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L'illusionista: il film d'animazione che trasforma Jacques Tati e una sua storia in un cartoon

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Diretto nel 2010 da Sylvain Chomet dopo lo straordinario successo di Appuntamento a Belleville, è basato su un copione mai realizzato dal geniale autore comico francese.

L'illusionista: il film d'animazione che trasforma Jacques Tati e una sua storia in un cartoon

Diretto da Sylvain Chomet, animatore francese che si era fatto conoscere in tutto il mondo qualche anno prima col bellissimo Appuntamento a Belleville, L'illusionista racconta la storia di un buffo e strampalato prestigiatore di scarso successo. E se il protagonista del film, nel suo aspetto e nei suoi modi, vi sembra familiare, ora vi spieghiamo il perché.

La trama di L'illusionista

Parigi, 1959. Tatischeff è un anziano illusionista francese che si esibisce in piccoli teatri, di fronte a una platea sempre meno entusiasta e numerosa, distratta dalle attrazioni della modernità. L'illusionista lascia allora la capitale francese per andare a esibirsi in per recarsi in un pub in un piccolo villaggio delle Highlands scozzesi. I suoi numeri di magia trovano così un'ammiratrice inaspettata: la giovane Alice, una ragazza che vive e lavora nel pub, che lo crede un vero mago, e che decide di seguirlo fino a Edimburgo. L'uomo cercherà da quel momento mille espedienti per far continuare a credere la ragazza nella magia, a dispetto di una realtà intorno a loro in costante evoluzione.

L'illusionista: il trailer del film d'animazione di Sylvain Chomet

Leggi anche La recensione di L'illusionista

Da Film Tati N.4 a L'illusionista

Dopo il grande successo di Mio zio, film che ricevette il Premio della Giuria al Festival di Cannes del 1958 e vinse il Premio Oscar come miglior film straniero nel 1959, il grande Jacques Tati scrisse una sceneggiatura che rimase inedita per decenni, intitolata in maniera anonima Film Tati Nº 4. La storia raccontava di un anziano e malinconico prestigiatore di poco talento e scarso successo, che intraprendeva un tour in piccoli locali d'Europa e prendeva sotto la sua ala protettrice una ragazzina povera. La stessa storia di L'illusionista.
Ecco perché il protagonista di L'illusionista è ricalcato sulla figura di Tati (che di cognome si chiamava realmente Tatischeff) e del suo personaggio più famoso, Monsieur Hulot.
Secondo quanto dichiarato da Chomet, Tati aveva intenzione di fare un film da quel copione assieme alla figlia, che però non venne mai realizzato. Furono i curatori dell'eredità di Tati, Jérôme Deschamps e Macha Makeïeff, a passare il copione al regista dopo il successo di Appuntamento a Belleville, ma già in precedenza era stata la figlia minore di Tati, Sophie Tatischeff, a suggerirgli di riprendere in mano quella storia quando Chomet l'aveva contattata per avere il permesso di ricreare in Appuntamento a Belleville una scena di Giorno di festa, il primo lungometraggio di Tati.
A quanto pare Sophie Tatischeff non voleva che quel copione venisse ripreso da qualcuno che avrebbe affidato a un attore in carne e ossa il ruolo di suo padre, e aveva pensato che un film d'animazione fosse il modo ideale per risolvere il problema e al tempo stesso portare al cinema quella storia.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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