Jordan Peele è impazzito per Midsommar, il nuovo horror di Ari Aster

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Jordan Peele è impazzito per Midsommar, il nuovo horror di Ari Aster

Da queste parti tendiamo a prendere il cinema horror molto sul serio, a dargli tutta l'attenzione e la credibilità che merita, e quindi questa è una notizia che ci pare assai rilevante. Perché a quanto pare Jordan Peele - quello di Scappa! - Get Out e del recente Noi, uno che l'horror lo mastica e che lo sta a modo suo rivoluzionando - ha visto in anteprima il nuovo film dell'Ari Aster di Hereditary, che si chiama Midsommar, e a quanto pare ne è rimasto entusiasta.

Midsommar racconta la storia di una coppia - interpretata da Florence Pugh e Jack Reynor - che arriva in Svezia per far visita a un amico che abita in un villaggio di campagna per festeggiare con lui la tradizionale festa di mezza estate. La festa dove capitano i due è speciale: dura nove giorni e si svolge una volta ogni novant'anni. Ed è speciale anche perché assumerà presto dei contorni inquietanti, legati al culto pagano praticato in quelle zone.
Nel film e in particolare dell'atto conclusivo per Peele - che lo ha detto allo stesso Aster nel corso di un incontro organizzato dalla rivista Fangoria -  ci sono "alcune delle immagini più atrocemente disturbanti che abbia mai visto in un film, alle quali ho comunque assistito con la bocca e gli occhi spalancati."
E Midsommar, sempre secondo il regista di Noi, "usurpa The Wicker Man dal trono del più iconico film sui culti pagani della storia."

In realtà Aster tende a minimizzare il confronto col capolavoro di Robin Hardy del 1973 (il remake di Neil LaBute con Nicolas Cage lasciamolo perdere); ma non per modestia, quanto perché secondo lui si tratta di qualcosa completamente differente. "Mi hanno chiesto di cosa parli il film, e ho sempre felicemente risposto che si tratta di un film che parla della fine di una storia d'amore vestito con gli abiti di un folk horror."
Il punto, però, è un altro. Il punto è: ci possiamo fidare del giudizio di Jordan Peele?
erché - è necessario ricordarlo - non sempre essere bravi a fare gli horror significa avere poi buon gusto come spettatori sul cinema horror. L'esempio più clamoroso, in questo senso, è Stephen King, uno dei più grandi scrittori viventi ma uno spettatore cinematografico con gusti ultra-discutibili.
Poi certo, King è appunto uno scrittore, mentre Peele un regista, un uomo di cinema; ma comunque è necessario forse fare un po' di tara ai suoi entusiasmi, anche considerato che Aster è il regista di un film assai sopravvalutato come Hereditary.

E però, ciò nonostante, in fondo al cuore speranze su Midsommar le covo anche io. Anche perché sarebbe molto brutto trovarsi di fronte a una nuova, cocente delusione, dopo quella avuta a Cannes davanti a The Lighthouse, inspiegabile e grottesco passo falso del Robert Eggers che aveva diretto l'ottimo The Witch.



Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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