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Jonathan Demme, il sorriso, l'umanità e i suoi celebri primi piani

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Ancora un ricordo del regista americano morto ieri.

Jonathan Demme, il sorriso, l'umanità e i suoi celebri primi piani

Era il 2003, io ero giovane e inesperto. Erano i miei primi anni al Festival di Venezia da inviato, e per la prima volta entrai in Sala Grande per recuperare un film di cui avevo perso la proiezione per la stampa: il film era The Agronomist, il documentario che Jonathan Demme aveva dedicato a Jean Leopold Dominique, editore della prima radio libera di Haiti durante i sanguinosi anni della dittatura di Papa Doc e Baby Doc, e in quelli di Aristide, assassinato il 3 aprile del 2000 a 69 anni.
Ricordo che al termine della proiezione, nella commozione generale, ci fu una standing ovation: tutti in piedi, tutti girati verso la vedova di Dominique, che era presente in sala, e piangeva. Tutti girati verso di lei, e verso Jonathan Demme, che era al suo fianco, le stringeva la mano, e le sorrideva con dolcezza.

Quel sorriso, quella dolcezza e quell'umanità le ritrovai poi l'anno successivo, quando, ancora una volta a Venezia, intervistai per la prima volta il regista americano che aveva presentato fuori concorso il bellissimo The Manchurian Candidate, intelligente remake del Va' e uccidi di John Frankenheimer.
Ancora più intelligenti furono le cose che Demme disse del suo film e del suo lavoro, pronunciate senza il minimo accenno di superbia, ma con la voglia di comunicare la sua passione, il suo punto di vista, non di imporlo o di tenere una lezione.
Quel sorriso e quella disposizione d'animo, quel carico di umanità che trasudava dai suoi modi e dai suoi film, furono quelli che vidi ancora, e ancora Venezia, per Rachel sta per sposarsi, e per il suo ultimo film, quel Dove eravamo rimasti nel quale Meryl Streep imbraccia la Telecaster e canta come non aveva mai cantato prima.

Se si ha avuto la fortuna d'incontrare Jonathan Demme, e d'imbattersi in quel sorriso e quell'umanità, non soprende allora quanta fiducia avessero in lui i suoi attori. Attori che Demme faceva recitare al loro meglio, e che si prestavano senza esitazione a quei primi piani intensi, inquietanti, commoventi che sono stati uno dei più riconoscibili marchi di fabbrica del regista americano.
Primi piani che trovate raccolti in questo video montato e pubblicato su internet da Jacob T. Swinney.

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