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Le Fidèle: l’amour fou e le curiosità del noir con Matthias Schoenaerts e Adèle Exarchopoulos

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Tutto quello che c’è da sapere su Le Fidèle, il terzo film del regista belga Michael R. Roskam con Matthias Schoenaerts e Adèle Exarchopoulos.

Le Fidèle: l’amour fou e le curiosità del noir con Matthias Schoenaerts e Adèle Exarchopoulos

E’ un film visivamente ricco e interessante, per non dire stiloso, Le Fidèle, terzo lungometraggio del regista belga Michael R. Roskam. E dal Belgio arriva anche il protagonista maschile, quel Matthias Schoenaerts che abbiamo ammirato in A Bigger Splash, The Danish Girl e Via dalla pazza folla. L'attore ha lavorato con il regista anche nella sua opera prima Bullhead e in Chi è senza colpa, e qui duetta e si innamora perdutamente, proprio come in vecchio film di Marcel Carné con Jean Gabin o in un gangster-movie in bianco e nero, di Adèle Exarchopoulos, celeberrima attrice francese che ricordiamo ne La vita di Adèle.
E’ girato con grande maestria Le Fidèle, e c'è una scena di assalto a un furgoncino portavalori che da sola vale il film. Il regista abbraccia anche il melò, un melò in cui non sempre la redenzione è possibile e si lotta per amore. La storia raccontata è quella dell'incontro e della passione fra Gino, un uomo normale e un po’ introverso che ha una vita segreta, e la sofisticata Bénédict detta Bibi, ragazza benestante che adora dilettarsi in corse automobilistiche. Michael R. Roskam, infine, ha tenuto conto anche della lezione del polar francese

Le Fidèle: le curiosità sul film

  • La fonte di ispirazione di Le Fidèle, ha spiegato Michael R. Roskam, è la scena malavitosa belga di fine anni '90 e dei primi anni 2000. Il personaggio di Gino, invece, prende spunto da Steve, il fratello di Jacky, protagonista di Bullhead. Steve, a differenza di Jacky, rappresentava l'amore, la possibilità di formarsi una famiglia. Gino, se non abbraccia completamente l'amore, se ne ubriaca almeno per un po’, dimostrando di saper provare grandi emozioni.
  • Mentre girava il film, Matthias Schoenaerts ha perso la madre, a cui era molto affezionato e che lo seguiva da vicino nel suo percorso di attore. La tragedia non ha influenzato negativamente Le Fidèle né ha causato l'interruzione delle riprese. Profondamente scosso, l'attore non ha dovuto cercare lontano per esprimere le forti emozioni che prova Gino e l'energia messa nel personaggio, e l'intensità della sua performance sono state - a detta del regista - un ultimo dono, o un regalo di addio, della mamma di Mattihas.
  • Michael R. Roskam ha scelto Adèle Exarchopoulos per il ruolo di Bibi perché nell'ambiente malavitoso di Bruxelles (e non solo) si parlava francese, e quindi desiderava un'attrice francese. All'inizio gli sembrava che Adèle non andasse bene, perché aveva immaginato una Bibi decisamente più grande, ma La vita di Adèle lo aveva talmente commosso che ha deciso di cambiare la sceneggiatura e ringiovanire il personaggio.
  • Il regista ha scritto il copione di Le Fidèle insieme a Thomas Bidegain e Noé Debré. Il primo è un collaboratore abituale di Jacques Audiard e ha vinto il César sia per Il profeta che per Un sapore di ruggine e ossa (un altro film con Matthias Schoenaerts). E’ stato proprio Schoenaerts a presentare Michael R. Roskam a Bidegain, che è molto famoso per i suoi dialoghi, brillanti e inconfondibilmente francesi. Per renderli un po’ più belgi, è stato chiesto aiuto agli attori e perfino a un dialect coach.

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I temi di Le Fidèle, a cominciare da L'amour fou

Michael R. Roskam ha spiegato che i temi del film sono tre - la famiglia, l'amore assoluto e l'infanzia - e hanno tutti la stessa importanza. L'infanzia, secondo il regista, è un "periodo primordiale", il momento della vita in cui si decide chi saremo in futuro, "la chiave di tutte le cose". Non si diventa adulti in un giorno, ovviamente, ma le scelte che si fanno da bambini si ripercuotono sulla nostra esistenza per sempre, e se sono sbagliate, finiranno per tormentarci. Quanto all'amore assoluto, o l’amour fou, per dirla alla francese, ecco cosa ha dichiarato il regista in un'intervista a al sito belga Un grand moment de cinéma: "Non credo si possa parlare di amore assoluto senza pensare alla morte, senza confrontarsi con la morte. L'amore assoluto include la morte, senza la quale non sarebbe assoluto. Le Fidèle mostra le conseguenze dell'amore assoluto. Cos'è l'amore? Significa dare o ricevere? L'amore non è prima di ogni altra cosa sottomissione? E’ come un animale che si lascia addomesticare. Amare significa incatenarsi volontariamente a qualcuno e perdere una certa idea di libertà, una libertà che ci rende folli".

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