Oscar 2015: Emmanuel Lubezki, uno dei moderni maghi delle luci

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Oscar 2015: Emmanuel Lubezki, uno dei moderni maghi delle luci

Con un meritato Oscar vinto per Birdman, appena un anno dopo quello per Gravity, è il caso di riflettere sulla figura di Emmanuel Lubezki, un direttore della fotografia specialista in sfide.

Nato a Mexico City nel 1964, Lubezki comincia a lavorare direttamente nella sua mansione con diversi cortometraggi girati in patria: il primo, Vengeance is Mine del 1983, segna peraltro la sua prima collaborazione con Alfonso Cuarón. Col regista lavorerà praticamente per tutti i suoi film, con l'unica eccezione di Harry Potter e il prigioniero di Azkaban: la loro ultima collaborazione, lo sperimentale Gravity, ha portato a Emmanuel il primo Oscar, ma vanno anche ricordati i grandangolari e i disorientanti piani sequenza di I figli degli uomini.

Al di là di questo legame d'amicizia, Lubezki si è messo a disposizione di quasi tutti i grandi hollywoodiani, da Mike Nichols (Piume di struzzo) ai fratelli Coen (Burn After Reading), da Michael Mann (Alì) alle sfide libere di Terrence Malick (ottenendo nomination all'Oscar per The New World e The Tree of Life), passando per l'altro Oscar sfiorato con il grottesco e desaturato Il mistero di Sleepy Hollow di Tim Burton, 1999.

Commedia e dramma, azione e stasi, esperimenti tecnici e illuminazione classica: i due Oscar vinti consecutivamente testimoniano in Emmanuel Lubezki non solo un grande artista che non pone veti a nessun genere, ma anche un solido professionista deciso a espandere la forza del mezzo.




Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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