questi personaggi, che li fanno muovere, ma in realtà è tutta un’altra cosa, è incredibile. Ogni volta vengono girate circa sessanta scene in questi enormi spazi bui chiusi dalle tende. E poi negli spazi sul retro ci sono gli artisti che creano i personaggi. Come ho detto, è pazzesco!

 

Hai provato a darti all’animazione anche tu?
A un certo punto sì. Sempre nella scena in cui Norman è in giardino insieme al cane – ho fatto alcune cose per quella sequenza. È stato veramente interessante. Ma non potrei diventare un animatore professionista, e penso che sia per questo che apprezzo così tanto il loro lavoro. Quando sono stato nel loro studio ho pensato: “Non sarei mai in grado di fare una cosa del genere”. È la loro passione che fa la differenza, hanno passione e pazienza. Loro amano dedicarsi all’animazione e io amo recitare.

Secondo te che cosa rende i film dello studio Laika così speciali?
Ogni studio d’animazione ha il proprio stile, ma Laika Animation Studio è davvero diversa, unica e particolare. Partono da un semplice schizzo di qualsiasi cosa e poi creano queste storie bellissime. Inoltre hanno un’animazione fantastica. Ogni cosa che fanno è unica nel suo genere. Credo che siano veramente speciali, e non vedo l’ora di vedere i loro nuovi lavori.

Come hai iniziato a recitare?
Mio padre, Andy McPhee, è un attore (ha lavorato in Home and away, una serie Tv australiana) e anche mia sorella Sianoa Smit-McPhee recita (Hung – Ragazzo squillo). Ho iniziato a fare film dall’età di nove anni, per puro divertimento, e poi ho preso parte a dei lavori di cinema indipendente per vari festival. Ho fatto due provini in America e alla fine mi sono trasferito qui.

 

Cosa hai provato quando ti hanno preso per The road (2009)?
Ho fatto il casting in Australia con mio padre. Probabilmente è stato uno dei più bei provini che io abbia mai fatto, perché dovevamo mandare una registrazione video e quindi dovevi faticare molto per mostrare il meglio di te. Dopo mi hanno richiamato e mi hanno portato in America. Ho girato il film con Viggo Mortensen ed è stata un’esperienza magnifica.

Come è stato all’inizio trasferirsi in America e come ti trovi ora?
Mi pare che avessi undici anni quando mi sono trasferito qui e mi piacerebbe rivivere quelle emozioni, perché è stato come scoprire un nuovo mondo. Immagina come possa essere trasferirsi da un piccolo paese in Australia a Hollywood! È tutto così diverso. Era come ricrearsi una nuova vita. Era molto divertente, e comunque quando viaggio in posti diversi nel mondo provo ancora quella sensazione.

Quali sono i tuoi piani per il prossimo futuro?
Ho appena finito Romeo and Juliet (2013), insieme ad Hailee Steinfeld, Douglas Booth e Paul Giamatti. Prima di quel progetto ho lavorato con Paul ad un altro film, The Congress (2013), una sorta di film di fantascienza. Ora sto girando A birder’s guide to everything (2013), un film su tre ragazzi con la passion per l’ornitologia: ti fa entrare in quel mondo e te ne fa inanmorare. Stiamo effettuando le riprese a New York con Ben Kingsley.

Quali erano le tue attese per ParaNorman?
La cosa bella del fare un film è che tu metti cuore ed anima in qualcosa, partecipi alla sua creazione, e quando vedi il lavoro finale è bellissimo. E poi è altrettanto bello vedere il film “andare per la sua strada”. Ero sicuro che ParaNorman sarebbe piaciuto a molti perché tutti possono rispecchiarsi nel protagonista, che si tratti di bambini o di adulti.

Cosa possiamo aspettarci dalle edizioni DVD e Blu-Ray?
Sicuramente i materiali del dietro le quinte, per vedere come è stato fatto il tutto. Lo spetattore avrà la possibilità di sentirsi come me quando sono andato sul set in Oregon. E sono sicuro che abbiano anche delle riprese divertenti del backstage. Ci saranno molti contenuti interessanti da scoprire.

 



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