Luca Guadagnino e la Maison Valentino: a Cannes presentato The Staggering Girl

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Luca Guadagnino e la Maison Valentino: a Cannes presentato The Staggering Girl

Per la prima volta nella sua carriera, Luca Guadagnino è a Cannes. Sezione Quinzaine des Réalisateurs ("ne sono felice, essendo un vecchio nouvellevaguiano", dice), dove ha presentato un film dal formato insolito, The Staggering Girl, 37 minuti, a cavallo tra corto e mediometraggio, che nasce dalla collaborazione creativa tra il più attento allo stile tra i nostri registi, e la Maison Valentino guidata artisticamente da Pierpaolo Piccioli.
Nato, precisa Guadagnino, "dalla mia ammirazione per il lavoro di Pierpaolo, dall'ispirazione che la sua opera mi ha sempre comunicato."

Oltre a quattro collezioni d'alta moda disegnate da Piccioli, The Staggering Girl vede protagonista Julianne Moore nei panni di una scrittrice che, da New York, torna a Roma dalla madre, una famosa pittrice divenuta cieca (Marthe Keller), che è assistita da un fedele maggiordomo (Kyle MacLachlan). Ma nel cast ci sono anche Alba Rohrwacher, Mia Goth e Kiki Layne ("volevo unire sul set vecchi e nuovi amici," dice Guadagnino), e nella trama misteriose ossessioni, ricordi d'infanzia, personaggi con lo stesso volto, nel contesto di un'atmosfera elegantissima che richiama sia l'Hitchcock di Vertigo che certe ossessioni alla David Lynch, che è un regista al quale Guadagnino pensa "sempre, anche se qui il pensiero non è sstato diretto."

"Quando io e lo sceneggiatore Michael Mitnick siamo stati il luglio scorso alla presentazione della collezione Valentino firmata da Pierpaolo mi sono accorto che una sfilata non è fatta solo di bellissimi abiti, ma di un grande lavoro narrativo," racconta Guadagnino. "C'è un percorso che attraversa la collezione e che si può raccontare anche con un altro media come il cinema."
"Il cinema per me è sempre stato una grande passione, qualcosa che fa parte del mio lavoro," gli fa eco Piccioli. "A me la moda non interessa tanto in quanto abito e basta, mi interessa come racconto, come un film interiore; e ogni sfilata è fatta di tanti elementi che si combinano assieme per creare un racconto, esattamente come un film. The Staggering Girl," continua il direttore creativo di Valentino, "riflette l'idea che era stata alla base di una mia collezione, quella di mettere assieme senza un vero nesso, come un flusso di coscienza, il  tempo interiore e il tempo cronologico, e le quattro collezioni che vi appaiono rappresentano diversi caratteri di donna, anche se fanno parte della stessa estetica: per far capire che oggi Valentino non è più quello che era prima, e che ogni donna con noi è libera di essere quello che vuole."
Per Piccioli Guadagnino era "il regista perfetto per un lavoro che parte da un desidero personale e da istinti autentici, e non dal marketing, perché rappresenta la forza delle immagini, l'idea di un'estetica che diventa più potente di qualsiasi racconto e che si fa racconto stesso. L'immagine che è più forte della parola e si fa emozione più forte di quella dello stesso racconto."
"Non so non il mio lavoro parta da un concetto estetico," commenta però Guadagnino quando è interrogato sull'argomento. "La cosa che mi interessa davvero sono i personaggi. È una cosa che ho capito solo di recente: se non li interpreto, se non li comprendo fino in fondo, non li so mettere in scena."

Ancora non è chiaro come verrà diffuso The Staggering Girl, che - racconta il suo autore - sta avendo un grande riscontro qui al mercato di Cannes. Guadagnino non esclude nemmeno un passaggio su qualche piattaforma di streaming, "contro le quali non ho nulla," dice il regista, che in luglio inizierà a girare in Italia una serie 8 episodi, il cui titolo provvisorio è We Are Who We Are, prodotta da HBO.
Di The Staggering Girl dice che è stato "il trionfo di tutti i miei desideri, perché mi ha permesso di lavorare con tutti gli attori con cui desideravo lavorare e con un musicista, Ryūichi Sakamoto, con cui volevo collaborare da tempo." D'altronde Guadagnino è interessato "dalle persone che esprimono attraverso la loro creatività qualcosa che è profondo, e che mi colpisce. E ho il privilegio di vivere circondato da artisti e creativi da quando ho vent'anni."
E se qualcuno fa notare che The Staggering Girl è piuttosto misterioso, Guadagnino risponde: "Non mi pongo mai il problema di essere o non essere criptico. Noi abbiamo solo fatto il film che volevamo fare."



Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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