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Oscar 2020: Joaquin Phoenix vince, parla con il cuore e ricorda le parole del fratello River

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Il miglior attore protagonista ai 92esimi Academy Awards è Joaquin Phoenix per il suo ruolo in Joker. L'attore ritira l'Oscar e si appella alla nostra umanità per sostenerci gli uni con gli altri.

Oscar 2020: Joaquin Phoenix vince, parla con il cuore e ricorda le parole del fratello River

Ce l'ha fatta Joaquin Phoenix a vincere la prestigiosa statuetta. Uno dei due premi Oscar di Joker è andato all'attore che, alla quarta nomination della sua carriera, è finalmente riuscito a stringere tra le mani quella statuetta che gli era sfuggita nel 2001 (Il gladiatore), nel 2006 (Quando l'amore brucia l'anima) e nel 2013 (The Master). Questo riconoscimento va ad aggiungersi ai numerosi premi conquistati nelle scorse settimane per il ruolo di Arthur Fleck nel film di Todd Phillips, il Golden Globe, il BAFTA Award e il SAG Award, solo per citare i più importanti.
Quando Olivia Colman ha pronunciato il suo nome ai 92esimi Academy Awards, è salito sul palco e non ha fatto nomi, ha chiesto più volte di fermare gli applausi, ha retto alla commozione e non ha ringraziato nel modo in cui abitualmente fa chi ricevere un Oscar.
Quello che segue è il discorso integrale di Joaquin Phoenix:

Sono così colmo di gratitudine adesso... non mi sento superiore a nessuno dei miei colleghi candidati, né a nessun altro in questa sala, perché condividiamo tutti lo stesso amore, l'amore per i film, e questa forma di espressione mi ha regalato la vita più straordinaria. Non so dove sarei se non l'avessi. Ma credo che il regalo più grande che mi sia stato dato, a me e a molti altri qui, è l'opportunità di usare la nostra voce per coloro che la voce non ce l'hanno. Ho pensato ad alcune delle difficoltà che collettivamente stiamo affrontando. A volte ci sentiamo o siamo portati a sentirci come sostenitori di cause diverse, ma io vedo un'unione. Che si parli di disparità di genere o di razzismo o dei diritti dei gay, degli indigeni, degli animali, parliamo di lotta contro le ingiustizie. Parliamo di quella lotta contro una nazione, un popolo, una razza, un genere, una specie che si arroga il diritto di dominare, usare e controllare rimanendo impunita. Penso che ci siamo disconnessi dal mondo naturale. Molti di noi sono colpevoli di una visione egocentrica del mondo, per cui crediamo di essere al centro dell'universo. Deprediamo la natura e le sue risorse. Ci sentiamo in diritto di inseminare artificialmente una mucca e di rubare il suo bambino, anche se le sue grida di angoscia sono inconfondibili. Poi le prendiamo il latte che è destinato al suo vitello e lo mettiamo nel nostro caffè e nei nostri cereali. Ci spaventa l'idea di cambiare, perché pensiamo di dover sacrificare qualcosa, di rinunciare a qualcosa. Ma noi esseri umani al nostro meglio siamo così creativi e inventivi, possiamo creare, sviluppare e implementare sistemi di cambiamento che siano di beneficio per tutti gli esseri senzienti e per l'ambiente. Io sono stato un mascalzone tutta la mia vita, sono stato egoista. A volte sono stato crudele, qualcuno difficile con cui lavorare, e sono grato a molti di voi in questa sala per avermi dato una seconda opportunità. Quando siamo al nostro meglio, ci aiutiamo l'uno con l'altro. Non quando ci cancelliamo a vicenda per i nostri errori del passato, ma quando ci aiutiamo a crescere. Quando ci educhiamo l'uno con l'altro, quando ci guidiamo verso la redenzione, questi sono gli esseri umani al loro meglio. Quando aveva 17 anni, mio fratello scrisse questo: "Corri verso la salvezza con amore e la pace seguirà".

È una ferita che non si è mai rimarginata quella della perdita di River Phoenix, morto a Los Angeles per overdose nel 1993 all'età di 23 anni. Joaquin Phoenix era insieme al fratello quella notte ed è stato lui a chiamare il pronto soccorso quando River è collassato sul marciapiede davanti al Viper Club. Cresciuto con lui e con gli altri tre fratelli, Phoenix ha viaggiato per tutto il Sudamerica insieme ai genitori, missionari della setta I bambini di Dio. Un'infanzia alternativa la sua, della quale conserva alcuni valori legati allo stile di vita vegano e all'impegno per le cause sociali. Joaquin Phoenix non è l'unico attore di Hollywood a mal digerire tutto ciò che la celebrità comporta, è l'unico però ad aver reagito al conformismo delle star fingendo per un anno il ritiro dalle scene e di essere andato un po' fuori di testa. Tutto questo è raccontato in I'm Still Here, documentario sulla ricerca di un'espressione artistica non convenzionale in cui Joaquin voleva per prima cosa mettere in discussione se stesso.
Lei, Vizio di forma, Irrational Man e A Beautiful Day, solo per citare alcuni dei più recenti, sono i titoli da recuperare per ammirare la versatilità e l'immersione che questo attore è capace di avere quando entra in un personaggio.

La filmografia integrale di Joaquin Phoenix.



  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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