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Papillon: una vera storia che ha ispirato un film leggendario (e non solo)

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Il grande Steve McQueen, in una delle sue interpretazioni più note e celebrate, protagonista con Dustin Hoffman della trasposizione cinematografica del romanzo autobiografico di Henri Charrière.

Papillon: una vera storia che ha ispirato un film leggendario (e non solo)

Quanto Steve McQueen girò Papillon, all'inizio degli anni Settanta, era già un mito, con alle spalle film diventati rapidamente di culto come La grande fuga, Il caso Thomas Crown, Bullit e Getaway!. Eppure, quella offerta nel film di Franklyn J. Shaffner è una delle sue interpretazioni più note, amate e celebrate, anche e forse soprattutto per la determinazione e l'intensità con la quale McQueen ha raccontato la vera storia del francese Henri Charrière.

Henri Charrière, il vero Papillon

Nato nel 1906, il francese Henri Antonin Charrière, rimasto orfano molto giovane, si arruolò in marina prima ancora di compiere vent'anni, per poi amputarsi un pollice allo scopo di farsi congedare prima dei tre anni per i quali aveva firmato. Stabilitosi a Parigi, tirò a campare con furti e truffe, fino a quando, nel 1930, venne arrestato dalla polizia con l'accusa di aver ucciso un macellaio (che faceva anche il magnaccia di diverse prostitute). Un testimone riferì alla polizia che il colpevole era un tale "Papillon Roger", che le autorità stabilirono essere Charrière, soprannominato "Papillon Pouce-coupé" per via della grande farfalla che aveva tatuato sul petto ai tempi dei suoi anni in marina.
Charrière, che per tutta la vita si è dichiarato innocente, venne incarcerato, e presto spedito nel famigerato bagno penale della Caienna, nella Guyana francese prima, dove, nel corso di tredici anni di prigionia, tentò di evadere per ben tredici volte: la prima, dopo soli 37 giorni di permanenza nella colonia penale. Dopo ogni fuga, Charrière veniva ovviamente messo in isolamento, e sottoposto a condizioni di prigionia ancora più estreme e proibitive di quelle "normali", e fu infine trasferito nell'ancora più famigerata Isola del Diavolo, la stessa che ospitò la prigionia di Alfred Dreyfus (quello del Caso Dreyfus raccontato recentemente da Polanski in L'ufficiale e la spia).
Ma proprio dall'Isola del Diavolo Charrère riuscì a fuggire, stabilendosi nel 1945 in Venezuela, dove visse fino al 1970 quando, ottenuta la grazia, non tornò in Europa, prima in Spagna e poi in Francia. Fu durante i suoi anni venezuelani che Charriere, dopo aver visto il nightclub che aveva aperto a Caracas distrutto da un terremoto, decise di scrivere un'autobiografia, "Papillon" che, pubblicata nel 1969, divenne un best seller internazionale, a dispetto delle tante voci critiche riguardo la veridicità di quanto Charrière ha raccontato sul sue arresto, la sua detenzione e i suoi innumerevoli e rocamboleschi tentativi di evasione.

Papillon: dal libro allo schermo

Vera o esagerata che fosse, una storia come quella raccontata nel libro di Charrière non poteva lasciare indifferente il mondo del cinema.
Ad adattare il libro furono il grande sceneggiatore Dalton Trumbo (quello cui è dedicato un recente biopic interpretato da Bryan Cranston) e Lorenzo Semple Jr., mentre come regista venne scelto il Franklin J. Schaffner che aveva diretto Il pianeta delle scimmie e Patton, generale d'acciaio.
La proposta di girare Papillon arrivò a Steve McQueen in un momento difficile della sua vita e della sua carriera, successivo alla realizzazione di Le 24 Ore di Le Mans, film così fortemente voluto dall'attore da ossessionarlo perfino durante la fase di post-produzione. In più i suoi problemi con alcool e droghe ne avevano enfatizzato paranoia e depressione, e di quello stesso periodo è la rottura dell'attore con la moglie Neile Adams e l'inizio della relazione con Ali McGraw.
McQueen accettò comunque di girare il film per un compenso di due milioni di dollari (il budget complessivo, per i tempi altissimo, era di 13 milioni e mezzo) e una clausola contrattuale per la quale il suo nome sarebbe sempre apparso prima di quello di Dustin Hoffman, che la produzione volle nel ruolo del falsario Louis Dega, amico e confidente di Papillon in prigionia, nonché suo complice in numerosi tentativi d'evasione.
Tra i due la convivenza sul set non fu facile, con un McQueen problematico e insicuro che da tempo vedeva in Hoffman e nella nuova generazione di attori di Hollywood una minaccia alle Star degli anni Sessanta come lui e come l'eterno rivale Paul Newman; e nonostante Hoffman abbia sempre solo rilasciato dichiarazioni molto signorili sul collega, arrivando perfino a dichiarare che McQueen avrebbe meritato un Oscar per la sua interpretazione, i due non si parlarno mai più dopo le riprese del film.

Il successo, le parodie e il remake

A dispetto delle tensioni sul set, e di un responso critico che non fu immediatamente entusiasmante, Papillon divenne un grande successo di pubblico, arrivando a incassare oltre 53 milioni di dollari nei soli Stati Uniti, e un film capace di colpire profondamente l'immaginario degli spettatori, anche grazie alle intense interpretazioni di McQueen e Hoffman.
A non vedere mai il film fu il vero Papillon, Henri Charrière, che morì nel 1973 prima di vedere la versione cinematografica della storia della sua vita.
Il successo internazionale del film non lo fece sfuggire all'operazione di parodia che tanto era in voga nel cinema italiano di quegli anni: già nel 1974 Riccardo Pazzaglia ne firmò come sceneggiatore e regista una versione caricaturale intitolata Farfallon, che al posto di McQueen e Hoffman vedeva protagonisti Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, e che era ovviamente ambientata in Italia.
Farfallon ebbe risultati artistici e commericiali decisamente migliori del remake di Papillon diretto in anni assai più recenti da Michael Noer, che riproponeva in scala inevitabilmente minore la storia del film di Schaffner con Charlie Hunnam e Rami Malek inutilmente impegnati nel tentativo di avvicinarsi al carisma e alle doti recitative di Steve McQueen e Dustin Hoffman.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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