Netflix minaccia Cannes: via Roma di Alfonso Cuarón dalla selezione del festival

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Netflix minaccia Cannes: via Roma di Alfonso Cuarón dalla selezione del festival

La battaglia fra il Festival di Cannes e Netflix continua, e la risposta della piattaforma streaming all'esclusione dei suoi titoli dal concorso è aspra e minacciosa.

Non molto tempo fa direttore della manifestazione Thierry Fremaux aveva detto che avrebbero potuto concorrere alla Palma d'Oro solo i film Netflix destinati a un'uscita nelle sale cinematografiche francesi, eventualità che va contro le logiche e dell'azienda operante nella distribuzione via internet di film e serie tv, che assai raramente concede ai suoi titoli un passaggio per i cinema, soprattutto quelli non statunitensi. D'altro canto, però, Cannes è una vetrina importante.

Ecco perché Netflix intende sbloccare la situazione annunciando che, se le cose non cambieranno, potrebbe togliere dalla selezione del festival ben cinque film. Fra questi - come riporta Vanity Fair - c'è Roma di Alfonso Cuarón​, piatto indubbiamente ricco per gli appassionati di cinema, vista anche levatura del regista, che con Gravity si è aggiudicato sette Oscar e ha aperto la settantesima Mostra del Cinema di Venezia. 

Gli altri titoli sono: Norway di Paul Greengrass, Hold The Dark, Orson Welles di Jeremy Saulnier, L'altra faccia del vento di Orson Welles e il documentario They'll Love Me When I'm Dead. Sono opere piuttosto rilevanti, in particolare Norway - che racconta l'attentato terroristico in Norvegia del 22 luglio del 2011 in cui rimasero uccise 77 persone - e L'altra faccia del vento, film mai completato del regista di Quarto potere. A buona notizia è che, se Cannes e Netflix dovessero far pace, la sezione competitiva potrebbe contare su prodotti di indubbia qualità.

Certo è che trovare un accordo non sarà facile, perché i due litiganti hanno mentalità opposte e se Netfix dovesse tenere il punto abbandonando il Festival per sempre, a farne le spese sarebbero quelle produzioni a basso budget e magari senza grossi nomi a cui il passaggio nel Palais des Festivals darebbe senz'altro lustro e visibilità. Siccome però esistono altre vetrine, la piattaforma streaming potrebbe sempre "ripiegare" su Venezia e Toronto, togliendo prestigio a Fremaux e la sua squadra, che già lo scorso anno non avevano accontentato i gusti di tutti. E a proposito dello scorso anno, ricordiamo che due film Netflix erano tranquillamente stati presentati in concorso: OkjaThe Meyerowitz Stories.

Roma non è un "sandalone", ma un film drammatico ambientato in Messico che parla anche del Massacro del Corpus Christi: l'uccisione, a Città del Messico e da parte dei paramilitari, di un gruppo di studenti che, il 10 giugno del 1971, avevano organizzato una manifestazione per protestare contro la privatizzazione dell'istruzione universitaria e battersi a favore di una maggiore democratizzazione del sistema educativo.



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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