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King Arthur: la storia (quasi) vera alla base del film

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Il mitico personaggio leggendario Re Artù è stato portato al cinema due volte in questo secolo, con forti riferimenti storici o storie fantasy.

King Arthur: la storia (quasi) vera alla base del film

La storia nelle nebbie della leggenda. È sempre stata controversa la teoria sulla reale esistenza storica di Re Artù, King Arthur. Basandosi su testi dell’epoca, c’è una teoria che vede il re come figura storica di condottiero romano-britannico in guerra contro l’invasione anglosassone a cavallo fra V e VI secolo. Un testo scritto in latino nel IX secolo che sarebbe stato scritto da un religioso gallese cita per la prima volta Artù parlando di dodici battaglie nelle quali avrebbe fatto valere il suo coraggio. Su tutte lo scontro di Monte Badon dove avrebbe ucciso da solo addirittura 960 avversari. In fondo la seduzione avventurosca è proprio nella storia che sfocia nella leggenda, e viceversa. 

King Arthur, l'antecedente di Antoine Fuqua del 2004

King Arthur di Antoine Fuqua, con Clive Owen nei panni di Artù e Keira Knightley di Ginevra. Venne presentato con grande pretesa di scrupolo storico, con tanto di slogan che innegiavano al fatto che fosse “il vero ritratto”, “la vera storia” del mitico cavaliere diventato re. Il film è ambientato nel V secolo e racconto per l’appunto di Artorius Castus, meglio noto come Artù (Arthur in originale). Padre romano e madre britannica, si circonda di valorosi cavalieri combattenti, condannati dopo una sconfitta a servire per 15 anni Roma. Ci sono Lancillotto, Tristano, Galvano, Galahad, Bors e Dragonet; insomma, quelli che diventeranno i Cavalieri della Tavola Rotonda. Prima dello scadere del loro obbligo gli viene richiesta un’ultima missione: salvare un nobile romano, oltre il Vallo Adriano, dall’invasione sassone. Per farlo Artù e i suoi dovranno allearsi con Merlino, un druido a capo di una tribù cruciale, nonché padre di una tale Ginevra.

Vi dice qualcosa? Soprattutto qualcosa la dirà al buon Lancillotto come chiunque di noi ricorderà senz’altro da letture scolastiche o no e da visioni cinematografiche. Come detto era Clive Owen a interpretare l’eroico Arthur, un attore in quegli anni decisamente sulla cresta dell’onda, con Closer, per cui ottenne una nomination all’Oscar come non protagonista, Sin City e Inside Man, girati più o meno uno dopo l’altro. Ginevra è Keira Knightley, allora reginetta dei cinema in costume britannico, abbigliata come una guerriera per dare un tocco femminile alle battaglie. Aveva appena partecipato al primo capitolo della saga dei Pirati dei Caraibi, La maledizione della prima luna, dopo essere stata lanciata dalla commedia indie britannica Sognando BeckhamLancillotto è il gallese Ioan Gruffudd, dalla grafia impossibile, mentre Merlino è interpretato da Stephen Dillane e Tristano da Mads Mikkelsen.

Il King Arthur di Guy Ritchie

175 milioni di dollari di budget, nonostante il precedente di scarso successo di cui sopra. A tanto ammonta il budget racimolato per King Arthur da Guy Ritchie, con tanto di sforamenti inattesi, per riprendere in mano la classica vicenda di Artù, in una sorta di reboot, classico stratagemma in uso recentemente a Hollywood per rivitalizzare un brand stanco. Secondo le intenzioni della Warner, in cerca di nuove saghe dopo la fine di Harry Potter, era di costruire sei film dedicati a Re Artù, idea rientrata nel cassetto dopo l'insuccesso del film al botteghino, soprattutto rispetto a un budget così imponente. Il film è ispirato a La morte di Artù di Thomas Malory, opera scritta nel XV secolo che riuniva diversi romanzi sul tema, inglesi e francesi, con l'aggiunta di materiale originale. Siamo quindi ancora più lontani rispetto alla vicenda vera, o quantomeno tramandata dalla tradizione.

Si tratta di una versione fantasy che insiste sulla giovinezza di Artù, interpretato dall'emergente Charlie Hunnam, qui alle prese con il dominio dei maghi, che cercano di conquistsare l'umanità grazie alla loro maestria nella magia. Uno dei più abili è Mordred, che si scaglia con i suoi soldati contro Camelot, cercando di prendere il potere, segnando la conquista dei maghi. Uther Pendragon (Eric Bana), re dei britannici, raggiunge il mago durante la battaglia, uccidendolo, distruggendo i suoi uomini e salvando Camelot. Dopo la battaglia il fratello di Uther, Vortigern, l'antagonista poi del film interpretato da Jude Law, orchestra un complotto nei confronti dello stesso re. L'unico sopravvissuto è il figlio di Uther, che si allontana su di una barca venendo trasportato dalla corrente fino a Londinium, dove viene trovato e cresciuto in un bordello da alcune prostitute, che gli danno il nome di Artù. Non manca una figura femminile, La maga, allieva di Merlino, interpretata dalla splendida Astrid Bergès-Frisbey.

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