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Leonardo Di Caprio: da idolo delle teenager ad attore impegnato

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In attesa di vederlo nel ruolo del protagonista de Il Grande Gatsby, ripercorriamo la vita e la carriera del nuovo attore feticcio di Martin Scorsese

Leonardo Di Caprio: da idolo delle teenager ad attore impegnato

Quando si pensa alla carriera di Leonardo Di Caprio, non ci si può non domandare come mai questo strabiliante attore che si prepara in maniera maniacale per ogni ruolo non abbia ancora vinto un Oscar.
Cosa c'è in lui che non convince fino in fondo l'Academy? Non lo sappiamo.
Quello che sappiamo, però, è che il Jack Dawson di Titanic ne ha fatta molta di strada dai tempi in cui guardava l'Oceano dalla prua del più sfortunato piroscafo di tutti i tempi, raggiungendo una maturità artistica tale da spingere Baz Luhrmann ad affidargli uno dei personaggi più belli della letteratura della Jazz Age, il Jay Gatsby del meraviglioso romanzo di Francis Scott Fitzgerald "Il grande Gatsby".

Quando Leonardo Di Caprio è diventato la superstar degli anni 90, scatenando i deliri di orde di teenager, alcuni lo hanno giudicato semplicemente un ragazzo fortunato, un onesto mestierante che si era trovato nel posto giusto al momento giusto.
Invece, già prima di trasformarsi in divo mainstream, l'attore si era fatto notare per una performance insolita e impegnativa che gli aveva fruttato la sua prima candidatura agli Oscar.
Il film era Buon compleanno Mr. Grape di Lasse Hallström, in cui Di Caprio, a soli diciannove anni, rendeva tutt'altro che caricaturale il fratello handicappato di Johnny Depp.
La scelta di un ruolo come questo non deve stupirci, perchè fin da ragazzo Leo si è concentrato su sfide decisamente ardue.

Cresciuto fra i massimi rappresentati della cultura underground americana, da Charles Bukowski a Robert Crumb, Leonardo Di Caprio è stato stimolato da entrambi i genitori a prendere la strada della recitazione ed è approdato al cinema nel 1991, debuttando nel b-movie vagamente horror Critters 3, capitolo conclusivo di un franchise reso celebre dalla frase di lancio "You are what they eat".

Aldilà di questo prodotto commerciale, quasi tutti i film che seguono e che vengono prima del kolossal di James Cameron si distinguono o per una cifra autoriale, o per la fiera appartenenze al filone indie, o ancora per i ruoli borderline.
In Voglia di ricominciare Leo si destreggia fra Robert de Niro ed Ellen Barkin interpretando un ragazzo difficile, e se in Ritorno dal nulla è una stella del basket che precipita in un gorgo di eroina, ruberie e prostituzione, nel film biografico Poeti dall'inferno trasforma addirittura il poeta simbolista Arthur Rimbaud in un tormentato Jim Morrison del diciannovesimo secolo che concede al pubblico un breve nudo frontale integrale.

Di Caprio si mostra, insomma, e dà prova di saper padroneggiare le più forti emozioni. I critici lo notano e anche i suoi colleghi più esperti, prima fra tutti Sharon Stone, che lo impone felicemente a Sam Raimi nel western Pronti a morire.
L'era pre-Titanic si conclude al meglio con una riduzione cinematografica sui generis della tragedia shakespeariana "Romeo e Giulietta".
Dietro la macchina da presa c'è Baz Luhrmann, che realizza una fantasmagoria stilosa dalla innovativa colonna sonora.

Che Titanic sia stato la fortuna di Di Caprio, non c'è dubbio, perché questo film dagli undici Oscar ha trasformato l'attore in un semidio. C'è da dire però che, passata la generale isteria, Leo ha sofferto di un disturbo post traumatico da stress che lo ha portato da una parte a scegliere come film immediatamente successivo La maschera di ferro, dall'altra a perdersi fra gli obnubilanti piaceri dell'alcool insieme agli amici Tobey Maguire e Harmony Korine.
A questo proposito, un giornalista americano scriverà: "Se in quegli anni vi fosse capitato di versare un drink addosso a qualcuno in uno dei bar alla moda di Manhattan o Los Angeles, con buona probabilità avreste fatto la doccia a Leonardo Di Caprio".

Nel 2000, un Leonardo Di Caprio più muscoloso e maschio si lascia dirigere da Danny Boyle in The Beach, un film che ci interessa soprattutto perché ci permette di indagare un'altra importante anima di Leonardo Di Caprio: quella di convinto e fattivo ambientalista.
Le accuse che il governo tailandese muove alla produzione del film di aver danneggiato la vegetazione della spiaggia di Phi Phi Len, addolorano l'attore, che già dal '98 aveva creato la Leonardo Di Caprio Foundation, nata con l'intento di supportare tutte le organizzazioni che si battono per la salvaguardia del nostro pianeta.
Nel corso degli anni duemila, saranno molte le iniziative pro-Earth a cui Di Caprio legherà il suo nome e che culminano nel documentario da lui scrit



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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