La Terra dell'Abbastanza: l'omaggio di 4 celebri street artist italiani al film dei fratelli D'Innocenzo

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La Terra dell'Abbastanza: l'omaggio di 4 celebri street artist italiani al film dei fratelli D'Innocenzo

In occasione dell'uscita nelle sale de La terra dell'abbastanza, al cinema da ieri 7 giugno, quattro noti street artist italiani hanno reso omaggio con la loro arte all'opera prima dei Fratelli D'Innocenzo.
La celebre street artist romana Alice Pasquini, il duo napoletano Cyop & Kaf e lo storico writer milanese Raptuz hanno colto e rivisitato uno dei temi centrali del film e allo stesso tempo vicino alla loro arte: la periferia.

Alice Pasquini ha messo al centro del suo omaggio i due protagonisti, Mirko (Matteo Olivetti) e Manolo (Andrea Carpenzano) e la loro amicizia: "Qual è il limite?" si chiede l'artista, anche lei romana come i registi Damiano e Fabio D'Innocenzo, "Questa la domanda che la storia forte di Mirko e Manolo mi ha sbattuto in faccia. Mostrando senza censure i sentimenti di un'amicizia nella realtà cruda di una periferia romana".

Cyop & Kaf, i cui graffiti pervadono l'intera città di Napoli, dal centro storico ai grigi quartieri dormitorio, riflettono sui desideri pericolosi e devastanti che un certo tipo di periferia può instillare nelle persone: "Cosa succede quando i desideri sono così pervasivamente imposti da diventare istigazione a delinquere? Caos e caso sono un anagramma; e le conseguenze, laddove un sistema di valori è stato sistematicamente fatto a pezzi, sono catastrofiche".

Infine Raptuz, writer milanese tra i più prolifici e longevi in Italia, ha reinterpretato 3 murales realizzati in passato sulla grande murata "Hall of Fame" di via Pontano a Milano: nel writing si dipinge e ridipinge, in una stratificazione che è stata metaforicamente accostata al film La terra dell'abbastanza. Più in superficie c'è il Minotauro, l'istinto di ferocia apparente che guida la "svolta" dei due protagonisti verso una sorta di ascesa sociale; San Michele sta invece a significare la periferia che protegge, ma solo se si hanno i soldi per potere acquistare una vita dignitosa; infine il graffito più profondo e per questo più vero: il piccione, a simboleggiare che la periferia ha un solo e unico Re e tutto il resto passa - come apprenderanno Mirko e Manolo.







La nostra recensione del film La Terra dell'Abbastanza

La nostra intervista ai fratelli Damiano e Fabio D'Innocenzo



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