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La via del Samurai conquista anche l'Occidente

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47 Ronin non è certo il primo film nel quale katane e bushido sono prerogative di samurai non giapponesi.


47 Ronin, il film fortemente voluto da Keanu Reeves e da lui interpretato in uscita nelle sale del nostro paese, non è di certo il primo nel quale nei panni di un samurai, ovvero di una delle figure più caratteristiche della storia e della cultura giapponese, c’è un occidentale.
I samurai, le loro spade, il loro codice, i loro costumi, hanno sempre esercitato un grande fascino sia a Hollywood che nel cinema europeo, ma su tutto l’Occidente in senso ampio.

Questo, anche grazie ad una lunga serie di film, che in patria si chiamano chanbara, il cui successo internazionale ebbe un grande impatto e una grande influenza: dai grandi e celebrati classici di Akira Kurosawa (con tutte le ricadute sul western, spaghetti e non, che ebbero) fino alle più recenti esperienze firmate da Yoji Yamada, Takeshi Kitano o Takashi Miike.

Troppo facile, e troppo lungo, sarebbe allora fare un elenco di famosi chanbara: meglio e più divertente andare a considerare un pugno di titoli nei quali i samurai e la loro cultura sono stati tradotti (in più di un senso) a uso e consumo del pubblico occidentale.

 

L'ultimo samurai

E partiamo ovviamente dal film di Edward Zwick del 2003 in cui Tom Cruise interpreta il capitano Nathan Algren, militare americano alcolizzato che nel 1876 è in Giappone al soldo dell'Imperatore Meji col compito di addestrare l'esercito allo scopo di eliminare i samurai ribelli presenti nel territorio. Algren finirà ovviamente per cambiare sponda e parteggiare per i samurai, per la cultura tradizionale, nella quale ritrova quel senso di onore e dignità del quale si era sentito completamente deprivato dopo gli orrori della Guerra Civile statunitense. Suo personale Virgilio nel mondo samurai, il solidissimo Ken Watanabe.

 

 

Ghost Dog

Non ha bisogno di cambiare idea o di aprire gli occhi, invece, il killer interpretato da Forest Whitaker nel bellissmo film di Jim Jarmusch del 1999. Perché Ghost Dog, che è per l'appunto anche il nome del protagonista, è un killer silenzioso e solitario che segue in tutto e per tutto le regole del Bushido, il codice di comportamento tradizionale dei samurai, e non si limita ad allenarsi con la katana sul tetto del palazzo in compagnia dei piccioni. E nel tempo libero legge l'Hagakure, che del Bushido è una sorta di compendio sotto forma d'aforismi.

 

 

Frank Costello faccia d'angelo

"E che c'entra ora il film di Jean Pierre Melville con Alain Delon del 1967?", vi chiederete ora voi. C'entra, c'entra eccome. Primo perché del Ghost Dog di Jarmusch il film francese è stato una primaria fonte d'ispirazione, secondo perché non è di certo un caso se il suo titolo originale è Le Samouraï. "Non esiste solitudine più profonda del samurai, se non quella della tigre nella giungla" è la frase che appare all'inizio di questo bellissimo polar, che richiama la cultura samurai e il loro codice d'onore in dettagli più sfumati del silenzio e del rigore del killer interpretato da un Delon super cool.

 

 

Ronin

Qui è il titolo del film del mai troppo celebrato John Frankenheimer a far subito capire come mai questo noir del 1998 sia stato scelto per questa lista. I ronin, per chi non lo sapesse, era il nome che assumevano i samurai che rimanevano senza un signore da servire, e che si trasformavano quasi sempre in vagabondi e in mercenari. E mercenari sono i protagonisti di questo film, pagati da un misterioso personaggio per entrare in possesso di una valigetta. Tanto poi per esser chiari, nel film il personaggio di Michael Lonsdale, grande appassionato di cultura giapponese, spiega a quello di De Niro cosa siano i Ronin, raccontando proprio la stessa storia che è anche alla base del 47 Ronin di Keanu Reeves.

 

 

Kill Bill

Deponiamo ora le pistole e i fucili del film di John Frankenheimer e torniamo ad impugnare un'affilatissima katana. Magari proprio una di quelle forgiate ad Hokinawa dal leggendario Hattori Hanzo; magari proprio quella che in Kill Bill Vol.1 la Sposa interpretata da Uma Thurman va a chiedere ad Hanzo stesso per poter dare il via alla sua sanguinosa vendetta, che vedrà come prima vittima O-Ren Ishii e che proseguirà con Vernita Green, Bud, Elle Driver e terminerà con Bill. La Sposa non sarà forse una Samurai ortodossa, ma come usa la katana lei, nessuno al mondo.

 

 

Six String Samurai

E dopo i due Kill Bill, chiudiamo la nostra rassegna di samurai in salsa occidentale con un film che in quanto a follia creativa e fantasia non ha poi molto da invidiare a quelli di Quentin Tarantino. A metà tra action, commedia, film post apocalittico, musical e horror, quello diretto da Lance Mungia nel 1998 è un delirio ambientato in un 1957 alternativo, nel quale la Russia ha attaccato gli USA e sul suolo statunitense resiste il regno di Re Elvis. Protagonista è un look-alike di Buddy Holly armato di chitarra e katana, che alla morte del re attraversa deserti e affonta improbabili nemici per arrivare a Last Vegas e tentare di diventare il nuovo re del rock'n'roll. Un piccolo cult per noi che amiamo la musica oltre che il cinema.

 

 

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