Oscar 2017: la lunga marcia degli attori afroamericani

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Oscar 2017: la lunga marcia degli attori afroamericani

Visto che quest'anno, per fortuna, agli Academy Awards sono rappresentate maggiormente le minoranze etniche in diverse categorie (niente di clamoroso, ma rispetto agli anni scorso indubbiamente è un gran passo avanti) ricordiamo insieme le vittorie agli Oscar delle attrici e degli attori di colore in un'epoca in cui, non esistendo internet, nessuno poteva lanciare hashtag come #Oscarsowhite e poca o nessuna voce in capitolo avevano questi interpreti, relegati a un ruolo secondario da caratteristi, spesso fortemente stereotipati, in un'America che - ancor meno di oggi - era restia ad offrire pari opportunità a tutti i suoi cittadini. Ad esempio Bill Robinson, il leggendario Bojangles di Harlem, star del Cotton Club, cui anche Fred Astaire ha reso giustamente omaggio in Follie d’inverno, nonostante fosse il più grande ballerino di tip tap al mondo, al cinema lo si è visto solo in qualche numero in una manciata di film, ridotto a fare da spalla a Shirley Temple. Come tutti probabilmente sanno, il primo Oscar vinto da un interprete di colore come miglior non protagonista fu quello andato nel 1940 all'attrice Hattie McDaniel per il ruolo di Mami, la fedele schiava domestica di Rossella O'Hara in Via col vento, un ruolo che poi le venne continuamente riproposto sotto altre spoglie e che limitò moltissimo la sua successiva carriera, oltre a procurarle molte critiche da parte della comunità nera.

Dopo di lei passa più di mezzo secolo prima dell’Oscar nel 1991 a Whoopy Goldberg per Ghost, ma “solo” 15 anni prima che un’attrice di colore venga candidata all'Oscar come miglior protagonista: nel 1955 è la bellissima e infelice Dorothy Dandridge, protagonista del musical all black Carmen Jones, moderno adattamento etnico della Carmen di Bizet. L’unica attrice di colore a vincere l’Oscar come protagonista è stata nel 2002 Halle Berry per Monster’s Ball. Vedremo poi l'incidenza dei numeri sul totale.

E veniamo agli attori. Il primo afroamericano ad affermarsi come miglior protagonista è una vera e propria leggenda vivente, Sidney Poitier, 90 anni compiuti proprio il 20 febbraio 2017, che nel 1964 portò a casa la statuetta per I gigli del campo, dopo un'infruttuosa candidatura nel 1959 per La parete di fango nella stessa categoria. Fu un’impresa storica, che fece di Poitier uno degli attori più amati, rispettati e rappresentativi della comunità afroamericana. Nei suoi tre film successivi - di cui il più noto è probabilmente Indovina chi viene a cena?, affrontò il tema ancora spinoso delle relazioni razziali. Nel 2002 l’Academy gli ha giustamente tributato un Oscar onorario.

Va sottolineato che come protagonista nessun attore di colore ha più vinto un Oscar – nonostante 8 nomination nel corso degli anni - fino al 2002, anno dell’affermazione di Denzel Washington, alla sua terza candidatura nella categoria, con Training Day. L’attore aveva già portato a casa una statuetta come miglior non protagonista nel 1990 per Glory – Uomini d’onore. Nello stesso anno era candidato anche per Grido di libertà, stabilendo il record di primo attore afro-americano ad ottenere due nomination nella stessa categoria. Ancora oggi è lui l’erede di Sidney Poitier: con l'edizione 2017 del premio è stato candidato 5 volte come protagonista e ha vinto 1 volta, mentre come non protagonista ha ottenuto due nomination e una vittoria. Lo insidia Morgan Freeman, 5 candidature e una vittoria come non protagonista. Il primo candidato di colore come non protagonista fu nel 1970 Rupert Crosse per Boon il saccheggiatore e il primo a vincere l'Oscar nella categoria fu Louis Gossett, Jr. nel 1983, per Ufficiale e gentiluomo.

E ora un po’ di numeri: dal 1929, anno di istituzione del premio, a oggi, sono state candidate solo 11 attrici afro-americane nella categoria delle protagoniste. Quest’anno c’è Ruth Negga, che conta come coloured, ma è inglese di origine etiope, per Loving. La più giovane è stata nel 2012 Quvenzhané Wallis, che all’epoca aveva 9 anni, per Re della terra selvaggia. Nella categoria delle non protagoniste la situazione migliora un po’, con 21 candidature e 6 vittorie: oltre alle attrici già citate, hanno vinto Jennifer Hudson (Dreamgirls, 2006), Mo’nique (Precious, 2010), Octavia Spencer (The Help, 2012) e Lupita Nyong’o (12 anni schiavo, 2014). Per quanto riguarda gli uomini il numero totale di nomination come attore protagonista è 21, di cui 4 vittorie: oltre a Poitier e Washington, Jamie Foxx (su due candidature, per Ray, 2005) e Forest Whitaker (L’ultimo re di Scozia, 2006). Come miglior non protagonista, le nomination in totale sono invece 18 con 4 vittorie: oltre a Washington e Louis Gossett Jr, hanno vinto Cuba Gooding Jr (Jerry Maguire, 1997) e Morgan Freeman (Million Dollar Baby, 2005). Seguono Djimon Hounsou e Will Smith con due candidature entrambi, nessuna concretizzata.

Vedremo quest’anno se qualcuno dei candidati non bianchi riuscirà a spuntarla e si aggiungerà all’albo d’oro dell’Oscar. Vi ricordiamo che in gara ci sono, oltre a: Ruth Negga, come dicevamo prima, Viola Davis (Barriere) alla sua terza candidatura, Naomie Harris (Moonlight), Octavia Spencer (Il diritto di contare), un Oscar e due candidature, come protagoniste. Gli attori: Denzel Washington (Barriere), come miglior protagonista. Mahershala Ali (Moonlight) come non protagonista (qualcuno include nel conto anche il britannico di origini indiane Dev Patel). Agli attori si aggiungono 4 registi su 5 nella categoria documentari e Barry Jenkins in quella del miglior regista. Speriamo che la rosa si allarghi nei prossimi anni, perché se agli Oscar certe assenze sono più evidenti, è nel cinema in generale che si dovrebbero creare ruoli più diversificati, in modo da non creare necessariamente star ma attori in grado di competere per i ruoli più interessanti, senza distinzione di razza, genere e colore.

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