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Madame Bovary: Mia Wasikovska dal Paese delle Meraviglie a Flaubert passando per Jane Eyre

I personaggi letterari dell'attrice australiana che sembra avere una predilezione per l'Ottocento.

Madame Bovary: Mia Wasikovska dal Paese delle Meraviglie a Flaubert passando per Jane Eyre

Madame Bovary è il nono adattamento dell'omonimo e più celebre romanzo di Gustave Flaubert, che lo pubblicò a puntate sul giornale La Revue de Paris nel 1856 e che fu processato per immoralità e oscenità prima di venire assolto nel 1857, acquistando ancora più fama e fortuna. A dirigere il film è stata la regista di origine francese Sophie Barthes, che aveva letto il libro quando era appena tredicenne e che sulle prime, essendo diventata mamma da poco, non aveva intenzione di portarlo sul grande schermo. Ma la sceneggiatura era buona e si prendeva le giuste licenze poetiche, e quindi la filmmaker si è messa al lavoro non prima di aver riletto il romanzo e di aver cominciato a vedere la protagonista non più come una donna libera, iconoclasta e ribelle, ma come una persona autodistruttiva. Insieme al direttore della fotografia Andrij Parekh, che poi era suo marito, ha cercato riferimenti visivi nella pittura, prendendo ispirazione soprattutto dai quadri del danese Vilhelm Hammershøi, e ha scelto di utilizzare prevalentemente la luce naturale.
Madame Bovary, che è uscito nel 2014, vede protagonista Mia Wasikowska, che all'epoca aveva già recitato in due film ambientati nel diciannovesimo secolo: Jane Eyre e Albert Nobbs. Gli altri interpreti di Madame Bovary sono Paul Giamatti, Rhys Ifans, un giovane Ezra Miller, Logan Marshall-Green ed Henry Lloyd-Hughes.

Madame Bovary: la trama e il trailer

Emma Rouault è la figlia di un contadino di un piccolo villaggio della Normandia. Nonostante sia cresciuta in condizioni umili, la ragazza sogna di vivere una vita lussuosa e appagante, fatta di incontri galanti e prestigiosi eventi mondani. L'arrivo del nuovo medico Charles Bovary rappresenta la svolta nella vita di Emma. I due si sposano e la giovane viene iniziata ai salotti borghesi, mentre pian piano l'austero marito comincia a venirle a noia. Così Emma cerca un diversivo nella relazione extraconiugale con l'avvenente Léon Dupuis, che la porterà progressivamente alla rovina materiale e morale.

Le eroine letterarie di Mia Wasikowska

Sophie Barthes ha scelto Mia Wasikowska per il ruolo di Emma Bovary perché vedeva nell'attrice una maturità artistica che le avrebbe concesso di vincere qualunque sfida interpretativa e un'ambiguità di fondo che andava d'accordo con l'indole della protagonista del film. Mia, dal canto suo, era felice di impersonare un'antieroina che "rappresenta le emozioni che più detestiamo in noi, a cominciare dalla rabbia e dalla gelosia". Oltre a essere una delle donne uscite dal diciannovesimo interpretate dalla Wasikowska, Madame Bovary è una creatura letteraria. Non è l'unica a cui l'attrice ha dato un volto. 

Jane Eyre

Quando Cary Joji Fukunaga, che è anche il regista dell'ultimo Bond Movie No Time to Die, ha deciso di avvicinarsi al celebre romanzo di Charlotte Brontë "Jane Eyre", voleva fare qualcosa di diverso dai registi degli altri adattamenti. Desiderava cercare di capire cosa avesse provato l'autrice mentre scriveva il libro e soprattutto evidenziare il lato dark del romanzo, un elemento quasi spaventoso da mescolare con la cupa tristezza che alberga nell'animo del protagonista maschile Rochester. Per tutte queste ragioni Mia Wasikowska gli sembrava la scelta giusta. I suoi occhi erano perfetti per esprimere il tormento che attraversava l'anima di Jane Eyre, il dramma di un passato infelice e il sentimento nascente per un uomo difficile da amare. Fukunaga, inoltre, voleva che a interpretare la giovane istitutrice fosse un'attrice non troppo lontana d'età da Jane Eyre.
All'indomani dell'uscita del film, i critici hanno applaudito la Wasikowska e hanno sostenuto all'unanimità che la sua Jane Eyre era la migliore di sempre. Prova ne è l’intensa scena della dichiarazione d'amore in cui la fanciulla dice a Rochester, mentre il suo cuore è in subbuglio: "Sono un essere libero con una volontà indipendente che ora esercito lasciandovi".

Alice di Alice in Wonderland

"Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie", scritto da Lewis Carroll e pubblicato nel 1865, ha avuto molti più adattamenti televisivi e cinematografici di Jane Eyre. Il fantasioso Tim Burton si è avvicinato al libro nel 2010, accostando ai suoi attori feticcio del momento, Johnny Depp ed Helena Bonham-Carter, Mia Wasikowska. L'attrice conosceva il libro perché lo aveva letto da bambina. Da piccola aveva anche visto più volte Alice di Jan Švankmajer, una versione surrealista e grottesca della favola in cui per esempio il Bianconiglio era impagliato e con il ventre squarciato da cui usciva segatura. Il ricordo di quel film e l'orrore provato non ha abbandonato Mia sul set della versione di Burton, dove però Alice è diventata coraggiosa e intraprendente, un modello femminile a cui guardare. Per ottenere la parte la Wasikowska ha fatto 5 provini e, quando è arrivata sul set, era un po’ preoccupata all'idea di calarsi in un personaggio tanto iconico. Ma il regista di in Alice in Wonderland non aveva dubbi: era lei l'Alice giusta. Non a caso, a chi gli aveva domandato perché avesse preso la Wasikowska, Burton aveva risposto: "Volevo qualcuno che esprimesse una certa gravità. Non un'attrice che rendesse Alice una ragazzina curiosa. Avevo bisogno di qualcuno che suggerisse la ricca vita interiore del personaggio".
Mia Wasikowska ha ripreso il ruolo di Alice nel 2016 in Alice attraverso lo specchio, diretto da James Bobin e non da Burton, che è stato invece fra i produttori. Mia Wasikowska ha attraversato altri romanzi nella sua carriera, fra cui "Il sosia" di Fëdor Dostoevskij, diventato il film The Double. L'attrice era l'oggetto dell'amore del protagonista. 



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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