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Koza Nostra: arriva al cinema la commedia gangster... siculo-ucraina che prende in giro la mafia

Girata prima del conflitto, arriva al cinema il 19 maggio, distribuita da Adler Entertainment, l'irreverente commedia di mafia Koza Nostra, debutto registico di Giovanni Dota, con la star ucraina Irma Vitovska, un film pieno di sorprese.

Koza Nostra: arriva al cinema la commedia gangster... siculo-ucraina che prende in giro la mafia

Distribuita da Adler Entertainment, arrivare al cinema il 19 maggio Koza nostra, una singolare opera prima di cui avrete sicuramente già sentito parlare. Si tratta della commedia gangster Koza Nostra, debutto alla regia di un lungometraggio di Giovanni Dota, una coproduzione italo-ucraina interpretata dall'attrice Irma Vitovska - una vera superstar in patria - e da un cast di giovani attori, guidati dal noto caratterista Giovanni Calcagno. Non è la prima volta che un film cerca di far ridere della mafia, ma in questo caso l'originalità sta nell'improbabile eroina che si trova per caso invischiata in qualcosa che sulle prime non capisce, ma che alla fine riesce, con il suo buon senso e le sue capacità, a far rigare dritto una famiglia disfunzionale come e più di tante altre, senza che nessuno (o quasi) si faccia male...

Koza nostra: la trama e il trailer del film

Tutto comincia in un villaggio dei Carpazi ucraini, dove Vlada Koza organizza un "garage sale" per trasferirsi definitivamente in Italia, convinta che la figlia, che ha sposato un poliziotto siciliano e le ha dato il primo nipotino, non possa fare a meno del suo aiuto. Vende tutto, compresa la casa, ma una volta arrivata in Sicilia la sua invadenza fa sì che la figlia la metta alla porta senza tante cerimonie. Investita da un'auto su cui viaggia Don Fredo, un boss mafioso da poco scarcerato, si ritrova nella casa dei Laganà, dove, convinta di avere a che fare con gente onesta, mette subito le sue capacità organizzative al servizio di una famiglia senza madre, dove i rapporti sono a dir poco conflittuali.

Il regista Giovanni Dota

Napoletano di Ponticelli, 32enne, Giovanni Dota si è fatto le ossa sul campo come assistente alla regia e ispettore di produzione su vari set, tra cui quello di Gomorra - La serie, prima di realizzare due apprezzati cortometraggi come Fino alla fine e Una cosa mia, presentati alla Mostra del cinema di Venezia. Nel 2019 si è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia. Il suo stile si ispira in parte anche al tono dolceamaro, quando non apertamente "cattivo", della grande commedia all'italiana, che racconta di aver conosciuto più da grande, proprio durante il periodo degli studi. In merito a questo suo insolito debutto, Dota ha dichiarato:

Questo soggetto nasce da un'idea non italiana (di Anastasiia Lodkina, ndr), che poi ha incontrato l'Italia, anche se in precedenza io e la sceneggiatrice Giulia Magda Martinez avevamo già provato a lavorare su questi toni. Personalmente vengo dalla passione per un cinema gangster, che si può dire mi abbia formato, mentre al Centro Sperimentale ho incontrato la commedia su cui abbiamo fatto dei laboratori e con Giulia, che ho conosciuto lì, ci siamo uniti perché avevamo questa voglia di conservare tutta la dignità del genere gangster cercando di creare sempre una nota dissonante, che potesse accompagnare la commedia. Questa cosa ci era riuscita già abbastanza bene nel corto Fino alla fine, grazie al quale abbiamo incontrato Rai Cinema e Pepito Produzioni. Abbiamo cercato di replicare quell'atteggiamento, restando in equilibrio tra questi due generi e tentando di avvicinare gli ucraini a questo punto di vista, visto che loro immaginavano all'inizio una commedia un po' più sbilanciata, mentre noi con l'apporto di Matteo Visconti abbiamo portato un po' più di piombo e loro hanno accolto l'idea quando ne hanno capito le potenzialità

Gli sceneggiatori italiani infatti, confrontandosi con quelli ucraini, hanno dovuto mettere a punto il tono del film perché, come spesso accade, il senso dell'umorismo cambia a seconda delle culture e della nazionalità, anche se ci sono ovviamente dei punti in comune. Quando Koza Nostra è stato girato, ovviamente, l'Ucraina non era ancora sprofondata nel dramma della guerra, ma la lavorazione si è trovata ad affrontare il problema della pandemia di covid-19, che ha rallentato le riprese, colpendo membri della troupe e del cast. Nonostante le difficoltà, la tenacia di tutti i coinvolti è riuscita a portare a termine il film.

La star ucraina Irma Vitovksa è Vlada Koza in Koza Nostra

Irma Vitovska è la bravissima protagonista femminile di Koza Nostra, che per la prima volta si è cimentata con una lingua che non conosceva affatto, cavandosela benissimo. In Ucraina e nei paesi dell'Est Irma è molto popolare, tanto che lei stessa, presentandosi al pubblico italiano, ha detto di essere conosciuta come la "regina della tragicommedia". Nel 2020 ha vinto due Golden Dziga, i maggiori premi ucraini, equivalenti del nostro David di Donatello, per due film diversi, per cui è stata anche premiata dalla critica.  Al momento ha abbandonato la carriera per aiutare come volontaria, assieme a molti suoi colleghi, donne e bambini a trasferirsi in zone più sicure in Ucraina o all'estero, attraverso i corridoi umanitari. Sulla sua esperienza nel film, che è venuta a presentare in Italia, anche per ringraziare il nostro Paese per gli aiuti e la solidarietà dimostrata verso il dramma del suo popolo, ha raccontato:

Il mio genere preferito è proprio quello che Giovanni mi ha dato la possibilità di affrontare nel film, quello che mette insieme toni contrastanti come commedia e tragedia, alto e basso. Come succede nella vita, ai funerali c'è un po' di umorismo e a volte nei matrimoni c'è un po' di dramma. Se il regista riesce a vedere queste cose e a mostrarle, coinvolge anche lo spettatore che vede rispecchiate certe situazioni. Vorrei aggiungere che "grazie" al Covid che ha interrotto la lavorazione e mi ha fatto restare più tempo in Italia, ho avuto la possibilità di conoscere meglio gli italiani e di innamorarmene.  In questo periodo sono davvero diventata amica della famiglia Laganà e questo è fondamentale per un attore: avere un buon rapporto col regista ma anche un feeling e del vero affetto coi colleghi aiuta a rendere più autentiche le emozioni e contribuisce alla riuscita del film. La complicità tra di noi esisteva anche fuori dal set e ora mi sento proprio parte di questa bizzarra famiglia, anche se all'inizio ero spaventata nell'accettare questa proposta, perché sono molto pigra e non mi piace studiare nuove lingue. Alla prima lettura del copione mi sentivo nervosa perché quando leggevo le battute in italiano tutti ridevano, ero preoccupata, ma ho avvertito da subito il supporto del cast e ho promesso loro che se un giorno faremo la seconda parte la gireremo in Ucraina, così riderò io!

Il cast di Koza Nostra: la famiglia Laganà

Per i protagonisti, Giovanni Dota ha voluto un cast di siciliani doc, a cominciare da Don Fredo. Il capofamiglia mafioso che non riesce a stabilire un buon rapporto coi figli e a gestire l'"azienda di pulizie di famiglia", ha il volto del noto caratterista siciliano Giovanni Calcagno, che ha all'attivo una lunga lista di crediti. Lo ricordiamo ad esempio nei film di Marco Bellocchio (con cui ha esordito) Buongiorno, notte, Il regista di matrimoni e Il traditore (dov'era il vero boss Gaetano Badalamenti), ma anche in Noi credevamo di Mario Martone e in film di genere fantastico come Il mostro della cripta e nei televisivi Il commissario Rex e L'ispettore Coliandro. Di questo padre perso tra i problemi di affari e la mancanza della moglie, incapace di comprendere i figli, dice: "Il personaggio che Giovanni mi ha proposto di interpretare è quello di un padre disperato che non riesce a tenere a freno la grande esuberanza di questi figli, così incompresi e per lui incomprensibili. Mi sono messo nei panni di mio padre, a cui penso di aver fatto vedere tanti di questi strani atteggiamenti. In fondo, sia pure nelle circostanze del film, il rapporto tra di noi, tra me padre e loro figli, è credibile e creduto da noi".

Francesca, figlia ribelle e ragazza madre, che non riesce a farsi considerare dal padre maschilista, è interpretata da Giuditta Vasile, che ce ne parla in questo modo:  "Francesca ha un'ansia continua nella ricerca di una figura paterna, da cui non sa come farsi vedere. Vive in una famiglia disastrata con due fratelli di cui uno è tornato da poco in Italia e l'altro è preso dalle sue cose, una famiglia molto reale in cui la comunicazione non esiste. Mi sono divertita molto a interpretare questo personaggio, che poi scopre di valere qualcosa proprio grazie a Vlada. Come famiglia vivono tutto in maniera normale, sono cresciuti così, e questa figura materna che manca è una soluzione a tutti i loro mali".

I fratelli, il nerd che studia all'estero, Gianni, e Luca, il pasticcione che fa sempre la cosa sbagliata cercando di accattivarsi la fiducia del padre, sono interpretati da Gabriele Cicirello e Lorenzo Scalzo, due giovani attori emergenti, che Dota sostiene siano molto simili, anche nella realtà, ai loro personaggi di eterni adolescenti: Gabriele era Benedetto Buscetta in Il traditore di Marco Bellocchio, mentre Lorenzo, che ha iniziato la sua carriera a teatro, è al suo debutto al cinema. Entrambi sottolineano l'atmosfera sul set che li ha fatti sentire molto vicini, anche a causa del protrarsi delle riprese: "La cosa interessante per il mio personaggio è che non avevo riferimenti" - dice Cicirello - "perché era strano, vestito in maniera particolare, ma doveva avere una certa credibilità, e quando una sceneggiatura è scritta bene bisogna fare il minimo indispensabile. Cosa che spero di esser riuscito a far bene". Per Scalzo "il rapporto con Giovanni Calcagno come padre è stato bello fin dall'inizio perché è una figura austera che mette già soggezione, il mio personaggio, come mi ha detto Giovanni Dota fin dall'inizio, doveva essere il più fuori luogo possibile in qualsiasi situazione, ci ho provato e spero di esserci riuscito, anche perché era la mia prima volta al cinema ma è stata una bellissima esperienza e avere l'appoggio di questo cast mi ha messo subito a mio agio". 

Sulla trama di Koza Nostra non vi raccontiamo nient'altro, perché è davvero difficile da descrivere e classificare, cosa che non si può dire di molte commedie italiane: di sicuro vi divertirete e vi sorprenderete scoprendo il film al cinema, dove potete trovarlo dal 19 maggio.

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  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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