Oscar 2017: Asghar Farhadi, candidato per Il cliente, non parteciperà alla cerimonia di premiazione

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Oscar 2017: Asghar Farhadi, candidato per Il cliente, non parteciperà alla cerimonia di premiazione

Dopo la decisione del neopresidente americano Donald Trump, di chiudere le frontiere alle persone provenienti da paesi islamici, si era già cominciato a parlare della situazione di Asghar Farhadi, acclamato regista iraniano di Il cliente, candidato all'Oscar 2017 come miglior film straniero: sarebbe stata fatta un'eccezione per lui? A togliere dall'imbarazzo tutti ci ha pensato Farhadi stesso, che ha annunciato che non parteciperà in nessun caso alla cerimonia di premiazione degli Oscar del prossimo 26 febbraio. Questa la sua dichiarazione, che ci sembra doveroso riportare integralmente, nonostante la sua lunghezza:

Sono spiacente di annunciare con questa dichiarazione che ho deciso di non partecipare alla cerimonia degli Academy Awards assieme ai miei compagni della comunità cinematografica. Negli ultimi giorni e nonostante le ingiuste circostanze insorte per gli immigrati e i viaggiatori di molti paesi negli Stati Uniti, la mia decisione era rimasta la stessa: partecipare a questa cerimonia ed esprimere le mie opinioni su queste circostanze alla stampa che partecipa all'evento. Non avevo intenzione di non partecipare né di boicottare l'evento per dimostrare la mia contrarietà, perché so che molti nell'industria cinematografica e l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences sono contrari al fanatismo e all'estremismo che oggi sono presenti più che mai. E avevo proprio annunciato al mio distributore americano il giorno dell'annuncio delle candidature che sarei stato presente a questo grande evento culturale.Comunque, adesso sembra che la possibilità di questa presenza sia accompagnata da se e da ma, che per me non sono in alcun modo accettabili, anche se venissero fatte delle eccezioni per il mio viaggio.

Perciò voglio far pervenire con questa dichiarazione quello che avrei espresso alla stampa se fossi venuto negli Stati Uniti. I conservatori, a prescindere dalla loro nazionalità, dagli argomenti politici e dalle guerre, vedono e comprendono il mondo più o meno allo stesso modo. Per comprendere il mondo, non hanno altra scelta che vederlo attraverso una mentalità "noi e loro", che usano per creare una paurosa immagine di "loro" e suscitare paura nel popolo del loro stesso paese. Questo non si limita agli Stati Uniti, anche nel mio paese i conservatori sono uguali.

Per anni, da entrambi i lati dell'Oceano, gruppi di fanatici hanno cercato di presentare al loro popolo immagini spaventose e irrealistiche di varie nazioni e culture, per trasformare le loro differenze in disaccordi, i loro disaccordi in ostilità e la loro ostilità in paura. Instillare paura nella gente è uno strumento importante usato per giustificare il comportamento fanatico ed estremista di individui di vedute ristrette. Comunque, io credo che le somiglianze tra esseri umani su questa terra e i suoi vari paesi e tra le sue culture e fedi, superino di gran lunga le differenze. Credo che la causa fondamentale di molte delle ostilità tra le nazioni del mondo oggi vada ricercate nella reciproca umiliazione attuata in passato e senza dubbio l'umiliazione attuale di altre nazioni getta i semi per le ostilità di domani. Umiliare una nazione col pretesto di salvaguardare la sicurezza di un'altra non è un fenomeno nuovo nella storia e ha sempre gettato le fondamenta per la creazione di future divisioni e ostilità. Perciò esprimo la mia condanna delle ingiuste condizioni imposte ad alcuni dei miei compatrioti e cittadini degli altri sei paesi che cercano di entrare legalmente negli Stati Uniti d'America e spero che la situazione attuale non dia luogo ad ulteriori divisioni tra le nazioni. Asghar Farhadi, Iran.



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