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Katherine Heigl: traiettorie di un successo

Da Rosewell a 27 volte in bianco: la carriera dell'attrice che è stata definita "la nuova Julia Roberts"


Spesso le traiettorie del successo sono imprevedibili.
Un po’ come nel poker alla texana, il flop (l’ultima carta ad essere scoperta) può cambiare radicalmente le sorti di una mano che si è giocata con tenacia ma che sembrava oramai esser persa. E una come Katherine Marie Heigl la sua mano l’ha giocata fino in fondo, ed ora si sta godendo i frutti del suo successo.

L’attrice americana (che il 24 novembre prossimo compirà 30 anni) sembrava rassegnata ad una carriera fatta di b-movies o poco più quando la serie tv Grey’s Anatomy ha cambiato tutto, spalancandole di nuovo le porte di Hollywood. Ma andiamo per gradi.
Nata in una famiglia benestante, la minore di quattro fratelli, Kathrine inizia già a nove anni a lavorare come modella-bambina, apparendo presto in numerosi spot televisivi e su carta stampata.

Di lì all’esordio nel mondo del cinema il passo è relativamente breve: nel 1992, a 13 anni, la Heigl esordisce nel film di Craig Bolotin That Night, mentre l’anno successivo è sul set di Piccolo, grande Aaron di Steven Soderbergh.
Il primo ruolo da protagonista lo ottiene al suo terzo film, quando interpreta il ruolo di Nicole, la figlia di Gerard Depardieu in Ma dov'è andata la mia bambina?, remake-fotocopia a stelle e strisce del francese Mio padre, che eroe!, di cui era protagonista lo stesso Depardieu e dove il ruolo interpretato da Katherine nel rifacimento era andato invece a Marie Gillain.

Da figlia di Depardieu a nipote di Steven Seagal in Trappola sulle montagne rocciose, la Heigl ha qualche stagione di appannamento prima di tornare in ruoli importanti nel divertente horror di Ronnie Yu La sposa di Chucky e soprattutto nel telefilm Rosewell, nel quale è Isabel, una dei tre teenager alieni protagonisti delle vicende, e dove reciterà per tutte e tre le stagioni di programmazione, dando anche il via ad una relazione con il compagno di set Jason Fehr.

Nel frattempo, complici forme che non passano inosservate – e che in futuro porteranno la stessa attrice a definire come quello della “bionda tettona” il suo personaggio in Grey’s Anatomy – Katherine continua a lavorare come modella, apparendo su diverse riviste, tra le quali le patinate FHM e Maxim.
Mortificherà (ma solo apparentemente) il suo aspetto nella commedia indipendente di Michael Davis 100 ragazze, in cui è un maschiaccio di nome Arlene, mentre la sfrutterà per il pessimo slasher Valentine - Appuntamento con la morte.

Finito Rosewell, però, per Katherine Heigl sembra arrivare anche la fine di quella che per qualche istante era sembrata una carriera bene avviata: dopo il 2001 l’attrice pare costretta infatti a limitarsi a film per la tv di bassa lega o a qualche produzione hollywoodiana non certo di richiamo.

Ma quando il nome della Heigl è dimenticato dai più, ecco che nel 2005 arriva Grey’s Anatomy ed il ruolo della bionda tettona, meglio nota come la dottoressa Isobel Stevens, detta Izzie.
Il successo della serie è tale da riportare Katherine sulle copertine (e nelle pagine interne...) di molte riviste: nel maggio del 2006 Maxim la piazza al 12esimo posto nella classifica delle star più hot dell’anno, mentre si classifica 19esima in quella delle donne più sexy del mondo votata dai lettori di FHM.

E tra il successo in tv e le foto sulle riviste, ecco che anche il cinema torna a bussare alla sua porta sotto le spoglie di colui che al momento è il re della commedia ad Hollywood: Judd Apatow.
Apatow le affida infatti il ruolo della protagonista nella commedia Molto incinta, che si rivela un grandissimo successo di critica e pubblico negli Stati Uniti e non solo.

Ad Hollywood piove spesso e volentieri sul bagnato, ed ecco che Katherine vince l’Emmy come miglior attrice femminile non protagonista nel 2007 e viene eletta come donna più desiderabile del pianeta dal noto sito internet AskMen.com.

Ed ora, con 27 volte in bianco, c’è chi in America è pronto a giurare che Katherine Heigl è l’erede della Julia Roberts di Pretty Woman.

E tutto grazie ad un telefilm…



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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