Oscar 2017: le candidate come miglior attrice protagonista

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Oscar 2017: le candidate come miglior attrice protagonista

Le cinque lady che si contendono l'Oscar 2017 per la migliore attrice protagonista provengono da tre paesi del mondo e in tre casi hanno interpretato personaggi reali. Fra la Hollywood dei giorni nostri, la Virginia di fine anni Cinquanta, la New York degli anni Quaranta e la Casa Bianca, si sono calate in personaggi femminili dalla forte personalità e volontà. Alcune più esperte e già vincitrici dell'Academy Award, altre con un curriculum ancora da costruire, sono tutte stelle di prima grandezza. Conosciamole un po' meglio.

EMMA STONE

Il Golden Globe, lo Screen Actors Guild Award e il BAFTA la dicono lunga: la Stone è a un passo dalla conquista della statuetta dorata, che si intonerebbe perfettamente con i costumi dai colori brillanti (ammesso che li abbia conservati) indossati per il film da 14 nomination La La Land. Hollywood - o meglio l'Academy - adora i musical, come ha dimostrato ricoprendo di premi Chicago nel 2003, e soprattutto ama le storie di artisti. Per come canta "City of Stars" con Ryan Gosling e soprattutto "Audition", e per il modo in cui interpreta l'aspirante attrice Mia che crede nel potere dei sogni - anche quelli folli e un po' sgangherati - la brava Emma è la favorita nella corsa all'Oscar. Possiamo dire che se lo merita? Ma sì! E poi è ora di smetterla di premiare in continuazione chi soffre o chi trasforma radicalmente il proprio corpo...

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ISABELLE HUPPERT

Nell'anno della risposta alla polemica del 2016 #oscarsowhite, l'Academy celebra la diversità anche includendo nella cinquina delle migliori protagoniste un'attrice francese. Era già successo nel 2013 con Emmanuelle Riva, ma la signora Huppert, che per Elle di Paul Verhoeven ha già vinto il Golden Globe, potrebbe sorprendere tutti e farcela. L'ambigua Michelle protagonista del thriller dell'audace regista olandese è perfetta per lei, tanto quanto la Erika de La pianista e la Jeanne de Il buio nella mente, e quindi vedere la minuta dame tanto amata da Mikael Haneke incoronata non dispiacerebbe. Dal canto suo, lei ritiene di aver già vinto ottenendo la nomination, ma siccome di César ne ha sfiorati 15 aggiudicandosene solamente uno, chissà che un po' di gloria in più non le arrivi proprio dagli States.

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NATALIE PORTMAN

Di Academy Award Natalie Portman ne ha conquistato uno nel 2011 per Il cigno nero e, secondo noi, avrebbe dovuto vincerlo anche per Closer. Quest'anno, a nostro dire, la sua performance in Jackie non ha nulla da invidiare alle interpretazioni delle sue quattro concorrenti. Ci ha conquistato subito, infatti, di rosso vestita, nel primo film in lingua inglese del cileno Pablo Larraín, così annichilita dal dolore, dalla solitudine e dall'ipocrisia generale, e tuttavia consapevole di non avere il tempo per elaborare il lutto perché "the show must go on". Per il suo regista l'attrice ha fatto uno straordinario lavoro sulla voce e adesso il suo volto si confonde, agli occhi di molti, con quello della first-lady più elegante d'America. Il che non è poco.

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MERYL STREEP

Cantare l'opera lirica stonando quando in realtà si è piuttosto intonati (come dimostrato in Mamma mia!) non è da tutti, ma Meryl la grande - che è ancora più grande dopo il discorso pronunciato durante la cerimonia dei Gloden Globe - ha accettato la sfida e l'ha vinta, nonostante i continui rimproveri di Stephen Frears e Hugh Grant, che la guardava e scoppiava a ridere durante le riprese. Per l'Academy, un'edizione degli Oscar che si rispetti deve essere caretterizzata da una candidatura alla protagonosta di Kramer contro Kramer. E proprio il film di Robert Benton le ha regalato la sua prima statuetta. La seconda è arrivata con La scelta di Sophie e la terza, assai più di recente, grazie a The Iron Lady. Con 20 candidature, ci pare poco probabile che quest'anno l'attrice trionfi. Lei non ci spera, noinostante in Florence sia bravissima, e, guardando ai colleghi attori, fa il tifo per Ryan Gosling, amabile come solo i canadesi sanno essere.

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RUTH NEGGA

Ruth Negga è certamente la sorpresa di questa edizione degli Oscar e chi non frequenta le serie tv e non è un accanito frequentatore di sale cinematografiche potrebbe non conoscere il suo nome. E invece la bella etiope che ancora bambina si è trasferita in Irlanda (paese di origine di sua madre) si è fatta notare e amare interpretando, in Preacher, l'energica ex del protagonista. In Loving, film per cui è candidata, è invece la remissiva, dolce ma determinata Mildred Loving, personaggio veramente esistito e parte di una coppia interraziale arrestata e poi esiliata dalla Virginia del 1958 per essersi unita in matrimonio. Ben conscia dell'importanza del progetto a cui ha partecipato insieme a Joel Edgerton, l'attrice si è detta onorata di far parte della cinquina e ha confessato di non aver fatto spazio, per scaramanzia, sulla mensola del camino, per un eventuale premio.

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OSCAR 2017: TUTTI I CANDIDATI



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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