Kevin Feige accenna alla Fase 4 Marvel, mentre la Fox e Ethan Hawke temono la deriva dei supereroi

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Kevin Feige accenna alla Fase 4 Marvel, mentre la Fox e Ethan Hawke temono la deriva dei supereroi

Il boss dei Marvel Studios Kevin Feige, intervenendo alla Produced By Conference, incontro patrocinato dal sindacato dei produttori americani, ha fatto qualche accenno alla Fase 4 dei Marvel Studios, che arriverà dopo l'uscita di Ant-Man and the Wasp, Captain Marvel e Avengers 4, che chiuderà la Fase 3.
Feige ha parlato di 20 film previsti per la Fase 4, promettendo di impegnarsi sul fronte della regia al femminile: al momento l'unica regista assicurata alla Marvel è Anna Boden, coregista con Ryan Fleck proprio di Captain Marvel. La grande azienda patisce solo in questo il primato rappresentato l'anno scorso dalla Wonder Woman di Patty Jenkins.
Feige ha aggiunto che dobbiamo aspettarci "differenti incarnazioni dei personaggi che conosciamo", suggerendo quindi che dopo la chiusura di Avengers 4, alcuni dei protagonisti storici, così come le loro identità segrete e i relativi attori, potrebbero essere visti sotto una diversa luce (recasting?).
I Marvel Studios hanno anche intenzione di non lasciarsi indietro ​la rappresentanza delle minoranze: Feige vorrebbe davvero realizzare un film su Ms. Marvel alias Kamala Khan, eroina islamica che si ispira per le sue gesta proprio a Captain Marvel. Quest'ultimo progetto comincerà a prender forma quando appunto Captain Marvel sarà stato chiuso.

Con i supereroi che muovono pubblico e incassi come non mai, stupisce allo stesso tempo però che Stacey Snider, CEO della Fox, si sia mostrata cauta discutendo di questo filone al CineEurope. Con Deadpool 2 in sala e Dark Phoenix in arrivo, la Snider ha messo in guardia il resto di Hollywood sul puntare tutto su quell'unico numero:

"Gli studi devono avere più appetito per grandi produzioni d'intrattenimento che non siano necessariamente basate sui brand. [...] Abbiamo avuto un grande successo con un film come The Greatest Showman, dove ci siamo premurati di parlare a un pubblico che fosse il più vasto possibile, non in un modo che finisce per omogeneizzare tutta la produzione. Le cose vanno a scatafascio quando il consumatore intelligente dice: questo film l'ho già visto".

In un certo senso le ha fatto eco anche Ethan Hawke, che era al Seattle International Film Festival con il suo nuovo lavoro da regista, Blaze, e First Reformed di Paul Schrader. Hawke ha visto la deriva di Hollywood verso i grandi marchi e i supereroi in chiave meno affaristica e più artistica:

"Non solo leggiamo di questo successo enorme al boxoffice per Black Panther, ma andiamo a leggerne anche il punteggio su Rotten Tomatoes. Alla fine tutto nel nostro ambiente è una competizione, mentre le arti dovrebbero essere il luogo in cui la competizione non esiste, perché si parla di espressione."




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