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La siciliana ribelle - intervista al regista Marco Amenta

Durante l’ottava giornata del Festival Internazionale del film di Roma, abbiamo intervistato Marco Amenta, regista de La siciliana ribelle. Lo avevamo già incontrato qualche anno fa per il documentario su Bernardo Provenzano Il fantasma di Corleone, scoprendo in lui una ferrea volontà di denunciare le atrocità della Mafia. Un’intenzion...

La siciliana ribelle - intervista al regista Marco Amenta

La siciliana ribelle - intervista al regista Marco Amenta

Una delle sorprese più gradevoli di Alice nella città – la sezione del Festival di Roma dedicata ai ragazzi, è il film di Marco Amenta La siciliana ribelle, che narra la vera storia di Rita Atria, coraggiosa diciassettenne che trovò il coraggio di lottare contro la Mafia, fino a sacrificare, in nome della giustizia, la sua stessa vita. Allo stesso argomento, il regista aveva dedicato, nel ’98, il documentario Diario di una siciliana ribelle. “Sono siciliano” – ci ha spiegato, parlando del suo cinema di denuncia - “e anche se ho studiato per dieci anni a Parigi, ho conservato la Sicilia nel cuore. Mi sono accorto che la Mafia impediva uno sviluppo sano della Sicilia e così ho sentito il dovere di renderla oggetto dei miei film”. La siciliana ribelle, tuttavia, non è propriamente un film di Mafia. “Volevo rappresentare la Mafia in maniera non convenzionale” – ha spiegato Amenta. “Per questo ho scelto il romanzo di formazione. La mia è una storia in soggettiva, perché tutto è visto attraverso gli occhi di una ragazzina. Il suo mondo viene mostrato per quello che è, e i mafiosi non appaiono come dei supereroi, ma come uomini meschini e codardi. Parlando della sua Rita, il regista ama paragonarla ad Antigone, una delle figure più belle della tragedia greca. Rompendo il muro dell’omertà, la coraggiosa piccola Rita sfida lo Stato, perché in Sicilia la legge dello stato è la legge della Mafia. “Di Rita, mi interessava anche il suo percorso di ragazzina emancipata. Rita cerca la vita e la gioia. Va a Roma, si innamora di un ragazzo, va in discoteca e al mare”.

Film corale, soprattutto nella prima parte, La siciliana Ribelle si avvale sia di attori professionisti, come la protagonista Veronica D’Agostino, Marcello Mazzarella, Primo Reggiani, Mario Pupella, Paolo Briguglia e il francese Gérard Jugnot, che di non professionisti (veri avvocati, veri contadini). Metodo da una parte, spontaneità dall’altra. E’ una caratteristica che Marco Amenta fa risalire al neorealismo, a Roberto Rossellini, in particolare, che considera uno dei suoi maestri. “Ho lasciato che i miei attori, quasi tutti siciliani, parlassero ognuno nei proprio dialetto” – ha aggiunto il regista. “Nei film di mafia i dialetti sono finti e i personaggi parlano in un siciliano artefatto, quasi comico. A me interessava il realismo anche in questo senso”.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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