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La Walt Disney dona 5 milioni di dollari per la giustizia sociale, il messaggio del presidente Bob Chapek

Dopo la morte di George Floyd e con città degli Usa in rivolta, la Walt Disney dà il suo contributo ad associazioni per la giustizia sociale, ma per qualcuno è troppo poco.

La Walt Disney dona 5 milioni di dollari per la giustizia sociale, il messaggio del presidente Bob Chapek

La Walt Disney Company ha annunciato di voler donare 5 milioni di dollari ad associazioni che si battono per cause di giustizia sociale, dopo la ribellione che scuote l'America in seguito all'omicidio di George Floyd. La decisione arriva dopo la donazione di J. J. Abrams e della sua Bad Robot e le azioni di altri studi, come il noleggio gratuito del Diritto di opporsi da parte della Warner Bros. Inevitabilmente questo tipo di azioni, quando riguardano una major con una tale potenza di fuoco, vengono sottoposte a commenti disparati e opposti.
In molti per esempio sostengono che la Disney, più che realmente convinta dalla necessità del passo, stia semplicemente "parandosi il deretano" (le parole usate non sono proprio queste, come intuirete), onde evitare campagne di boicottaggio da parte di quelli che con disprezzo vengono definiti "social justice warriors", cioè i sostenitori più militanti di cause sociali.
Per altri invece, all'opposto, la donazione è ridicola, se rapportata al denaro nelle casse dell'azienda: in proporzione, i 2 milioni della Bad Robot valgono molto di più.
Ragioniamo, ma prima leggiamo le parole ufficiali del presidente Disney Bob Chapek:

L'omicidio di George Floyd ha costretto la nostra nazione ancora una volta ad affrontare la lunga storia d'ingiustizie sofferte dai neri d'America, ed è fondamentale che facciamo quadrato, alziamo la voce e facciamo tutto quanto in nostro potere per assicurarci che atti di razzismo e violenza non siano mai tollerati. Questa donazione di 5 milioni di dollari continuerà a sostenere gli sforzi delle organizzazioni no profit come la National Association for the Advancement of Colored People, che hanno lavorato senza sosta per assicurare uguaglianza e giustizia.

La Disney è ipocrita? Bisognerebbe mettersi d'accordo su cosa sia la Disney... e non è semplice, dopo la sua crescita esponenziale e tentacolare negli ultimi anni. Di certo la necessità di proteggere un fatturato e un indotto da capogiro hanno sempre portato il management a scontrarsi con minacce di boicottaggi. Due esempi. Uno è la poi rientrata estromissione di James Gunn dalla regia di Guardiani della Galassia 3, per alcuni tweet di cattivo gusto risalenti ad anni prima e peraltro ricusati dal loro stesso autore. Un altro esempio è la polemica montata nel 2017, quando l'allora presidente Disney Bob Iger si mostrava in pubblico sostenitore di Donald Trump, in contraddizione con i contenuti di cultura opposta prodotti dall'azienda: la motivazione, come si desumeva dagli interventi di Iger, era essenzialmente economica, guardando agli sgravi fiscali promessi dal Presidente.

La Disney ha paura di perdere fette di guadagni? Sicuramente. Ripensando tuttavia al modo in cui i contenuti di "giustizia sociale" dominano la sua produzione, ci sembrerebbe piuttosto ingiusto dire che siano creati soltanto per moda, ammiccamento di tendenza o per tenersi buoni i biglietti della sinistra. I contenuti e i messaggi di lavori recenti come Frozen 2, Gli Incredibili 2 o Maleficent Signora del Male conciliano l'intrattenimento con uno sguardo piuttosto lucido sulle dinamiche della società, e nello specifico sullo scontrarsi degli schieramenti: se questi due esempi vi appaiono forzati, ripensate al modo sottile in cui razzismo e terrorismo furono trattati in Zootropolis, un film che varrebbe ben più di 5 milioni di dollari per far capire già dalla tenera età i rischi sociali di atteggiamenti rabbiosi. La Disney è una realtà eterogenea, e accanto a goffi livellamenti di quote, con personaggi neri o donne inseriti scientificamente in storie più pigre, c'è al suo interno anche un movimento culturale sincero. Purtroppo è la stessa grandezza smisurata dell'azienda oggi a rendere impervia una lettura semplice della situazione.
In ogni caso, meglio 5 milioni di dollari che niente.

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