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Oscar 2019: le candidate come miglior attrice non protagonista

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Ecco le cinque magnifiche interpreti che si contenderanno una statuetta che non è assolutamente un premio minore.

Oscar 2019: le candidate come miglior attrice non protagonista

La categoria degli attori e attrici non protagonisti è forse la più bizzarra degli Oscar. Comprende infatti sia interpreti che hanno un ruolo alla pari dei cosiddetti protagonisti, ma che, per eccessivo numero di candidati, vengono scelti dalle case di produzione per concorrere in questa categoria dove hanno maggiori possibilità, sia attori che appaiono sullo schermo una manciata di minuti e magari finiscono per portarsi a casa l’agognata statuetta con performance brevissime. Giusto o meno che sia, fa tutto parte del gioco, che chiede di credere e giudicare che qualcuno sia più bravo o meritevole di altri. A parte questo, però, l'Oscar che va ai non protagonisti, veri o finti che siano, non è certo un premio minore. Anzi, per l’importanza dei caratteristi nel cinema americano e non solo, finisce per raccogliere i nomi più interessanti, sia pure con qualche sorpresa. Vediamo dunque insieme quali sono le attrici candidate al premio in questa discussa 91esima edizione degli Academy Awards.

Amy Adams - Vice – L’uomo nell’ombra: Per l’attrice nata a Vicenza, dove il padre era di stanza con le forze armate americane, e cresciuta in una famiglia mormone, si tratta della sesta candidatura, la quinta per la categoria dopo l’unica come protagonista per American Hustle del 2014. La prima l’ha ricevuta nel 2006 per Junebug (inedito da noi), a cui sono seguiti Il dubbio, The Fighter e The Master. In Italia l’abbiamo notata per la prima volta nel 2007, per la sua spiritosa performance della principessa in Come d’incanto, ma Amy Adams, che ha esordito nel 1999 in Bella da morire di Gus Van Sant, si è costruita negli anni una solida carriera da attrice seria. Vice è il suo terzo film con Christian Bale, che qua affianca nel ruolo di Lynne Cheney, la moglie ambiziosa e fedele che sembra essere a tratti il vero motore della carriera politica del marito, una sorta di Lady Macbeth dietro le quinte, la Claire di un simil Frank Underwood. Viste le performance delle sue concorrenti quest’anno per lei non sarà facile, ma l’Academy, come spesso è successo, potrebbe finalmente decidere che è arrivata l’ora di concederle il riconoscimento che senz’altro merita, almeno per la sua passata carriera.

Marina de TaviraRoma: L’attrice messicana è l’outsider a sorpresa di quest’anno. L’Academy ha infatti deciso di onorare il film di Alfonso Cuaròn non solo con le candidature principali, ma anche con quelle per le sue protagoniste, l’esordiente assoluta Yalitza Aparicio e l’interprete teatrale Marina de Tavira, sconosciuta finora al pubblico americano ed europeo. È anche interprete di serie tv, in patria, prodotte da Netflix, come Falco, e alcuni di noi l’hanno vista nel 2007 nel thriller di Rodrigo Plà La zona. Detto questo, possiamo giudicarla solo per la sua bella performance della madre di famiglia di Roma, ma ci sembra che le sue chance di portare a casa la statuetta siano prossime allo zero.

Regina KingSe la strada potesse parlare: Unica attrice di colore candidata quest’anno, per il film che Barry Jenkins ha tratto dal romanzo di James Baldwin. Prima nomination per lei, che per il ruolo della madre della ragazza incinta di un ragazzo ingiustamente carcerato ha già vinto il Golden Globe. La sua è una di quelle interpretazioni di cui dicevamo prima, brevissime ma intense e che lasciano il segno. A noi è piaciuta molto e ci piacerebbe anche vedere sul podio questa brava attrice, che ha esordito con film impegnati come Boyz n The Hood e Poetic Justice, ma è apparsa anche in film come Jerry Maguire, Nemico pubblico, Miss F.B.I, L’asilo dei papà e in una marea di serie, da 24 a Shameless, da Southland a The Leftovers, da American Crime a The Big Bang Theory, dimostrando l’ampia gamma delle sue capacità. Prossimamente la ritroveremo anche in Watchmen.

Emma StoneLa favorita: Hollywood è stata generosa con questa attrice, che è la concorrente più giovane e a soli 30 anni è alla sua terza candidatura, la seconda come non protagonista dopo Birdman, e ha vinto l’Oscar come protagonista due anni fa per La La Land. Nel film di Yorgos Lanthimos è la giovane ambiziosa e intrigante ex nobile decaduta  che si fa strada nel cuore e nel letto della regina Anna, detronizzando la Favorita precedente. Un ruolo cinico e crudele in cui è, effettivamente, molto brava. Non sarebbe quindi uno scandalo se arrivasse per lei la seconda statuetta, ma col parterre di quest’anno è davvero difficile fare previsioni.

Rachel WeiszLa favorita: Alla soglia dei cinquant’anni la bravissima e bellissima attrice inglese, moglie di Daniel Craig, ottiene la sua seconda nomination, 13 anni dopo quella per The Costant Gardener, per cui vinse l’Oscar nella stessa categoria. Dopo un inizio carriera in ruoli televisivi, al cinema ha debuttato nel 1996 grazie a Bernardo Bertolucci, che l’ha voluta in Io ballo da sola. Ha interpretato anche film di grande successo popolare come La Mummia e il suo sequel, ed è apparsa in About A Boy, L’albero della vita (diretta da quello che per anni è stato il suo compagno e padre di suo figlio, Darren Aronofsky), Agora e Amabili resti. Yorgos Lanthimos l’ha voluta di nuovo dopo The Lobster, affidandole un ruolo molto bello e non semplice, quello della Favorita e amante "detronizzata" della Regina, che ha ricoperto benissimo. Stavolta per l’Oscar se la vedrà con la sua rivale nel film e chissà se la spunterà.

Queste dunque le magnifiche cinque di quest’anno, vedremo il 24 febbraio chi la spunterà e iscriverà il suo nome nell’albo d’oro degli Academy Awards

Tutti i candidati e le nomination agli Oscar 2019

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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