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La formula della felicità: il personaggio vero che ha ispirato la commedia con Sam Rockwell farmacista impazzito

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Il personaggio reale, la trama e le curiosità della commedia con Sam Rockwell, Olivia Wilde e Jane Fonda La formula della felicità.

La formula della felicità: il personaggio vero che ha ispirato la commedia con Sam Rockwell farmacista impazzito

Lo ammettiamo: abbiamo una passionaccia per Sam Rockwell, che abbiamo adorato, ad esempio, in Confessioni di una mente pericolosa, Tre manifesti a Ebbing, Missouri, ne Il genio della truffa e nei recenti JoJo Rabbit e Richard Jewell. Fra i suoi film meno noti c'è l'indipendente La formula della felicità, dove il nostro interpreta un uomo tutt'altro che soddisfatto che, in seguito all'incontro con una ricca, annoiata e fascinosa signora, comincia a crearsi una felicità artificiale. Uscito nel 2014, La formula della felicità è diretto da Geoffrey Moore e David Posamentier e ospita nel cast diverse altre celebrità: Michelle Monaghan, Olivia Wilde, Ray Liotta e la regina dell'aerobica Jane Fonda, che è anche la voce narrante del film, film che è ispirato a una "fantasticheria" che prende spunto da un personaggio vero.

La formula della felicità: la trama e il trailer

Doug Varney lavora nella farmacia del suocero, che è un uomo piuttosto antipatico e aggressivo, e ha una moglie, Kara, che lo trascura per dedicare quasi tutto il proprio tempo al fitness. Doug ha anche un figlio, che è un tipo un po’ strambo. Un giorno il nostro uomo consegna dei medicinali a una bella e agiata signora, Elizabeth, e i due diventano più che amici. Un po’ per divertimento e un po’ per insoddisfazione, Elizabeth e Doug cominciano a giocare con i farmaci creando delle droghe. Doug diventa molto più sicuro di sé e la moglie e il figlio iniziano a vederlo con occhi nuovi, mentre la DEA prende a insospettirsi per le sostanze stupefacenti create dal farmacista, a cui Elizabeth gli propone di uccidere il suo facoltoso marito per poi fuggire lontano.

Il personaggio reale alla base de La formula della felicità

L'idea de La formula della felicità è cominciata con un personaggio, il protagonista Doug Varney. I registi Geoffrey Moore e David Posamentier avevano un ufficio in una strada un po’ malfamata di Hollywood e poco distante c'era una farmacia Rite Aid, dove a volte si recavano per piccole commissioni. Un giorno ci andarono insieme ed ebbero entrambi l'impressione che il proprietario stesse passando una bruttissima giornata. Aveva un'aria stanca e un aspetto orribile e così, una volta usciti dalla farmacia, Moore e Posamentier cominciarono a giocare al gioco dell'E se?, interrogandosi su cosa potesse essere successo all'uomo. Si chiesero: "E se costui abitasse in una piccola città?".  Gli stessi Geoffrey e David erano cresciuti in piccole città e il padre del vicino di casa di uno dei due lavorava nell'unica farmacia del posto. Più fantasticava sul farmacista dall'aria malmessa, più i registi si dicevano cose del tipo: "Questo farmacista sa un sacco di cose dei suoi clienti e probabilmente è amico di alcuni di loro, e ciò gli dà grande potere e grandi responsabilità". Il passo successivo fu immaginare l'uomo come un essere passivo e sottomesso e così è nato il film, con il personaggio di Olivia Wilde e i twist narrativi che vediamo ne La formula della felicità.

Come Sam Rockwell è diventato un "cuoco" di droghe ed è passato da looser a winner

Nel descrivere il suo personaggio, Sam Rockwell ha detto che Doug Varney ha lo stesso sviluppo narrativo di Captain America: "Si serve di sostanze chimiche per diventare un supereroe, e comunque il suo percorso emotivo non è poi così dissimile. E’ un rammollito che pesa 40 chili che diventa fortissimo, è Jekyll che si trasforma in Hyde. Per me questo film è American Beauty che incontra Il professore matto. Da attore scrupoloso quale è, Rockwell è voluto diventare un provetto "preparatore di droghe", così ha guardato una marea di puntate del reality Intervention (che parla di tossicodipendenti), ha guardato Inseparabili (di David Cronenberg, con Jeremy Irons) e Half Nelson (con Ryan Gosling). In più Sam ha avuto una discreta familiarità con le droghe nella vita e, last but not least, ha ricevuto dai registi Moore e Posamentier un libro in cui si parlava di ogni droga possibile e immaginabile e di tutti i suoi effetti.
Per Sam Rockwell diventare un "cuoco" non è stata la cosa più difficile del film. La sfida più ardua imposta dal farmacista Doug era interpretarlo a inizio vicenda, quando non si comportava da cuor di leone. Per renderlo introverso e insicuro a sufficienza l'attore ha fatto riferimento al Donald Sutherland di Gente comune e, di nuovo, all'Eddie Murphy della saga del Professore matto.
Quando Geoffrey Moore e David Posamentier hanno scritto la sceneggiatura de La formula della felicità, avevano in mente un altro protagonista: Jeremy Renner. L'attore prima ha detto sì e poi, quando stava per diventare famoso e impegnatissimo, ha declinato l'offerta.

Lavorare con Jane Fonda

Nemmeno Jane Fonda era la prima scelta per la voce narrante de La formula della felicità. L'iconica attrice è andata a sostituire Judi Dench e nel film interpreta anche un piccolissimo ruolo. Appare, nei panni di se stessa, nella farmacia del protagonista. Quando la Fonda ha acconsentito a partecipare alla commedia con Sam Rockwell, i registi non credevano ai loro occhi. Moore ha spiegato che lavorare con la regina dell'aerobica è stato un sogno diventato realtà: "E' venuta a lavorare per mezza giornata" - ha detto in un'intervista a Collider - "ed era la persona più esuberante del set. E’ stata deliziosa ed era piena di entusiasmo. Avevamo ricostruito la farmacia in un vecchio e vuoto grande magazzino di Anapolis, e rammento che Jane camminava per la strada ed entrava in tutti i negozietti locali".
Posamentier ha invece raccontato che un giorno andò insieme a Moore a casa di Jane Fonda: "La stavamo aspettando nel suo salotto e io pensavo: guarda ha un suo ritratto fatto da Andy Warhol, porca p….a! Ha un Andy Warhol originale dell'82! Roba forte!. Abbiamo impiegato mesi prima di renderci conto di aver lavorato con una leggenda del cinema".



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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