Les Olympiades, la Parigi multietnica di Jacques Audiard in concorso al Festival di Cannes 2021

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Torna Jacques Audiard con un film in bianco e nero che segue le vicende sentimentali di tre personaggi sullo sfondo del quartiere cinese e multietnico, il 13° Arrondissement di Parigi. In concorso al Festival di Cannes 2021.

Prosegue il viaggio a Parigi, nelle sue pieghe sociali che coinvolgono la gioventù, di Jacques Audiard. Dopo la banlieu più degradata, quella mediaticamente intesa come marginaledi, e la parentesi western e americana de I fratelli Sisters, si trasferisce all’interno della città, nel 13° arrondissement, all’interno della comunità cinese e fra le alte torri care a Michel Houellebecq. Profondamente diverso, anche formalmente, dai suoi film precedenti, Les Olympiades, il nome del quartiere in cui è ambientato, a pochi chilometri dai quartieri bene della rive gauche, ma in un altro mondo multietnico, è stato scritto dal regista insieme a Céline Sciamma e la Léa Mysius di Ava.

Un contributo che si nota nella freschezza e la credibilità con cui viene rappresentata una gioventù in formazione, sospesa fra un’ulteriore formazione universitaria e un ingresso deciso nel mondo del lavoro. Ma il viaggio è soprattutto un’iniziazione sentimental sessuale, con al centro tre alieni per il resto della città, che a Les Olympiades sono tre giovani presi e raccontati come tali, senza etichette sociali o razziali. Sono semplicemente Emilie, cinese di seconda generazione, Camille, uomo e black, nonostante il nome, e la forestiera Nora, che ha lasciato Bordeaux e una poco ortodossa relazione sentimentale tossica per tentare la strada della grande metropoli. Attraverso gli occhi di quest’ultima scopriamo un quartiere con l’alta palazzina in cui si trasferisce che permette di vedere la Senna in lontananza, mentre in dieci minuti a piedi si arriva nella sede meno nobile della Sorbona. 

Emilie accoglie in casa come coinquilino Camille, con scetticismo iniziale, resasi conto che è un maschio. Presto sarà però la passione fra i due, in una settimana di sesso e risate, ma Camille vuole dedicarsi alla preparazione del Dottorato, e non vuole legarsi sentimentalmente. Almeno finché incontra, quando se ne va di casa e da Emilie, proprio Nora, che a sua volta incrocia in maniera molto particolare il suo cammino con quello di una popolare camgirl, Amber. Tre ragazze e un ragazzo, amici e amanti, in cerca costante di qualcosa, per la realizzazione della propria personalità, in ambito sia professionale che sentimentale. Fra confidenze, sesso senza sovrastrutture e una disinvoltura che talvolta nasconde gelosia e la voglia di qualche cosa di più. Il tutto raccontato con uno spirito leggero e vivace, con un’ironia e una vicinanza ai personaggi che non scade mai nel giudizio morale peloso o sociologico della generazione più anziana che si guarda indietro e pontifica.

Si parla spesso di spazi, oltre a vederli esplodere nel verticale dello skyline non certo nobile del quartiere o in uno dei rari tratti esterni, su ponti, della metropolitana. Il bisogno di mantenerli, o quello che una partner non occupa perché in cerca evidentemente di altro. Les Olympiades, tratto liberamente dalla graphic novel dell’americano Adrian Tomine, magistrale illustratore del New Yorker, racconta storie moderne con colori antichi, in bianco e nero. Incontri fra corpi, o conoscenze virtuali che fanno svenire quando portano a conoscersi dal vivo, in un quartiere di cui coglie l’anima, che si scopre al di là delle apparenze fatta di umanità in cerca sempre delle stesse cose.


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