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L' "odioso" Vincent - una carriera costruita su ruoli negativi

Grazie al suo ritratto di Jacques Mesrine nel double bill di Nemico pubblico n.1 (ruolo non propriamente positivo), Vincent Cassel ha ottenuto quello che finora è suo riconoscimento più importante, il premio César. Coronamento di una carriera costuita soprattutto su ruoli negativi e antipativi, per quanto ottimamente interpretati. .

L' "odioso" Vincent - una carriera costruita su ruoli negativi

L' "odioso" Vincent - una carriera costruita su ruoli negativi

A molti potrà risultare poco simpatico causa invidia per la moglie, tale Monicà Belluccì. Altri magari si troveranno in qualche modo impediti nel rapporto empatico per via dei particolari tratti fisici. Fatto sta che Vincent Cassel – che nella vita pare essere invece persona squisita e simpaticissima - sulla sua vera o presunta antipatia ci ha costruito (quasi) tutta una carriera. Fin dagli inizi.

Perché, per quanto bello e bene interpretato, il ruolo che l’ha reso famoso, quello di Vinz ne L’odio, non è che proprio brillasse per amabilità, trattandosi di un teppistello iperaggressivo, sbruffone e in fondo anche pavido e codardo. Nonostante il suo idolo fosse Travis Bickle.

Simpatico non era nemmeno Dobermann, il gangster violentissimo e perennemente sopra le righe dell’omonimo film di Jan Kounen, il primo dei vari a venire nel quale ha diviso il set con la sua Monicà. Con Elizabeth, dove veste i panni del Duca d’Angiò, Cassell introduce invece un altro tipo caratteriale alla galleria dei personaggi che gli saranno tipici: quello del francese arrogante e spocchioso, volgarotto, laido e dalla sessualità ambigua.


Anche in Birthday Girl, altro film di produzione britannica, all’attore francese viene affidato un ruolo da bastardo: in questo caso è Alexei, un russo violento che rapisce la protagonista Nadia, interpretata da Nicole Kidman. Alexei è probabilmente servito da prototipo per il laido LaRoche di Derailed – Attrazione letale: rapinatore, violentatore, ricattatore che prova a rovinare la vita al povero Clive Owen.

A Cassel le cose non vanno meglio nemmeno quando viene scritturato per film decisamente più leggeri come Ocean’s Twelve e Ocean’s Thirteen. Perché Soderbergh gli costruisce addosso il personaggio di François Toulour, il ladro francese narciso, arrogantello e profittatore che prova a mettersi sulla strada di Clooney e della sua banda per ben due volte. Che fa ridere eh, ma che proprio proprio simpatico non è.

Cronenberg, dal canto suo, lo vede perfetto nel ruolo di Kirill, il figlio del boss della mafia russa di La promessa dell'assassino. Kirill sembra la summa di tante caratteristiche dei personaggi di Cassel: violento, arrogante ma insicuro, omosessuale represso, aggressivo, codardo. In patria, d’altronde, non è che gli affidino parti tanto positive. Ora ha vinto il premio César grazie all’interpretazione del gangster Mesrine nel double bill di Nemico pubblico n.1 in uscita nel nostro paese, ma un paio d’anni fa è stato addirittura un luciferino e laido killer nell’horror Sheitan, nel nostro paese uscito direttamente in DVD.

 



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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