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Lo strano incontro tra Nicolas Cage e Seth Rogen per il villain di The Green Hornet

Seth Rogen ha parlato nel programma di Howard Stern di una parte divertente della sua autobiografia, ovvero le idee di Nicolas Cage per il villain di The Green Hornet che avrebbe dovuto interpretare, e cosa successe l'anno dopo.

Lo strano incontro tra Nicolas Cage e Seth Rogen per il villain di The Green Hornet

Tra tutti i personaggi che abbiamo avuto la fortuna di incontrare nel corso della nostra professione, sicuramente uno dei più simpatici è Seth Rogen, che all'epoca di The Green Hornet venne a presentarlo in Italia (era anche produttore esecutivo, oltre che interprete) con Cameron Diaz, il regista Michel Gondry e il villain del film, lo spocchioso Christoph Waltz. Il film, come saprete se lo avete visto, era uno stravagante pasticcio, e sarebbe risultato forse ancora più tale se al posto di Waltz ci fosse stato Nicolas Cage.

Rogen, la cui impresa di produttore e distributore di marjuana e articoli da fumo va a gonfie vele, ha da poco pubblicato un'autobiografia intitolata "Yearbook", in cui racconta numerosi aneddoti sulla sua carriera. Intervenendo al programma di Howard Stern ha approfondito quello che racconta nel libro, ovvero i suoi incontri con Cage in merito a una sua eventuale partecipazione a The Green Hornet nel ruolo del villain, e l'accusa successiva dell'attore di avergli rubato le idee per un altro film.

Le strane proposte di Nicolas Cage per il personaggio

All'epoca, Seth Rogen sostiene, lo Studio era entusiasta di avere Cage nel film di cui lui, del resto, era sempre stato un suo grande ammiratore, pur rendendosi conto che con un attore del genere non sai mai cosa puoi ottenere: "Ci sono molti Nicolas Cage. C'è quello de Il prescelto, il Nicolas Cage di Face/Off, quello di Via da Las Vegas... ci sono parecchi Nicolas Cage". Quando iniziarono a parlarsi al telefono, le cose si fecero subito strane:

"All'inizio disse "Voglio tatuarmi dei capelli in testa. Sarò calvo con i capelli tatuati in testa. E voglio delle labbra carnose come Edward G. Robinson" e noi... okay... cercavamo di capire dove andasse a parare. Poi qualche giorno dopo arrivò una telefonato, in cui disse: "Non voglio fare quella cosa dei capelli tatuati per il film perché forse voglio farlo nella vita reale". Io mi sono messo a ridere istericamente e poi mi sono fermato perché mi sono reso conto che non stava scherzando".

Ma alla fine, l'attore aveva cambiato completamente idea: "Ce lo presentò come un tizio giamaicano bianco, e questo ci mise in allarme. Non che sia una cosa brutta in sé un giamaicano bianco, ma con l'accento e tutto il resto sarebbe stato un bel problema". Il tutto ebbe conferma quando, durante una cena con i produttori, Cage recitò un monologo con accento giamaicano. Un monologo, però, "che non era nella sceneggiatura e non aveva niente a che fare col film". Alla fine, come sappiamo, il ruolo del villain (anche lui sopra le righe) andò a Waltz. Ma non finisce qua.

L'anno successivo James Franco interpretò Spring Breakers. Cage chiamò allora Rogen, convinto che la performance del suo attore, amico e collega fosse ispirata al personaggio da lui proposto per The Green Hornet: "Rispondo e subito mi fa: "Hai parlato con Franco dell'incontro che abbiamo avuto? Del giamaicano?" e io "No, assolutamente no! Credo si sia ispirato ad un rapper della Florida". Ma lui non ci credeva, era chiaro. Era sospettoso, a dir poco". Nonostante questo, Rogen ha aggiunto, "lavorerei subito senza neanche pensarci con Nicolas Cage. Sinceramente non sarei sorpreso se lui non volesse lavorare con me dopo l'uscita del libro, ma non mi sorprenderei neanche se volesse farlo".

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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