La Terra dell'Abbastanza vince il Premio Mario Verdone al Festival di Lecce

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La Terra dell'Abbastanza vince il Premio Mario Verdone al Festival di Lecce

Come di consueto, la giornata conclusiva del Festival del Cinema Europeo di Lecce è dedicata al Premio Mario Verdone, assegnato da Carlo, Silvia e Luca Verdone a un'opera prima o seconda di un regista di età non superiore ai quarant'anni. Fra i tre finalisti (Zen sul ghiaccio sottile, Un giorno all'improvvisoLa Terra dell'Abbastanza), ha trionfato La Terra dell'Abbastanza dei fratelli Damiano e Fabio d'Innocenzo
"Oggi sono qui con me mia sorella Silvia e mia figlia Giulia" - dice Carlo Verdone, che fa gli onori di casa. "Purtroppo mio fratello Luca non è potuto venire perché sta lavorando a Verona. Quest'anno siamo particolarmente contenti, perché festeggiamo la decima edizione del Premio Mario Verdone. Ci fa piacere che tutti quelli che abbiamo premiato continuino a lavorare e a realizzare opere che piacciono sia al pubblico che alla critica. In un certo senso portiamo avanti il lavoro di nostro padre Mario, un uomo che tentava di educare e aiutare i giovani, essendo professore universitario. E’ giusto, quindi, che questo riconoscimento sia dedicato a lui".
Poi Verdone spiega: "Tutti e tre i finalisti meritavano un premio, ma abbiamo dovuto fare una scelta e un'ultima riunione importante in cui ogni fratello Verdone ha detto la sua". 

L'attore e regista annuncia quindi il vincitore e legge la motivazione del premio: "Nel raccontare com’è maledettamente facile assuefarsi al male, i D'Innocenzo mettono a fuoco il ritratto di una gioventù divisa fra il richiamo dell'inferno al quale è destinata e l'improvvisa lucidità di capire che la consapevolezza è già una via d'uscita”.

A ritirare il Premio Mario Verdone è solo Damiano D'Innocenzo, un po’ triste per l'assenza del fratello: "Fabio stava male, non se l'è sentita di venire, che peccato. Comunque sono felice, anche se non sembra. Di premi ne abbiamo presi tantissimi con questo piccolo film e va bene, l'importante è che i premi non impigriscano chi fa il nostro mestiere e che non creino stupidissime divisioni fra colleghi registi. Noi che siamo giovani abbiamo il dovere di evitare ciò che hanno fatto quelli che ci hanno preceduto, grandi maestri del cinema moderno che però hanno finito per separarsi e creare delle fazioni che non giovano al nostro lavoro. Sarebbe bello se i premi spingessero a mettersi in discussione, a essere sempre più curiosi e a non perdersi in inutili discussioni".

I D'Innocenzo sono al lavoro su una molteplicità di progetti a cominciare da un film che cominceranno a girare a luglio a Roma: "Si intitola Favolacce ed è un film diversissimo dal primo, non di genere, un film corale. Stiamo facendo i provini, abbiamo incontrato più di 300 attori ed è bellissimo, è la fase della lavorazione che amiamo di più, la più gratificante. Raccontiamo la storia di 12 personaggi, di cui 6 bambini. C'è un solo attore italiano, famosissimo, gli altri sono stranieri, abbiamo pescato dal teatro perché ci interessano facce non troppo da film. Abbiamo scritto la sceneggiatura un anno dopo La Terra dell'Abbastanza, è un film che può invecchiare, o lo facciamo adesso o non lo facciamo più. Più che Roma raccontiamo il litorale romano, dove le seconde case sono diventate prime case".

Se Favolacce dovesse andare bene, Damiano e Fabio D'Innocenzo gireranno anche un terzo film, il western al femminile di cui qualcuno ha sentito parlare e che si intitola Ex vedove. Fra i due lungometraggi, i registi lavoreranno a una serie tv targata Cattelya e Sky che sarà dedicata alle figure di alcuni esorcisti. Il titolo è Dio sotto terra e il punto di partenza sono "le nefaste conseguenze della solitudine". Infine c'è un progetto su un kamikaze che i D'Innocenzo stanno girando a Los Angeles: "E’ un po’ che ci stiamo lavorando, ne facciamo un pezzo per volta, è una specie di testamento, un film diario, non so se vedrà mai la luce".

Al termine dell'incontro con i giornalisti, il microfono torna a Carlo Verdone, bombardato di domande sul suo nuovo film, che verrà girato in Puglia: "Il film è un po’ un road movie che parte da Roma e, durante un'estate, continua in Puglia. E’ la storia di quattro amici, 3 uomini e una donna. Gireremo a Bari e poi andremo a Sud. Ho fatto già 780 chilometri di scouting per trovare i luoghi in cui girare. Ora mi manca il Salento. Da lunedì sceglierò le location a sud di Lecce. Altro non posso dirvi, dovrete aspettare una conferenza stampa indetta da Aurelio De Laurentiis durante la quale svelerò cast e titolo".



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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