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Oscar 2020: i candidati come miglior attore protagonista

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Il superfavorito di quest'anno è Joaquin Phoenix, seguito da Adam Driver, da un premio Oscar, da un attore spagnolo e da un paladino della tradizione inglese.

Oscar 2020: i candidati come miglior attore protagonista

Tutti i vincitori dei Premi Oscar 2020

I candidati agli Oscar 2020 nella categoria miglior attore protagonista sono Joaquin Phoenix per il cinecomic Joker, Leonardo DiCaprio per il tarantiniano C'era una volta… a Hollywood, Antonio Banderas per il film di Pedro Almodovar Dolor y Gloria, Adam Driver per lo struggente Storia di un matrimonio e Jonathan Pryce per il film Netflix I due Papi. Nell'attesa di scoprire, il prossimo 9 febbraio, chi sarà il vincitore, andiamo a svelare qualche dettaglio in più sui fantastici cinque di quest'anno, sugli altri Oscar che hanno vinto o semplicemente sperato di vincere in passato e sulle concrete possibilità che hanno, stavolta, di spuntarla sui rivali. La gara è di ottimo livello e le performance strabilianti. Fra i candidati, non c'è nessuno che diventa irriconoscibile grazie al trucco o che ingrassa e dimagrisce, e se i protagonisti di Joker e Storia di un matrimonio ci fanno piangere o commuovere, il Rick Dalton di DiCaprio porta una ventata di leggerezza, facendoci ridere di gusto.

Joaquin Phoenix per Joker

Modificando il titolo di un album di Luca Carboni, ci verrebbe da dire: e intanto Joaquin Phoenix non sbaglia un film. Da quando ha accompagnato Joker al Festival di Venezia, contribuendo, con la sua interpretazione, alla vittoria del Leone d'Oro, in molti hanno capito che l'attore sarebbe arrivato dritto alla nomination all'Oscar. Il suo Arthur Fleck, che da emarginato affetto da un disturbo mentale e clown povero diventa l'eroe dei violenti di Gotham City, è uno di quei ruoli che molti vorrebbero interpretare ma pochi sarebbero in grado di non rendere ridicoli, o sopra le righe. Sono molte le immagini del cinecomic di Todd Phillips che tornano alla mente: Joker che balla, Joker che si trucca, Joker che prova a fare lo stand-up comedian. Tutte ci ricordano che il super favorito di quest'anno è colui che gli ha dato un'anima. E poi sarebbe pure ora che Phoenix la vincesse questa benedetta statuetta dorata. Come miglior attore protagonista è stato candidato per The Master nel 2013 e per Quando l'amore brucia l'anima nel 2006, ma nel primo caso vinse Daniel Day-Lewis per Lincoln e nel secondo Philip Seymour-Hoffman Per Truman Capote: A sangue freddo. Come miglior attore non protagonista Joaquin ha avuto la nomination per Il Gladiatore nel 2001, ma questa è un'altra storia.

Adam Driver per Storia di un matrimonio

Per molti, anzi per i più, Adam Driver è il volto del Kylo Ren dell'ultima trilogia di Guerre Stellari. Per noi invece è BlacKkKlansman di Spike Lee, è Hungry Hearts di Saverio Costanzo (per cui ha vinto la Coppa Volpi per il miglior attore al Festival di Venezia), il gioiello di Jim Jarmusch Paterson e, appunto, il nuovo film di Noah Baumbach, un racconto autobiografico nel quale si misura con la devastante esperienza del divorzio. Passandosi ottimamente la palla con Scarlett Johansson, Driver esprime a meraviglia la frustrazione e il senso di impotenza di un uomo che sta perdendo tutto, e quando il suo dolore quieto lascia il posto alla disperazione e alla rabbia, l'attore non perde mai il controllo. Quando poi canta, per noi sono lacrime à go-go. Per Adam Driver la candidatura di questo 2020 è la prima da protagonista. Ambiva invece alla statuetta per il miglior attore non protagonista per BlacKkKlansman lo scorso anno, ma si è visto soffiare il premio da Mahershala Ali per Green Book. Storia di un matrimonio si presenta il 9 febbraio con 5 nomination. Il premio a Laura Dern come miglior attrice non protagonista è piuttosto sicuro, Adam, invece, lotta in particolare contro Phoenix. Se per qualche ragione costui fosse escluso dalla tenzone, sarebbe Adam il trionfatore, ne siamo quasi certi.

Antonio Banderas per Dolor y Gloria

Il suo bel riconoscimento per Dolor Y Gloria Antonio Banderas lo ha già ottenuto al Festival di Cannes del 2019 vincendo il Premio per la Miglior Interpretazione Maschile, ma l'Oscar è l'Oscar, e che colpaccio sarebbe per un europeo battere 3 americani purosangue e un britannico! In caso di vittoria, Banderas sarebbe contento almeno quanto lo fu Benigni nel 1999, anno in cui, grazie a La vita è bella, ebbe la meglio perfino sul Tom Hanks di Salvate il soldato Ryan. Antonio Banderas non aveva un compito facile nel film autobiografico di Pedro Almodovar. Essere l'alter-ego di un regista che venerava da anni e anni e dal quale era stato diretto diverse altre volte, lo preoccupava non poco, anche perché la storia del suo Salvador Mallo parlava di debolezza e problemi di salute, di rimpianti e voglia di ricominciare. Ma Antonio ha pensato ai momenti più difficili del proprio vissuto e ha aderito benissimo al ruolo, aggiungendo un pizzico di autoironia. Se Banderas dovesse trionfare agli Oscar 2020, sarebbe il secondo attore spagnolo ad aggiudicarsi il trofeo dopo Javier Bardem, che vinse grazie a Non è un paese per vecchi. Particolarmente gradito alla stampa estera di Hollywood, che lo ha candidato per cinque volte al Golden Globe, Banderas ha conquistato solo quest'anno il favore dell’Academy. Se vincesse, qualcuno direbbe: "Ah, la fortuna del principiante!".

Leonardo DiCaprio per C'era una volta… a Hollywood

Prima del 2016, Leonardo DiCaprio era l'attore che, non si sa perché, non aveva mai vinto l’Oscar, anzi il grande "scartato" dall'Academy. Per anni aveva accarezzato il pensiero del premio, a partire dal quel 1994 nel quale, giovanissimo, era stato candidato (ma come non protagonista) per Buon compleanno, Mr. Grape. E se nel 2005, stavolta come miglior protagonista, aveva anche accettato la vittoria di Jamie Foxx per Ray, tutti ricordano la sua espressione delusa e arrabbiata quando, nel 2009, fu chiamato il nome di Matthew McConaughey invece del suo. Poi, però, è arrivato The Revenant e Leo si è tranquillizzato, il che ci porta a credere che, se quest'anno non dovesse vincere, se ne farebbe una ragione. Ma ne siamo proprio sicuri? Nel "maledetto" 2009 DiCaprio fu nominato per The Wolf of Wall Street, nel quale era bravo assai, per carità, ma a noi è sembrato migliore nei panni dell'attore tv in cerca di riscatto Rick Dalton. I suoi duetti con il Cliff Booth di Pitt sono fantastici e ci sono un paio di "assoli" che resteranno un bene prezioso della storia del cinema. Il nostro pensiero, e quello dei bookmaker, è che Leonardo DiCaprio, il 9 febbraio, si limiterà a gioire per il compagno di set, che è il più probabile vincitore dell'Oscar per il miglior attore non protagonista. La regia di Tarantino, insomma, avrà dato i suoi frutti.

Jonathan Pryce per I due Papi

Jonathan Price è l'unico inglese della cinquina, a ricordarci che la scuola britannica, e non ce ne voglia il "metodo", è sempre fra le migliori, se non la migliore, soprattutto quando comprende anche una serie di esperienze sul palcoscenico. Forse non tutti hanno visto I due Papi, ma chi l'ha fatto, si è reso conto di quanto sia credibile il Cardinale Bergoglio di Pryce: parla nello stesso identico modo e si muove nello stesso identico modo. D’accordo, di argentino Jonathan ne aveva già interpretato uno, il presidente Juan Peron del musical Evita, ma un papa è un papa, e quindi complimenti a uno degli attori feticcio di Terry Gilliam! Vincerà l'Oscar quest'anno Jonathan Pryce? Probabilmente no. Almeno è stato candidato, ed era pure ora. Meno male che, a 72 anni, il nostro può godersi una serie di altri riconoscimenti, prevalentemente teatrali.

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