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Lo chiamavano Jeeg Robot: tutto quello che c'è da sapere sullo Zingaro di Luca Marinelli

Il provino, l'ispirazione del personaggio, la scena di Un'emozione da poco e altre curiosità sul favoloso villain interpretato dall'attore nel film di Gabriele Mainetti.

Lo chiamavano Jeeg Robot: tutto quello che c'è da sapere sullo Zingaro di Luca Marinelli

Uscito nel 2015, vincitore di una montagna di David di Donatello e primo lungometraggio di Gabriele Mainetti, che lo ha presentato alla Festa del Cinema di Roma, Lo chiamavano Jeeg Robot è certamente uno dei cult-movie italiani degli ultimi dieci anni: per il suo mix di generi (noir, fumetto, fantasy, commedia, dramma), per la sceneggiatura di ferro scritta da quel geniaccio di Nicola Guaglianone insieme a Menotti, per la Roma periferica raccontata (siamo a Tor Bella Monaca) e per la straordinaria interpretazione degli attori protagonisti: Claudio Santamaria nei panni di un signor nessuno che diventa un supereroe grazie a una sostanza radioattiva che galleggia nelle acque del Tevere, Ilenia Pastorelli nel ruolo di una ragazza con evidenti problemi psichiatrici che adora il cartone animato Jeeg robot d'acciaio e Luca Marinelli, che interpreta il favoloso villain lo Zingaro.
Marinelli era già un attore conosciuto all'epoca di Lo chiamavano Jeeg Robot. Sempre nel 2015 aveva diviso con Alessandro Borghi il set di Non essere cattivo di Claudio Caligari e nel 2012 era stato protagonista di Tutti i santi giorni di Paolo Virzì. E che dire del suo esordio ne La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo? Ma quei tre film, insieme ad altri, rientrano più di Jeeg Robot nella categoria cinema d'autore e sono forse meno noti al grande pubblico. La prima prova di Mainetti, pur denotando una grande conoscenza della storia della settima arte ed essendo registicamente ineccepibile, è invece un prodotto più popolare e d’intrattenimento, in primis perché, come già detto, è un omaggio ai generi e alla cultura pop. Anche per questo lo Zingaro ha portato fortuna al futuro Martin Eden e quindi adesso vi parliamo un po’ di lui.

Il provino di Luca Marinelli per il ruolo dello Zingaro

Quando Luca Marinelli ha letto la sceneggiatura di Lo chiamavano Jeeg Robot, non credeva ai suoi occhi. Non pensava che in Italia si potessero scrivere film così. Anche lo Zingaro lo appassionava non poco. "Leggevo di lui e ridevo" - ha spiegato. "Come si fa a costruire un personaggio così eccezionale? E quei costumi? Che meraviglia! Lo Zingaro era tutto in quei vestiti pazzi". L'attore, però, non si sentiva assolutamente adatto a fare il cattivo. Più che altro lo affascinavano i personaggi che attraversano zone d'ombra, come ha dichiarato anni fa durante un'edizione del Bari International film Festival. "Mi viene in mente una cosa stupida a questo proposito” - ha raccontato. "Un giorno la mia maestra delle elementari mi fece leggere una poesia tristissima che avrei dovuto poi recitare per la televisione. Era una poesia terribile sugli alberi che morivano. La maestra disse: Mamma mia, ma senti come la legge triste!. Alla fine non l'ho letta perché avevo paura e sono andato via, però ho capito che dentro di me c'è davvero una parte triste". Tornando alla nemesi di Enzo Ceccotti, Marinelli era un po’ spaventato, ma Mainetti non aveva dubbi. Attore e regista, tuttavia, non sempre si sono trovati d'accordo sul personaggio. "Lo Zingaro l'ho preso in maniera romantica" - ha detto Luca. "Mi divertiva, lo facevo in maniera teatrale, Gabriele Mainetti non sempre era con me, mentre giravamo tentava di portarmi un po’ di più a Tor Bella Monaca". Come ogni buon regista, Mainetti ha sottoposto Marinelli a un provino prima di sceglierlo. Dell'audizione esiste un video: guardate che bravura!

L'ispirazione del personaggio dello Zingaro

Per il ruolo dello Zingaro, Marinelli ha pensato a Buffalo Bill, il serial killer interpretato da Ted Levine ne Il silenzio degli innocenti. Quando l'attore vide i film di Jonathan Demme, non era che un bambino, ma sperimentò il divertimento puro. Quel losco individuo, come tanti dopo di lui, era intrigante e terribile perché aveva dietro un grosso dramma. Così Luca ha pensato al lato tragico dello Zingaro e si è reso conto che la sua crudeltà nasce dalla frustrazione e anche dal suo desiderio di essere amato: "Lo Zingaro avverte una necessità totale di uscire dallo schermo, desidera essere abbracciato. In fondo, è solo uno che vuole svorta', uno ossessionato dai social network". Prima di recarsi sul set, da attore diligente quale è, Luca Marinelli si è preparato con cura, improvvisando con i suoi compagni di lavoro, allenandosi per le scene pericolose e facendo numerose prove costumi.

Lo Zingaro canta Anna Oxa in discoteca

La scena più bella con protagonista lo Zingaro è quella in cui il personaggio, in un night club un po’ squallido che fa tanto anni '80, si esibisce in una versione del celeberrimo brano di Anna Oxa "Un'emozione da poco/Questa è vita", un singolo pubblicato dall'etichetta discografica RCA Italiana nel 1978 e scritto da Ivano Fossati per il testo e da Guido Guglielminetti per la musica. Arrivato secondo al Festival di Sanremo 1978, il brano ha segnato il debutto musicale della Oxa, che al tempo non aveva ancora compiuto 16 anni. Quando Luca Marinelli ha saputo che avrebbe dovuto cantare, era un po’ preoccupato. "Ho fatto sanguinare molte orecchie" - ha commentato. La sua interpretazione però è piaciuta, tant'è che un giorno un fan lo ha fermato per la strada e gli ha detto: "Però, sei bravo, ma tu canti anche per lavoro?". Luca ha risposto: "In realtà canto solo sotto la doccia, se vuoi venire…". Per Fabio Cannizzaro detto Lo Zingaro, quel momento sulla pista da ballo è importante. Il personaggio, se ricordate bene, è ossessionato dalla musica leggera italiana degli anni '70 e soprattutto '80. Non a caso lo vediamo cantare e suonare, ma senza accompagnamento musicale, anche "Non sono una signora" di Loredana Bertè. Di "Un'emozione da poco" esiste anche una versione completa contenuta in un vinile in edizione limitata, e Santamaria e Marinelli hanno cantato il brano, accompagnati da Mainetti alla chitarra, durante la festa di Lo chiamavano Jeeg Robot. Noi preferiamo la scena del film, anche per il look glittering del malandrino.

Il pugno troppo forte a Claudio Santamaria e Lo Zingaro chiede cose

Durante le riprese dell'ultima parte de Lo chiamavano Jeeg Robot, che sono state effettuate allo Stadio Olimpico, si è verificato un piccolo incidente. Luca Marinelli era talmente in parte che ha dato un pugno troppo violento a Claudio Santamaria. Quest'ultimo, una volta tornato a casa, ha postato un video del ciak sulla sua pagina Instagram.

Un ritratto esaustivo dello Zingaro, personaggio folle, istrionico che ha portato al suo interprete un David di Donatello, un Nastro d'Argento, un Globo d'Oro un Ciak d'Oro, non può prescindere dall'accenno alla pagina Facebook "Lo Zingaro chiede cose" su cui vengono pubblicati dei meme che iniziano sempre con la battuta del film "Io solo una cosa vojo sape'" e proseguono con una frase che si fa beffe di tormentoni del web, fake news, e problematiche spesso legate alla città di Roma.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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