News Cinema

Nessun nome nei titoli di coda: su Amazon Prime Video un pezzo di storia del cinema italiano

582

Diretto da Simone Amendola, Nessun nome nei titoli di coda è un documentario bello e commovente che racconta di Antonio Spoletini, e della sua vita passata a Cinecittà a fornire "facce" ai più grandi film e registi del nostro cinema, da Fellini in giù.

Nessun nome nei titoli di coda: su Amazon Prime Video un pezzo di storia del cinema italiano

A un certo punto di Nessun nome di titoli di coda sono state inserite delle immagini di repertorio. Quelle dei funerali di Federico Fellini.
C’erano tutti: Vittorio Gassman, Monica Vitti, Sandra Milo, Michelangelo Antonioni. C’erano anche, giovanissimi e tenerissimi, Sergio Rubini e Margherita Buy. Dietro a Rubini, tanti volti più anonimi, compreso quello abbronzato e segnato da tempo del protagonista del documentario di Simone Amendola: Antonio Spoletini.
Mentre la telecamera della Rai inquadra Spoletini e gli altri personaggi senza nome presenti ai funerali, il commentatore - che era Paolo Frajese - ricorda di come appunto a omaggiare il grande regista scomparso non ci fossero solo i suoi colleghi e collaboratori più noti, ma anche tutte quelle maestranze senza nome  - senza nome noto, senza nome nei titoli di coda, appunto - che con il loro lavoro hanno fatto la storia del cinema italiano e di Cinecittà.
Antonio Spoletini è uno di questi. Uno che è nato un mese prima dell’inaugurazione di Cinecittà, nel marzo del 1937, e che dal 1950 lavora senza sosta - prima coi suoi fratelli, ora con figli e nipoti - per fornire volti ai nostri registi: per selezionare e preparare quelle che un tempo venivano chiamate le comparse e oggi si tende a definire figuranti.
E il suo lavoro, Antonio Spoletini, l’ha fatto per chiunque sia passato da Cinecittà, da Federico Fellini, appunto, fino a Paolo Sorrentino passando per Scorsese, Pasolini e Orson Welles; l’unico unico ad aver lavorato sia al Ben Hur originale, quello del ‘59 di William Wyler, che a quello nuovo, diretto nel 2016 da Timur Bekmambetov.

Mettendomi di fronte a Nessun nome sui titoli di coda, che trovate disponibile in streaming sulla piattaforma di Prime Video, mi aspettavo un documentario pieno di teste parlanti, interviste, aneddoti, intervallate da questa o quella immagine di repertorio.
E invece, quello di Simone Amendola è un documentario molto diverso, molto più discreto, molto più bello di una produzione standard di quel tipo: c’è il repertorio, ma è centellinato, e gli aneddoti non mancano, ma emergono gradualmente e senza alcuna invadenza da quella che è un’osservazione discreta e onnipresente del lavoro e della vita di Antonio Spoletini: il suo costante pedinamento a Cinecittà, dove parla con i turisti, o con gente come Pupi Avati, Marcello Fonte, Dante Ferretti o Fernando Meirelles; per le strade e le piazze di Roma quando cerca i suoi attori e le sue attrici, come li chiama lui; a Trastevere, dove è nato e torna per giocare a carte con gli amici; a casa, nella sua villetta con giardino, con moglie e famiglia.

Amendola segue Spoletini e lascia che sia lui stesso a rivelarsi, scena dopo scena, senza fretta. A raccontare attraverso i suoi occhi e la sua esperienza diretta settant’anni di storia del cinema italiano: e non solo i nomi o i film, ma i meccanismi e i funzionamenti, quello che di solito rimane dietro le quinte.
Così facendo, da Nessun nome nei titoli di coda emerge non solo lo Spoletini cinematografaro, ma l’uomo, che comunque con il cinema è legato a doppio filo. Emerge nell’orgoglio di poter raccontare del suo legame e della sua collaborazione con Fellini, e in quello di essere stato lui stesso, con il suo volto e la sua voce, in un film del più grande dei nostri registi: Roma.
Superata la soglia degli 80 anni, Antonio Spoletini inizia a fare bilanci, a pensare a quello che ha fatto nella vita, a cosa rimarrà di lui quando non ci sarà più: e comincia così la sua ricerca di una copia di quel film, di Roma, da poter conservare e mostrare a figlie e nipoti. Come ricordo, per loro, certo. Ma anche come testimonianza a sé stesso del senso di tutta una vita e di decenni di lavoro, forse di qualche rimpianto, di sicuro di un sogno divenuto solo in parte realtà.
E quando, in una delle salette di Cinecittà, trovata finalmente una copia in buono stato di quel film, Spoletini si rivede sul grande schermo, nella “sua” scena di Roma, la sua composta commozione è anche la nostra.

Guarda Nessun nome nei titoli di coda su Prime Video
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming