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Joker: la Gotham City vintage e oscura del film con Joaquin Phoenix

Sporca, caotica e viziosa, la città in cui è ambientato il cinecomic di Todd Phillips somiglia alla New York di un tempo.

Joker: la Gotham City vintage e oscura del film con Joaquin Phoenix

A guidare Todd Phillips nella realizzazione di Joker è stata una parola: realismo. La ricerca di realismo ha influenzato ogni singolo aspetto di Joker, dalle scelte estetiche alla psicologia del protagonista alla rappresentazione di quella violenza che tanto ha messo in allarme gli Stati Uniti, che hanno voluto triplicare, fuori dalle sale, le misure di sicurezza. Il regista, ben lo sappiamo, desiderava fortemente distanziarsi da ogni singolo cinecomic mai realizzato e questo lo ha portato innanzitutto a fare un viaggio all'indietro nel tempo, collocando la sua Gotham City nel 1981 e lasciandosi influenzare dalle atmosfere di classici degli anni Settanta come Serpico, Taxi Driver e Quinto Potere, tre capolavori che avevano come sfondo New York, che poi è la città tanto di Todd Phillips quanto dello scenografo Mark Friedberg.

Friedberg, appena si è messo al lavoro, ha visionato prima di tutto vecchie foto della Grande Mela per trovare la giusta quantità di graffiti e di spazzatura da collocare a Gotham e per studiare le automobili che circolavano all'epoca. Si è poi ricordato della New York della sua giovinezza, che era una metropoli sudicia, caotica e attraversata continuamente da persone che protestavano o scioperavano brandendo cartelli o, peggio ancora, armi. Dire, però, che la Gotham City di Joker è New York punto e basta sarebbe inesatto. Il contesto in cui si muove il clown dalla parrucca verde è piuttosto il "tessuto urbano, grintoso e duro" di New York. E’ anche la Gotham City che negli anni si è "stratificata" nell’immaginazione del regista e del suo team creativo: un luogo fatto di ricordi di altri film con protagonista Batman e dei fumetti letti da bambini. Per trasformare queste suggestioni in qualcosa di concreto e partire di slancio, Friedberg ha disegnato una mappa ideale di Gotham, che somigliava a quella che si può osservare nei terminal della metropolitana di N.Y., e di scene in metropolitana, fra l'altro, nel film ce ne sono diverse, di cui una cruciale e decisamente violenta.

C'è anche Harlem in Joker, dove è stato ricostruito l’ospedale psichiatrico di Arthur. Impossibilitati a scegliere come location Manhattan perché troppo contemporanea, gli scenografi hanno invece collocato nei distretti popolari del Bronx, di Highbridge e Kingsbridge il quartiere in cui il personaggio principale abita con sua madre, e nel South Bronx la scalinata su cui Joker balla nella sequenza forse più suggestiva del film. Poi si sono spostati a Newark e a Jersey City, nel New Jersey. A Newark hanno costruito Gotham Square, incaricando un giovane artista locale di dipingere murales sui lati degli edifici delle strade in cui la troupe stava girando in esterni.

Il risultato di tutti questi sforzi è una città che sembra aver dichiarato guerra ai suoi abitanti, che non li protegge ma quasi tenta di espellerli, come fossero parassiti che succhiano le sue energie e che, con i loro nefasti comportamenti, la rendono ancora più inospitale e moralmente sporca.

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  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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