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Ospite dell'Olbia Film Network, Alessandro Borghi racconta della voglia e della fiducia di fare buon cinema

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Alla manifestazione sarda, l'attore rivela di vedere nel suo futuro un impegno da produttore.

Ospite dell'Olbia Film Network, Alessandro Borghi racconta della voglia e della fiducia di fare buon cinema

Come dice il nome stesso, quello di Olbia "è un network di gente interessante che parla di cinema, che si scambia informazioni, idee, progetti, è un festival  che fa quello che si dovrebbe fare in tutti i festival e non, per cercare di portare avanti questa industria in modo strutturato e intelligente". Con queste parole Alessandro Borghi sintetizza l'essenza dell'Olbia Film Network, diretto artisticamente da Matteo Pianezzi, che fonde la sua anima di business con le proiezioni aperte al pubblico nella centralissima Via Dante e i cortometraggi del Figari Film Fest. L'attore approfondisce l'argomento e offre una nuova sfumatura professionale di sé. "Le mie velleità da regista sono di molto inferiori a quelle da produttore... cosa vuole dire questo? Vuol dire che mi interessa molto di più l'idea di tirar su dei progetti per far lavorare un sacco di gente e vedere la voglia comune nel fare qualcosa di bello, piuttosto che mettermi io a fare il regista per qualcuno che mi dirà quale attore devo scegliere" continua Borghi, "voglio produrre dei bei film con gente talentuosa che non è già famosa, oppure sì ma non per forza... insomma, un po' come ho iniziato io grazie alla fiducia delle persone. Mi piace l'idea di essere parte di un sistema basato sulla fiducia".

Sulla mia pelle è il film che Alessandro Borghi ha portato e presentato a Olbia. Diretto da Alessio Cremonini e disponibile alla visione su Netflix, è la storia della tragica morte di Stefano Cucchi, un ruolo che è stato molto impegnativo fisicamente e psicologicamente per Borghi, il quale racconta che "ogni giorno che passa, questo film aggiunge qualcosa ed è sempre qualcosa legato all'esperienza con il pubblico, allo scambio di energia e affetto con il pubblico, che poi alla fine è il motivo per cui decido tutti i giorni di fare questo lavoro". L'Olbia Film Network andrà avanti fino al 23 giugno e, prima di Sulla mia pelle, la manifestazione è stata inaugurata con la proiezione di Ovunque proteggimi, opera seconda del regista sardo Bonifacio Angius già presentata al Torino Film Festival. Questa storia su un uomo che grazie a un inaspettato amore ha un'ultima chance per riprendere in mano la sua vita, "provoca un coinvolgimento del pubblico molto forte, in qualunque parte del mondo il film venga visto", racconta il regista. Angius parla della sua passione per il cinema fin da quando era bambino e cita Il nome della rosa, "film che mio zio mi portò a vedere nascondendomi sotto il cappotto perché avevo solo cinque anni, quindi il mio primo ricordo del cinema è un prete pelato che si autoflagella. Poi ho sempre amato a dismisura i film americani degli anni 70, da Il padrino a Midnight Cowboy, da Rocky a Qualcuno volò sul nido del cuculo e il cinema di Scorsese per quanto riguarda il rapporto con la recitazione, che a sua volta si ispirava a John Cassavetes".


Da sinistra: il direttore artistico Matteo Pianezzi, Alessandro Borghi, l'assessore del Comune di Olbia Sabrina Serra e il festival manager Francesca Vargiu


Bonifacio Angius



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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