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Non solo attore: ripercorriamo la carriera da regista di Ben Stiller

I sogni segreti di Walter Mitty è il quinto film che l'americano firma anche come regista. Vi ricordate quali sono gli altri quattro?

Non solo attore: ripercorriamo la carriera da regista di Ben Stiller

I sogni segreti di Walter Mitty, remake di un classico del 1947 interpretato da Danny Kaye, a sua volta tratto da un racconto di James Thurber, non è solo il nuovo film con Ben Stiller, ma anche il nuovo film di Ben Stiller
Per l’esattezza, il quinto della sua carriera dietro la macchina da presa.

La popolarità dell’americano come attore, infatti, è tale da far a volte dimenticare il suo impegno e il suo contributo come regista.
E allora, arriviamo puntualmente noi a ripercorrere con agilità le quattro precedenti esperienze di Stiller nella direzione di un film.
 

Giovani, carini e disoccupati

L’esordio registico di Stiller arriva nel 1994 con un film che è diventato una vera e propria bandiera della cosiddetta Generazione X, quella raccontata da scrittori come Douglas Coupland, quella di MTV, dei videoclip, del grunge, di registi come Richard Linklater, Cameron Crowe, Kevin Smith, Todd Solondz e perfino Quentin Tarantino. Di Giovani, carini e disoccupati sono protagonisti degli hipster ante-litteram, personaggi alle prese con la discrepanza tra i propri ideali e il pragmatismo senza fronzoli della vita adulta, con Ethan Hawke filosofo musicista e Winona Ryder neolaureata con aspirazioni da documentarista. Con intelligenza, Stiller nel film si ritaglia il ruolo del poco affascinante giovane pragmatico in carriera e prono al compromesso, destinato alla sconfitta di fronte allo charme bohemiene del Troy di Hawke.  Rimangono memorabili del film anche certe battute e la colonna sonora.

 

Il rompiscatole

A due anni dal successo di Giovani, carini e disoccupati, Stiller torna alla regia con il film finora più bizzarro e meno incasellabile della sua carriera. Il rompiscatole, riduttivo titolo italiano di The Cable Guy, è una commedia a cavallo tra acidità e demenzialità, nel quale un Jim Carrey reduce dai successi di Ace Ventura e Scemo e + scemo (ma anche dal passo falso di Batman Forever, nel quale interpretava L’enigmista) è un tecnico della tv via cavo invadente e inquietante, che s’insinua sempre di più nell’abitazione e nella vita del timido utente che l’aveva chiamato per un disservizio, interpretato da Matthew Broderick, finendo per diventare un suo acerrimo nemico. Prodotto, tra gli altri, da Judd Apatow, e interpretato anche da Leslie Mann e Owen Wilson, Il rompiscatole non ebbe un grande successo ma rimane un oggetto cinematografico che testimonia la voglia (e la capacità) di rischiare del suo autore. Che, in questo caso, si ritaglia solo un piccolo cammeo. Anzi, due.

 

 

Zoolander

I risultati non ottimi de Il rompiscatole hanno allontanato Stiller dalla regia per qualche anno. Ma, complice anche invece il decollo della sua carriera come attore grazie a film come Tutti pazzi per Mary, Amici & vicini, Tentazioni d’amore e Ti presento i miei, nel 2001 il nostro torna alla regia e lo fa alla grande, dirigendo, scrivendo e interpretando una delle commedie più esilaranti degli anni Zero: Zoolander. Approdo cinematografico di un personaggio inventato da Stiller proprio in quel 1996 in cui diresse Il rompiscatole, quello di un modello famosissimo e decerebratissimo, Zoolander è una divertentissima parodia del mondo della moda e del mestiere di modello. Derek Zoolander è interpretato dallo stesso Stiller, che si fa affiancare da colleghi e amici come Owen Wilson, Vince Vaughn e Will Ferrell e che inanella una lista lunghissima di partecipazioni celebri del mondo della musica, della moda e della cultura: da David Bowie a Milla Jovovich, passando per Nina Hagen, Victoria Beckham, Emma Bunton, Andy Dick, Fred Durst, Tom Ford, Tommy Hilfiger, Paris Hilton, Heidi Klum, Karl Lagerfeld, Claudia Shiffer, Donatella Versace. Le voci di un sequel si rincorrono da anni, i fan attendono impazienti.

 

Tropic Thunder

Oramai diventato una star di calibro internazionale, e affermatosi come uno degli attori brillanti più amati di Hollywood, nel 2008 Ben Stiller torna alla regia con un nuovo, ambizioso progetto, che vince praticamente tutte le scommesse che aveva accettato all’inizio della sua realizzazione. Ancora una volta alla base di tutto c’è un’intenzione parodica, che questa volta mette alla berlina lo star system, il mondo hollywoodiano e certo cinema d’azione e muscolare che proprio in quegli anni stava trovando una sua resurrezione: Tropic Thunder è un divertente pastiche meta cinematografico che, assieme allo stesso Stiller, vede protagonisti un’indimenticabile Robert Downey Jr.

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