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Kate Hudson: fra rock e rom-com

Tutto quello che bisogna sapere sull'attrice che sorride sempre

Kate Hudson: fra rock e rom-com

Nel 2000 Cameron Crowe diresse un film in parte autobiografico che era un atto d'amore verso il grande rock & roll anni '70.
Intitolato Quasi famosi e incentrato sulla precoce esperienza giornalistica di un adolescente, ruotava intorno a una gamma di personaggi, veri o presunti, fra cui spiccava una groupie chiamata Penny Lane e invaghita del chitarrista degli Stillwater.
A interpretarla era una giovane attrice dai capelli biondi e dagli occhi nocciola nota ai più come la figlia di Goldie Hawn.

Entrata nel mondo del cinema senza alcuna raccomandazione e dopo qualche esperienza televisiva, Kate Hudson ottenne, grazie a quella ragazza smaliziata che portava il nome di una canzone dei Beatles, sia una nomination all'Oscar che un Golden Globe, affermandosi non solo come una delle giovani attrici più easy going di Hollywood, ma anche come un'artista destinata a incrociare la recitazione con le più svariate suggestioni musicali.

Anche fuori dal set Kate Hudson si è lasciata ammaliare dalle note, e la cosa non ci meraviglia, perché quando si ha per padre uno dei membri degli Hudson Brothers, è normale metter su famiglia con il leader di quei Black Crows che sono stati più volte difiniti “Il gruppo rock'n'roll più rock'n'roll del mondo”.
Non stupisce, in questo senso, nemmeno il legame, che ancora dura e dal quale è nato un figlio, fra la solare Kate e il frontman dei Muse Matthew Bellamy.
Questa però è vita privata e, se vogliamo attenerci al solo piano professionale, non possiamo non ricordarci del numero ad alto tasso di energia e sensualità che la Hudson ha eseguito in Nine di Rob Marshall, nel quale esprimeva la propria fascinazione per il regista Guido Contini cantando “Cinema Italiano”.
La scena vale il film.

Un'altra sequenza in cui Kate Hudson contamina il cinema con la musica, o meglio con la danza, appartiene a Something Borrowed di Luke Greenfield e ci mostra l'attrice che, insieme a Ginnifer Goodwin, si scatena sulle note di “Push It” delle Salt-n-Pepa.
Ecco il video.

Quanto al film, che pochi di noi hanno visto, è l'ennesimo esempio di un genere – la rom-com – che per Kate Hudson costituisce contemporaneamente un sicuro terreno di prova e una prigione dalla quale non è sempre stato facile uscire.
Se si guarda infatti alla carriera dell'attrice, cominciata nel 1998 con il film indipendente Desert Blue, appare sorprendente il numero di commedie più o meno sentimentali a cui ha partecipato.

Concentrate negli anni 2000 e riconducibili quasi tutte a sottofiloni di gran moda (dalla commedia degli equivoci alle storie di bridezilla) sono film che regalano quasi sempre a Kate Hudson ruoli di ragazza indipendente, ultradeterminata e lavorativamente affermata.
Nel campione incassi Come farsi lasciare in 10 giorni, per esempio, la Hudson è una giornalista.
In Bride Wars, invece, è uno squalo dell'avvocatura, e se in Quando meno te lo aspetti ha un posto importante in un'agenzia di moda, in Alex & Emma è una semplice stenografa che rivela però un discreto talento di scrittrice di romanzi.


Questa galleria di personaggi, che portano l'attrice ad affiancare romanic lead come Matthew McConaughey o Luke e Owen Wilson, non va confusa con i ruoli interpretati dalle fidanzatine d'America anni '90.
Le varie Helen, Andie, Liv, eccetera evidenziano infatti nella Hudson una grande capacità di far ridere che appare evidente fin da 200 Cigarettes, film corale che raccoglie le più promettenti giovani star di fine secolo e nel quale Kate scatena l'ilarità grazie a una comicità sia verbale che slapstick.

Aldilà di una parte ne Le quattro piume, remake firmato Shekhar Kapur di un classico del 1939, il film in cui la Hudson dimostra di possedere anche un talento drammatico è The Skeleton Key di Iain Softley, thriller soprannaturale in cui l'attrice apre una porta che avrebbe dovuto restare chiusa e per il quale perde una notevole quantità di peso.

The Skeleton Key è sicuramente migliore del cancer-movie Il mio angolo di Paradiso (che comunque sta dalla parte del romanticismo) e segna un'importante tappa di un percorso altro che conduce la Hudson prima a The Killer Inside Me di Michael Winterbottom, in cui fa la parte della fidanzata del maniaco omicida protagonista, e poi a Il fondamentalista riluttante di Mira Nair.
In quest'ultimo, girato in pieno allattamento, Kate  Hudson cambia il colore dei capelli e si assesta su un registro naturalistico, mantenendo, per tutta la durata del film, una recitazione misurata.
Alcuni credono che dipenda da un'ormai raggiunta maturità artistica, altri sostengono che abbia a che vedere con  una sorta di timore reverenziale nei confronti dei temi del film, che parla di rapporti umani, tolleranza e di fondamentalismo.

A proposito di fondamentalismo, Kate Hudson è quanto di più lontano possa esistere da un'integralista.
La sua religione, che si esprime attraverso un'intramontabile joie de vivre, è fatta di dialogo, apertura mentale e fiducia nel prossimo, in particolare nelle donne.
Quanto alle sue debolezze, fra queste includiamo una caparbietà che la avvicina al personaggio interpretato nel sovracitato Bride Wars, la passione per i tacchi alti, gli occhiali da sole colorati e i vestiti stampati, meglio se firmati Missoni, Rachel Zoe, Etro o, come vediamo qui sotto, Valentino e Balmain.


 



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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