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Oltre Watchmen: le opere di Alan Moore al cinema

Sbarcato in Italia l'adattamento di Watchmen firmato da Zack Snyder, ripercorriamo assieme la breve e (a)conflittuale storia del (non) rapporto tra il genio dei comics Alan Moore e il cinema.

Oltre Watchmen: le opere di Alan Moore al cinema

Oltre Watchmen: le opere di Alan Moore al cinema

Alan Moore è senza dubbio uno dei geni del fumetto e della letteratura mondiale. Ovviamente Hollywood non poteva rimanere indifferente alle sue opere, e quindi più di una volta si è cimentata con adattamenti dei suoi comics. Di fronte all’interesse di Hollywood, il disinteresse totale di Moore. Da genio (pazzoide ma sempre genio) qual è, l'inglese non si è mai voluto immischiare negli affari di Hollywood, rifiutando fermamente qualsiasi coinvolgimento diretto negli adattamenti e persino l’utilizzo del suo nome nei titoli dei film, ma prendendosi bei quattrini in diritti d’autore. Nel raccontare brevemente la storia del non-rapporto tra Alan Moore e il cinema, ci asterremo quindi da possibili paralleli o paragoni tra il fumetto e il film, visto che l’esito sarebbe decisamente scontato e che, per dirla con lo stesso autore, “nessuno confonderebbe le due cose.”

 

From Hell

 

Il fumetto: Monumentale opera scritta da Moore e disegnata da Eddie Campbell. È uscito in origine in dieci episodi separati tra il 1991 ed il 1996 per poi essere pubblicata come volume unico nel 1999. Accuratissima nella ricostruzione storica della Londra di fine Ottocento, si basa in gran parte sulle teorie su Jack lo Squartatore di Stephen Knight, opportunamente rielaborate da Moore.

Il film: Quello diretto dai fratelli Albert e Allen Hughes (che stanno per tornare al cinema dopo quasi 10 anni con The Book of Eli) è un thriller storico più che dignitoso, nel quale viene ben ricostruita la Londra dell’epoca e la tensione malata dell’intrigo. Grazie anche ad un Johnny Depp in parte ed una affascinante Heather Graham.

 

La leggenda degli uomini straordinari

 

Il fumetto: Nato nel 1999, il fumetto è intitolato La lega degli Straordinari Gentlemen ed è composto da due serie limitate di sei episodi ciascuna, da una graphic novel, ed è prevista una terza serie limitata. Disegnata da Kevin O'Neill, la serie è ambientata nel 1898 in un mondo di fantasia dove tutti i più famosi personaggi fantastici della letteratura vittoriana coesistono e sono coalizzati per affrontare varie avventure. È considerata un’opera steampunk.

Il film: Ad adattare l’opera di Moore è stato l’inglese Stephen Norrington. L’insuccesso commerciale ed artistico del suo tentativo è stato tale che da allora (parliamo nel 2003) al britannico non è stato ancora concesso di mettere nuovamente piede su un set. Il film è stato anche al centro di una controversia legale tra Larry Cohen e Martin Poll e la 20th Centuty Fox, che ha visto coinvolto Moore suo malgrado.

 

Constantine

 

Il fumetto: Chiamato nel 1983 a contribuire alla serie horror Swamp Thing, nel 1985 Alan Moore introduce su quelle pagine il personaggio di John Constantine. Moore l’ha creato quando i disegnatori Stephen R. Bissette e John Totleben gli espressero il desiderio di lavorare ad un personaggio che assomigliasse fisicamente a Sting. Nel 1988 il personaggio diventa titolare di una serie tutta sua, Hellblazer, scritta però da Jamie Delano.

Il film: Constantine, diretto da Francis Lawrence nel 2005, si rifà (per quanto alla lontana) più alla serie Hellblazer che alla caratterizzazione di Moore. Si segnala soprattutto per aver regalato uno dei primi ruoli “importanti” a Shia LaBeouf e per aver inaugurato un’estetica poi ripresa di recente da film come Max Payne.

 

V per Vendetta

 

Il fumetto: Considerato uno dei capolavori di Alan Moore, nasce come serie a fumetti pubblicata tra il 1982 e il 1985 (in bianco e nero) sulle pagine della rivista Warrior. Fu riunita in un unico volume a colori nel 1988. A disegnare era David Lloyd, che Moore ha accreditato dell’idea di mascherare il protagonista come Guy Fawkes.

Il film: Prodotto e sceneggiato dai fratelli Wachowski e diretto da James McTiegue. Dei film ispirati dalle opere di Moore è finora il migliore, anche se come suo costume, l’autore britannico si è completamente dissociato dall’operazione chiedendo che il suo nome non fosse presente nei titoli di coda.

 

Watchmen

 

Il fumetto: Il capolavoro. Unico comic ad aver mai vinto il Premio Hugo, massimo riconoscimento nell’ambito della fantascienza. Inserito dalla rivista Time nella lista dei migliori romanzi in lingua inglese “dal 1923 ad oggi”, dove per oggi s’intendeva il 2005. Anche in questo caso, unico fumetto. I dodici capitoli, disegnati da Dave Gibbons, uscirono separatamente tra il settembre 1986 e l’ottobre 1987, e successivamente uniti in un unico volume.

Il film: Il gusto è quello grossolano e tamarro di Snyder, ma il regista americano s’impegna al meglio delle sue possibilità, è un grande fan della graphic novel e si vede. Il risultato è un blockbuster ambizioso e anomalo, solido nella parte iniziale, più confuso con il concludersi delle vicende. Gli adepti lamenteranno limiti nella fedeltà al fumetto, i non adepti troveranno criptici (ma affascinanti) alcuni passaggi.  



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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