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L'omicida che vivrà nel garage di Richard Linklater

E' una delle condizioni per il rilascio di Bernie Tiede, sulla cui vicenda il regista ha fatto un film con Jack Black.


Questa è una notizia piuttosto bizzarra, di quelle che ti fanno capire la distanza astronomica tra diversi sistemi legali, è una storia di delitto, castigo e – in parte – perdono.

Nel 2011 Richard Linklater diresse il film Bernie, con Jack Black, Shirley MacLaine e Matthew McConaughey. Mai uscito purtroppo nelle nostre sale, raccontava sotto forma di commedia nera una storia vera che aveva fatto scalpore negli Stati Uniti.

Nel 1996, Bernie Tiede, direttore di un'agenzia di pompe funebri e persona molto popolare a Carthage, nel Texas, ammise di aver sparato alla milionaria ottantunenne Marjorie Nugent, con cui aveva una relazione e che ne aveva fatto il suo erede, uccidendola, e di averne nascosto il corpo in un congelatore per 9 mesi continuando a spendere i soldi di lei (per altro anche in borse di studio, a favore dell'associazione boyscout e altre cause variamente meritevoli).

Condannato nel 1999 all'ergastolo, Tiede si trovava in prigione da allora, fino a quando il film di Linklater ha riportato l'attenzione sul suo caso. Nuovi avvocati hanno scoperto che l'uomo era stato ripetutamente molestato da adolescente e non l'aveva rivelato ai suoi precedenti legali nemmeno durante il processo. Il pubblico ministero incaricato dell'accusa (nel film interpretato da McConaughey), dopo una serie di esami psichiatrici rivelatori dei traumi subiti, ha detto che se l'avesse saputo all'epoca non avrebbe chiesto una pena tanto severa e che probabilmente Tiede avrebbe avuto 20 anni e sarebbe uscito prima per buona condotta. Al processo l'uomo dichiarò di aver ucciso l'anziana donna in un impeto di rabbia, per le continue violenze psicologiche a cui lo sottoponeva.

Quale che sia la verità, ieri Bernie Tiede è stato rilasciato con una serie di condizioni: pagare una cauzione di 10.000 dollari, seguire una terapia per le vittime di violenze, restare nella zona di Austin, lavorare come impiegato al tribunale e... vivere nel garage di Richard Linklater. Il regista si è detto d'accordo e ha aggiunto “Io e altre persone siamo decise ad aiutarlo in ogni modo possibile”. Comunque la si pensi in merito è ammirevole che si sia preso tanto a cuore quest'uomo, al punto da assumersene in parte la responsabilità.

L'unica non contenta dell'accordo e del rilascio anticipato di Tiede è la nipote della vittima, che ha dichiarato che in questo modo non le è stata resa giustizia.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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