Oscar 2017: le candidate come miglior attrice non protagonista

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Oscar 2017: le candidate come miglior attrice non protagonista

A portare la candidatura all'Oscar 2017 per la miglior attrice non protagonista a cinque talentuose artiste sono nel 2017 ruoli prevalentemente drammatici. Abbiamo infatti una tossicodipendente, la moglie di un uomo difficile e infedele e una madre che ha perso i figli in un incidente domestico. E se il genio della matematica Dorothy Vaughan porta un po' di allegria in uno scenario di storie sofferte, non è esattamente un'allegrona la mamma adottiva dell'indiano Saroo protagonista di Lion. Scopriamo a quali attrici sono state affidate queste parti.

VIOLA DAVIS

Nella corsa verso l'Oscar per la migliore attrice protagonista è lei l'atleta più veloce. Anzi, possiamo dire che Viola Davis in questo 2017 ha veramente le ali ai piedi, e non tanto perchè ha conquistato il Golden Globe, lo Screen Actors Guild e il BAFTA, ma perchè la sua performance al fianco di Denzel Washington in Barriere in realtà è da protagonista, se proprio dobbiamo contare le scene in cui ppaiono l'uno e/o l'altra. La Davis, che è fresca di una stella sulla Walf of Fame, rende dolorosamente dignitoso, nell'adattamento della premiata pièce di August Wilson, il personaggio di Rose, moglie rassegnata di un uomo ingombrante e padre padrone. Il ruolo l'attrice lo conosce bene, perchè lo ha già interpretato a teatro aggiudicandosi un Tony Award, ma il cinema con i suoi primi piani rende giustizia all'espressività del suo volto e alla vivacità dei suoi occhi. Se davvero vincesse, poi, Viola lascerebbe il segno con un accorato e impegnato discorso di ringraziamento.

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MICHELLE WILLIAMS

Se Dame Judi Dench ha ottenuto la statuetta grazie a una performance di soli 8 minuti (in Shakespeare in Love), potrebbe riuscirci anche Michelle Williams grazie a un pugno di sequenze in Manchester by the Sea: una in particolare, commovente, insapettata e che mette ancora una volta l'attrice a contatto con un'emozione "triste" - come era successo, ad esempio, in Blue Valentine, film che le aveva fatto guadagnare la sua seconda nomination all'Oscar dopo I Segreti di Brokeback Mountain e prima di Marilyn. Sappiamo che per amor di precisone - e per Kenneth Lonergan - l'attrice si è recata diverse volte a Manchester, nel Massachussets, per assorbire la cultura locale e mescolarsi agli abitanti di una città dove ci si parla in maniera un po' brusca e si ha difficoltà a esprimere i sentimenti più profondi. Forse proprio per questo studio "matto e disperatissimo" - e anche per la dolcezza con cui dichiara che il film l'ha visto mesi dopo l'uscita in sala perchè non ama le storie drammatiche - meriterebbe la vittoria.

BIOGRAFIA DI MICHELLE WILLIAMS - TUTTI I FIM DI MICHELLE WILLIAMS

NAOMIE HARRIS

Non è stato semplice per Naomie Harris impersonare la mamma dipendente da crak del giovane protagonista di Moonlight, perchè dietro quel personaggio c'erano le madri dello sceneggiatore Tarell Alvin McCraney e del regista Barry Jenkins, che nel film hanno narrato, con le dovute modifiche e licenze poetiche, la loro infanzia e adolescenza in Florida. E la bella attrice britannica di origine giamaicana e caraibica si è tenuta ben lontana dagli stereotipi legati a un tossicodipendente "per finta", che spesso straparla, e dondola e sbanda come un ubriaco. No, la Harris, dopo scrupolosa ricerca, ha fatto proprie la violenza e l'aggressività, alternate a momenti calma estrema, che caratterizzano chi assume questo genere di sostanza. Per lei essere Paula è stato come andare sulle montagne russe e, senza nulla togliere a Mahershala Ali (anche lui candidato all'Oscar), è la sua performance, secondo noi, la più incisiva del film. Brad Pitt, insomma, ha visto giusto con la sua Plan B. E anche i signori dell'Academy.

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NICOLE KIDMAN

Curioso vedere una stella di prima grandezza come la Kidman nella cinquina delle non protagoniste, ma - come disse una volta qualcuno - "non esistono piccoli ruoli, esistono piccoli attori". E piccola attrice lei non lo è di sicuro. L'interpretazione di Nicole in Lion - dov'è Sue Brierley, madre adottiva dell'indiano apparentemente orfano Saroo - è intensa, e non solo per bravura ed esperienza. Come il suo personaggio, anche Nicole Kidman è due volte madre adottiva e fin da ragazza ha saputo che un giorno si sarebbe presa cura di un bambino nato da altri. Per l'attrice questa è la quarta nomination. Candidata per Moulin Rouge!, Rabbit Hole e The Hours, ha vinto per quest'ultimo film, nel quale era Virginia Woolf.

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OCTAVIA SPENCER

E' una storia interessante che non tutti conoscono quella raccontata da Il diritto di contare, che ruota intorno a tre matematiche afroamericane che negli anni '60 lavorarono per la NASA. Anche se il personaggio principale è Katherine Johnson, l'Academy si è lasciata sedurre da Dorothy Vaughan e soprattutto da colei che l'ha interpretata: Octavia Spencer, che ha già vinto l'Oscar per la migliore attrice non protagonista con The Help. Sembra poco probabile, quindi, che anche stavolta sia lei la destinataria del premio. Certo, il film affronta tematiche a cui la Hollywood di oggi sembra particolarmente sensibile, e il ragguardevole risultato al botteghino e le ottime recensioni sono ben auguranti per la conquista di un qualche riconoscimento, ma forse in un'altra categoria. A Octavia, che ama i piccoli film senza star e budget stellari, non importa più di tanto impugnare un secondo trofeo dorato. Le è bastata la nomination, che ha definito "la ciliegina sulla torta" di un'esperienza indimenticabile.

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OSCAR 2017: TUTTI I CANDIDATI



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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