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Oscar 2016: una guida sui candidati al premio come miglior documentario

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Approfondiamo un po' il discorso sui cinque film in lotta per l'Academy Award nella categoria dedicata al cinema non di finzione.


Genere sempre più popolare, e sempre più faticosamente distinguibile in maniera netta e inequivocabile dal cinema di finzione, il documentario è titolare di una categoria tutta sua del premio Oscar fin dal 1942.
Mentre noi in Italia festeggiamo la vittoria al Festival di Berlino di Fuocoammare di Gianfranco Rosi, ne sappiamo abbastanza sui cinque film che sono candidati alla vittoria dell'Academy Award 2016 come miglior documentario?
Voi che vi preparate a fare nottata davanti allo spettacolo che sarà condotto da Chris Rock, ne sapete abbasta per impressionare amici, familiari, amanti e fidanzati?
No? E noi di Comingsoon.it, qui, che ci stiamo a fare, secondo voi?

- Serena, senti, ma io mica ho capito: di che parla 'sto Look of Silence?
- Ommadonna, Michele, ma ti devo sempre spiegare tutto?  Allora, pensalo come il b-side di The Act of Killing...-
- The Act of che?
- Senti, lasciamo perdere.

I possibili vincitori dell'Oscar 2016 per il miglior film documentario:

Amy

Diretto dall'Asif Kapadia che, nel 2010, aveva già dedicato un documentario alla vita e alla morte prematura di un'altra icona dei nostri tempi, quella sportiva di Ayrton Senna, Amy è incentrato sulla cantante inglese Amy Winehouse, talento enorme e autodistruttivo entrata tristemente a far parte del Club dei 27. Il film ha avuto la sua prima mondiale al Festival di Cannes 2015, dove è stato presentato fuori concorso. Con le 33 nomination e i 27 premi portati a casa fino a questo momento, quello di Kapadia è sicuramente uno dei documentari più premiati della stagione. Il fatto che la famiglia della cantante si sia dissociata dal film, tutto sommato, non soprende: considerato che – soprattutto il padre Mitch, che pure non si è sottratto all'obiettivo di del regista– non ne esce proprio benissimo. Notevolissima, ovviamente, la parte musicale.

La nostra recensione di Amy.

Cartel Land

Molto premiato (e non solo in ambito cinematografico, ma anche giornalistico) è stato anche Cartel Land, che come suggerisce il titolo è un documentario che racconta della guerra messicana alla droga: ovvero di quel vero e proprio conflitto armato tra i cartelli che controllano la produzione e lo spaccio di stupefacenti e il governo messicano. O quelle parti del governo e della popolazione (riunitasi in gruppi di vigilantes) che decidono di combattere la corruzione e la malavita in un paese dove la linea di confine tra Stato e Cartelli non è sempre chiara. Il regista Matthew Heineman si era fatto conoscere qualche anno fa con un doc sul sistema sanitario americano, Escape Fire, e dopo la prima del film, avvenuta al Sundance, ha portato a casa (tra i tanti riconoscimenti) anche quello come miglior film d'inchiesta assegnato dai giornalistici George Polk Awards.

The Look of Silence

Dopo The Act of Killing, del 2012, lo statunitense Joshua Oppenheimer torna raccontare del genocidio avvenuto in Indonesia tra il 1965 e il 1966, quando si scatenarono le purghe anticomuniste dopo la presa del potere da parte del generale Suharto. Rispetto a quel film, però, il regista ha cambiato prospettiva: non più quella agghiacciante dei carnefici ma quella, non meno annichilente, delle vittime. In particolare, The Look of Silence segue la storia di un uomo sopravvissuto, il cui fratello è stato torturato fino alla morte durante la rivoluzione da un gruppo di ribelli. Dal momento della sua presentazione ai Festival di Toronto e Venezia nel settembre del 2014, il film (che conta anche sulla produzione esecutiva di Werner Herzog e Erroll Morris) ha portato a casa una sequela impressionante di premi in ogni parte del mondo, e appare il candidato più solito alla vittoria agli Academy Awards.

La nostra recensione di The Look of Silence.

What Happened, Miss Simone?

Ed ecco che, senza nemmeno che questo rappresenti una sorpresa, Netflix mette il suo zampino anche negli Oscar. Diretto dalla Liz Garbus di documentari come Bobby Fisher Against the World e di Love, Marilyn, What Happened, Miss Simone? (titolo che viene da una citazione di Maya Angelou) è un'avvincente biografia di una delle più straordinarie voci della storia della musica, Nina Simone. Dopo la prima mondiale del Sundance – dove, al termine della proiezione, c'è stata un'esibizione tributo di John Legend – il film ha debuttato su Netflix il 26 giugno del 2015, ed è disponibile anche nel catalogo italiano. Nel caso – un po' improbabile – di vittoria, si tratterebbe di un primo, storico Oscar a Netflix.

Winter of Fire: Ukraine's Fight for Freedom

Lo stesso discorso riguardante Netflix riguarda, almeno in parte, anche Winter on Fire: Ukraine's Fight for Freedom. Di questo documentario di Evgeny Afineevsky, infatti, la società di Reed Hastings è stata infatti solo co-produttrice. Il film documenta, dall'interno, i 93 giorni della proteste di piazza Maidan a Kiev: quelle scatenatesi nel novembre del 2013 all'indomani di un mancato accordo commerciale tra il governo ucraino del premier Janukovyc e l'Unione Europea, che ha portato alla discesa in piazza di centinaia di migliaia di cittadini in ansia per il futuro economico del loro paese, scontratisi poi duramente e sanguinosamente con le forze dell'ordine. Winter on Fire è stato presentato lo scorso settembre ai Festival di Toronto e Venezia, ed è disponibile nel catalogo italiano di Netflix.

Nomination Oscar 2016: tutti i candidati

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