Lee Unkrich, regista di Coco e Toy Story 3, lascia la Pixar con una bella lettera

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Lee Unkrich, regista di Coco e Toy Story 3, lascia la Pixar con una bella lettera

Lee Unkrich, di recente regista del pluripremiato Coco, lascia la Pixar dopo 25 anni di carriera nell'azienda che ha rivoluzionato la storia dell'animazione digitale e non. Appassionato di cinema dal vero, nato come montatore senza alcuna specializzazione grafica, Unkrich entrò a dar man forte per il primo seminale Toy Story (1995) proprio in quella veste. Venne immediatamente promosso a coregista per Toy Story 2 (1999), Monsters & Co. (2001) e Alla ricerca di Nemo (2003), oltre a supervisionare il montaggio di A Bug's Life (1998). Mentre sedeva nel "consiglio di saggi" Pixar, dando pareri su tutti i film in produzione, preparava quello che forse può essere considerato il capitolo conclusivo della prima fase pixariana: Toy Story 3 (2010), di cui fu per la prima volta unico regista. Negli anni successivi ha poi coltivato il progetto di Coco, meritatamente accolto con calore. Ecco la lettera con cui ha salutato i colleghi, diffusa da lui stesso via Twitter:

"E' difficile per me esprimere adeguatamente quanto sia stato epico questo viaggio durato 25 anni, e quanto abbia significato lavorare al fianco di gente fantastica e talenti fenomenali. Molti di voi per me sono quasi una famiglia ed è quasi impossibile immaginare di non essere più con voi alla Pixar. Ma vivere significa cambiare, ed ora per me è arrivato il momento di nuove sfide e nuove avventure. Non me ne vado per fare film in altri studi, invece non vedo l'ora di passare del tempo necessario con la mia famiglia e perseguire interessi a lungo lasciati in sospeso. E forse nel tragitto avrò nuove storie da raccontare.
Sono incredibilmente grato ai capi della Pixar e della Disney per aver creduto in me, per essere stati dei mentori e avermi sostenuto negli anni.
Sono anche grato a tutti voi che avete messo cuore e anima nei tanti film che abbiamo realizzato assieme. Siete il pinnacolo del talento e della passione, e immettete nel mondo un'arte importante, significativa. La mia esperienza con Coco mi ha dimostrato, senz'ombra di dubbio, quanto le storie che creiamo possano toccare profondamente sia gli individui sia intere culture.
Spesso dicevo alla gente che la cosa peggiore del mio lavori alla Pixar era che non riuscivo mai a vedere "il nuovo film Pixar" senza averci lavorato o conoscerlo già in tutti i suoi aspetti. Anche se passeranno anni prima che abbia quell'opportunità, non vedo l'ora.
Sarò primo nella fila per vedere quello che creerete insieme."

Pete Docter è quindi ora l'unico rimasto in pianta stabile della vecchissima guardia Pixar: John Lasseter è passato alla Skydance Animation dopo lo scandalo sessuale che l'ha travolto, il presidente Ed Catmull ha salutato lo scorso ottobre, Brad Bird e Andrew Stanton hanno ormai un piede nell'animazione e un altro nel cinema dal vero. Divenuto anche direttore creativo della Pixar, Docter ha salutato Lee così:

"Lee arrivò alla Pixar mentre lavoravamo su Toy Story, e da allora ha lasciato un segno profondo su tutti i film Pixar. Ha letteralmente insegnato a noi cineasti in erba l'inquadratura, la composizione, il montaggio. La sua sensibilità artistica e la sua professionalità di montatore e coregista divennero una delle ragioni principali dell'alta qualità dei nostri lavori. E quando Lee è passato alla regia, la sua abilità di portare a galla humor ed emozioni gli hanno consentito di creare alcuni dei nostri film più solidi. Ci mancherà tantissimo, ma gli siamo enormemente grati per la sua indefessa attenzione alla qualità e per la sua abilità nel toccare i cuori del pubblico in tutto il mondo".




Domenico Misciagna
  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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